L’ANALISI: COBBINS-GABRIEL-BURNS, LUNGHI UNDERSIZE PER UN GIOCO DINAMICO

Nel reparto sotto canestro l’atletismo con cui la Germani vuole sorprendere gli avversari

Brescia. Piccolo è bello. Ma più che piccolo, dinamico. Atletico. Ecco atletico. Sarà così il reparto lunghi della Germani Pallacanestro Brescia. In attesa di sapere che ne sarà di Paul Eboua (ma serve davvero a questo punto?) e dell’arrivo di Chris Mortellaro (comunque un complemento e nulla più), il reparto lunghi della squadra di coach Magro si baserà sul trio Gabriel-Cobbins-Burns. Nessuno di questi ha le stimmate del pivot vecchia maniera, ma tutti e tre all’occorrenza possono giocare da “5”. Il titolare di questo ruolo sarà Mike Cobbins, un lungo undersize con i suoi soli 203 centimetri. Una bella distanza dal 2 e 13 di Ristic visto nella prima parte della scorsa stagione. Ma è anche qui, proprio qui, la differenza di filosofia cestistica tra un anno fa ed oggi. 

Curriculum . Cobbins è reduce da un anno Israele con il Maccabi Haifa dove ha sfiorato la doppia doppia di media (14 punti e 9 rimbalzi), segno che l’altezza non è tutto e che in un campionato performante si puo’ comunque svettare. Gabriel (del quale vi abbiamo già parlato nei giorni scorsi (leggi la news) è il “4” titolare, ma è alto 2 centimetri in più di Cobbins e anche qui sta la particolarità del nuovo reparto lunghi Germani. Quando giocava in Eurolega con il Panathinaikos dava spettacolo con alley-hoop e schiacciate, ma è sempre stato bravo anche ad allargare il campo con tiri da 3 punti e pick and pop. C’è poi Christian Burns, che conosciamo bene, e che può fungere da back up nei due ruoli di “4” e”5”: anche per lui l’altezza è di 203 cm, come Cobbins. 

Mordi e fuggi. Con tre giocatori così non c’è certo il rischio di congestionare l’area, anzi: il pitturato dovrà essere terra di razzia per una botta e via. Un rimbalzo volante, un taglia fuori all’improvviso, un lay up spuntando da dietro, tap-in acrobatici. E con questa atipicità dei lunghi si potranno accettare cambi difensivi sistematici, chè tanto i miss-match ormai sono all’ordine del giorno nelle partite e tanto vale affrontarli a muso duro, con personalità. Come un onda marina che ti pizzica i piedi nel bagnasciuga, arriva e se ne va lasciandoti pero’ un senso di freschezza e tonicità. Dal basso verso l’alto.