IN GOOD MOOD

All’allenamento a porte aperte della Leonessa il buon umore e la voglia di correre fanno gli onori di casa

Brescia. L’accoglienza dei tifosi. Echeggia al Palaleonessa una “Madonnina dai riccioli d’oro” inaspettata, intonata da un gruppetto di “Irriducibili” dalla tribuna centrale del palazzetto, e dagli altri tifosi accorsi, impazienti di vedere all’opera la squadra (anche se non al completo, in assenza del capitano David Moss -pit stop forzato per lui come si è appreso dalla nota della società in mattinata – e degli ultimi giocatori che mancano all’appello ovvero Naz Mitrou-Long e, ma è arrivato a sorpresa a fine sessione, Michael Cobbins) nell’allenamento a porte aperte odierno di fronte ad oltre 300 tifosi.

Sugli spalti oltre 300 tifosi al primo allenamento a porte aperte della Germani Pallacanestro Brescia

Correre Correre Correre. Sembra un mantra e lo sarà a quanto pare, perché l’allenamento di coach Alessandro Magro ha preso subito un ritmo incalzante da gioco in velocità con tutti i giocatori al tiro, che dimostrano un’ottima resistenza e forma fisica. In più occasioni si è applaudito a bei tiri e belle azioni di squadra.

Coach Magro inizia a professare la sua pallacanestro

Le parole di Magro. Know your personal, do the best shot possible e good to grade saranno i mantra fondamentali per il coach: conoscersi per imparare a conoscere gli altri, prendersi sempre il buon tiro, il tiro giusto e non il tiro forzato, passare da un grado molto buono ad eccellente, quindi passarsi la palla sarà un modo per creare buone occasioni di tiro e finalizzare al meglio le azioni. “Abbiamo giocatori di grande talento ma non amo quando i giocatori si prendono l’iniziativa sfruttando solo il proprio talento; ognuno dei nostri è in grado di prendersi tiri ad alta percentuale di realizzazione, basta che lo faccia senza forzare e tenendo sempre presente i compagni in campo”.

E’ consapevole il coach di avere un gruppo di giocatori talentuosi e molto versatili, che possono esprimersi anche in punti del campo non a loro consoni poiché, dice, “i ruoli non esistono quasi più; o meglio, ognuno dei giocatori può adattarsi a giocare in un punto del campo e in un “ruolo” non proprio suo. “Tanti di loro possono portare la palla (Della Valle, Petrucelli possono giocare da playmaker, lo stesso Lee Moore giostrerà in quel ruolo per esempio), possono entrare negli attacchi senza il play di ruolo (La Quintana e Mitrou-Long) . I lunghi stessi sono interscambiabili: Chris Burns che conosciamo, già è potente sotto le plance e si può permettere un buon tiro dalla media e talvolta dalla lunga distanza; Kenny Gabriel ha un ruolo sia da interno (con la sua fisicità) che da esterno (con il suo eccellente tiro dalla lunga) e potrebbe quindi giocare da “3” pur garantendosi, grazie alla sua prestanza fisica, anche un’ottima presa di spalle a canestro. Da allenatori cercheremo di creare meno confusione possibile ma abbiamo giocatori che hanno queste capacità. Sarà sufficiente per me che si passino la palla poi il ruolo trova il tempo che trova”.

I giochi di attacco (gli ingressi come preferisce chiamarli) saranno numerosi (più di 100 erano quelli che aveva l’anno scorso in Polonia) tuttavia “tutto dipende da quanto faremo nella metà campo difensiva; dobbiamo riuscire ad essere performanti, prendere rimbalzi difensivi , il primo tiro libero che possiamo prendere ce lo dobbiamo prendere, senza forzare i tiri”, questo è veramente fondamentale nella visione globale di gioco da parte del coach.

“Dobbiamo risucire a correre in cinque, larghi e ci prendiamo tiri aperti”. Sono tutti giocatori performanti ribadisce.

Alessandro Magro scruta l’orizzonte di una Germani pronta a stupire

Amedeo Della Valle. “Il clima nello spogliatoio è super, devono ancora unirsi a noi gli ultimi compagni di squadra ma stiamo interagendo positivamente. C’è voglia di lavorare e scherzare allo stesso tempo, di condividere un obiettivo. Brescia mi piace e mi ci sto abituando molto in fretta. Ho la fortuna di vivere nel centro storico e mi sto godendo dei begli angoli di città e dei posticini tipici che mi piacciono parecchio. Sono tra l’altro ad un passo da casa, Milano, dove ho giocato e dove ho casa per cui mi sento molto bene qui” dice Amedeo Della Valle, colpaccio estivo nel mercato del patron Mauro Ferrari.

Amedeo Della Valle è stato il colpo di mercato del patron Mauro Ferrari

Il parquet. L’ultima parola l’avrà in ogni caso il parquet, la vista del quale ti fa proiettare subito alle sfide del campionato e ti attiva quello speciale entusiasmo, quello espresso anche oggi dai tifosi con i ripetuti applausi. Perché si sa, a Brescia, in particolare, il pubblico è il sesto uomo in campo.

GO LEONESSA GO.

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