BUON COMPLEANNO BARONE E ANCORA GRAZIE DI TUTTO

Oggi Riccardo Sales avrebbe compiuto 80 anni: con lui la svolta del basket a Brescia

Esistono fondamentalmente tre categorie di allenatori. Quelli che migliorano i giocatori che hanno a disposizione, quelli che sono bravi ad “usarli” per quello che sanno fare e purtroppo, anche qualcuno che riesce a rovinali. Riccardo Sales, che avrebbe compiuto 80 anni oggi, faceva indubbiamente parte della prima categoria. Inutile riassumere la sua carriera. Tutti ne conoscono e riconoscono la sua grandezza.

Fiuto Usa. Due cose per cui il Barone (nella foto con Mario Pedrazzini) resterà nella storia della pallacanestro italiana e bresciana però vale la pena però ricordarcele.La prima era un fiuto innato per la scelta degli stranieri. In quegli anni ogni squadra poteva averne solo due e  su quella  scelta si basava spesso il 50 % del successo o meno della stagione. Va da sè che la maggior parte delle squadre si orientava su “lunghi” USA possibilmente con tanti punti nelle mani. Insomma una “assicurazione” sulla stagione, con gli italiani a fare da contorno.Riccardo Sales invece no. Scautizzava con ossessione giocatori che sapessero invece esaltare il gruppo che aveva a disposizione, provenienti da College di primo livello in modo da essere certo della loro “education” a 360 gradi, vogliosi di imparare per poi magari trovare o ritrovare palcoscenici di alto profilo. Qualche nome ? Chuck Jura, Marcus Iavaroni, Bill Laimbeer, Tom Abernathy, Stan Pietkiewitz, Corny Thompson.

Visionario. La seconda sua grande capacità era quella di vedere il gioco avanti di un decennio. Nel 1981 (quaranta anni fa…) lancia in quintetto un centro italiano di 20 anni (Ario Costa), mettendolo al centro del progetto , e cerca una un playmaker USA (Piet) in grado di esaltarne le qualità. Si assume i rischi, propone una squadra con una fisicità che sarebbe competitiva anche oggi (Piet 195 cm, Silvano Motta 197 cm di tecnica e atletismo, Marco Solfrini 198 cm di talento incredibile, Tom Abernethy 204 cm e Ario Costa 211 cm).La squadra gioca ad immagine e somiglianza del “Barone”. Geometrie pure, tempi sempre perfetti, giocate in contropiede che facevano saltare in piedi i 5.000 dell’ EIB.Ma Sales era anche altro.

Il mentore di Scariolo. Dovunque sia stato ha lasciato un segno. Le società sono cresciute, i giocatori migliorati. Oltre a giocatori ha lanciato anche giovani allenatori di cui sapeva riconoscere talento e passione. Uno su tutti i ? Don Sergio Scariolo. Al tempo semplicemente Sergio.Buon compleanno Coach, e grazie di tutto.

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