MAGRO: “PASSI INDIETRO, COSI’ MANCHIAMO DI RISPETTO”

Il coach della Germani ci va giù duro con i suoi e rilancia: “Il club ci dà tutto, dobbiamo ripagarlo”

Trieste. Arrabbiato e deluso, coach Magro a fine partita non risparmia nessuno e ammonisce chi questa sera era chiamato a dare di più.

Coach, cosa non va ancora in questa squadra?

“Dobbiamo velocemente capire cosa vogliamo. Rispetto alle altre due gare dove abbiamo fatto passi avanti, oggi la mia squadra  ha fatto un passo indietro purtroppo. Non siamo stati in grado di fare canestri da liberi, abbiamo giocato una partita insufficiente. Non si può pensare di spendere troppe energie a rincorrere perché siamo andati sotto troppo nei due quarti iniziali. E’ stata una prova decisamente sotto tono da diversi punti di vista”.

Come valuta il secondo quarto giocato dai suoi?

“Così facendo manchiamo di rispetto al club che ci sta dando tutto. Dobbiamo capire chi siamo, dove siamo e cosa vogliamo. Non possiamo produrre il secondo quarto che abbiamo giocato oggi. Ci sono i meriti di Trieste ma non possiamo andare all’intervallo con 14 palle perse. Ci vuole un’applicazione maggiore. Questo è un gioco bellissimo, ma brutale e soprattutto fuori casa non puoi permetterti di sbagliare queste cose. Ci sono tante nostre colpe e dobbiamo trovare un rimedio”.

Pensa che la squadra abbia bisogno di un play maker subito? 

“E’ una scelta non avere il play maker. Abbiamo deciso di giocare con tre creators. Mitrou-Long non è un playmaker puro si sa, ma comunque è un giocatore che finisce la partita con responsabilità facendo punti e assist. Laquintana ci ha dato tanto anche nei momenti di difficoltà. Oggettivamente abbiamo avuto poco da giocatori che dovevano dare sicuramente di più. Non faccio nomi, ma se si guardano le statistiche ci si rende ben conto e non parlo di playmaker”.

Sanders è stato praticamente lasciato libero di tirare, come mai? 

“Avevamo deciso, vista la sua mediocre capacità al tiro da fuori, di provare a non lasciargli grandi penetrazioni tant’è che ha fatto penetrazioni in transizione e non dal pick& roll. Vero è che se non siamo in grado di stare davanti alla palla e tenere l’uno contro uno frontale allora non possiamo arginare un giocatore così perché sei costretto al fallo e lo mandi in lunetta da dove difficilmente sbaglia. Anche i close out su Banks per esempio hanno prodotto falli. Dobbiamo fare aiuti più composti. Non solo in questa partita, ma è capitato anche nelle precedenti, il problema è che alterniamo azioni difensive di altissimo livello a delle “puttanate galattiche”. Non so se si può dire, ma è così. E questo non è possibile farlo. Dobbiamo capire cosa fare e come per tutti i quaranta minuti”.