IL DIAVOLO SI NASCONDE NEI DETTAGLI

Prima di buttare a mare le scelte estive si possono fare alcune correzioni non drastiche

Brescia. Era prevedibile. Il grande “reset” estivo ha portato in dote un teamcompletamente nuovo, puntando su alcuni “giovani” esordienti in ruoli chiave (Di Benedetto e Magro), la messa a terra di un “sistema” di gioco quantomeno differente ed una gestione del palazzo in discontinuità.

Tanti rischi tutti insieme. Troppi forse? Ma come? Si sente molto spesso dire che in Italia non si punta sui giovani, che tutti si accontentano di scimmiottare il mainstream e poi alle prime sconfitte…tutto viene messo in discussione.

Certo un po’ di nostalgia per un GM di grande esperienza è innegabile, ma proviamo ad andare oltre.

Veniamo allora alla discussione che in queste ore va per la maggiore. L’assenza di una playmaker old style che tra l’altro abbiamo a libro paga ma che come spesso viene detto, è “fuori dal progetto”.

Coach Magro difende la sua scelta affermando che il “sistema” prevede tre” creatori” di gioco che in sostanza dovrebbero moltiplicare le opportunità diplamaking rispetto ad una impostazione tradizionale. Dovrebbero…. ma questo in queste prime partite non è successo, generando viceversa tanta confusione e la confusione genera insicurezza.

Il passo tra l’insicurezza e il panico è drasticamente breve.                                           

Ma tutti i sistemi sono vincenti o meno a seconda degli attori che lo interpretano.

Quindi è il sistema il vero problema oppure la qualità dei suoi interpreti?

Lee Moore che tutti ricordiamo volare in campo aperto nella sua prima esperienza bresciana ha le qualità per questa sfida? Mitrou-Long alla sua prima esperienza europea non avrà bisogno di più tempo per adattarsi a tante novità?

Tanti invocano il ritorno di Luca Vitali. La qualità del giocatore non si discute, però davvero il nostro futuro passa per il reintegro di un giocatore di 35 anni? Sarebbe sicuramente una scelta che ci riporterebbe nella nostra “confort zone” cestistica, ma che in qualche modo metterebbe una pietra tombale sul nuovo corso.

Diceva un grande “maestro” della pallacanestro italiana, Dido Guerrieri, che il diavolo si nasconde nei dettagli e che prima di buttare a mare le scelte fatte tanto faticosamente bisogna prima provare a modificare qualche dettaglio poco visibile che ma potrebbe fare la differenza.

Quindi: analisi e ancora analisi dei dettagli che ostacolano la crescita del progetto. Poi interventi chirurgici se ritenuti necessari. Senza pregiudizi e inutili difese di posizione laddove si riconoscano errori di valutazione.

Poi però avanti, coraggio e determinazione, se si crede veramente nelle scelte estive.

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