LAQUINTANA: “TUTTI INSIEME PROVIAMO A BATTERE LA VIRTUS”

Il playmaker della Germani a “Basket Time 2.0”: “L’affetto dei bresciani mi commuove. Sapevo che avrei avuto poco minutaggio, lotto per averne di più. Il mio rapporto con Basile è più solido che mai”

Brescia. In una lunga intervista rilasciata alla trasmissione “Basket Time 2.0” di VideoBrescia Sport, Tommaso Laquintana ha esposto la sua tesi su quali sono stati i punti di forza, movimento della palla, e quali sono stati i difetti, mancanza di intelligenza difensiva, relativi al match di campionato contro Trento. Laquintana ha inoltre sottolineato quanto amore abbia nei confronti della città, della squadra e dei tifosi cercando di sfruttare le occasioni date da coach Magro per potersi mettere in mostra e guadagnare minutaggio.
La parentesi finale riguarda il rapporto con Gianluca Basile, suo grande amico che lo ha aiutato nella sua crescita personale, e qualche anticipo per la sfida di domenica contro i colossi della Virtus Bologna.
Tommaso, quanto amarezza c’è ancora per la gara di Trento? Si poteva vincere la partita?
“Si assolutamente, fossimo stati più attenti in fase difensiva l’avremmo potuta vincere. Trento si è comunque meritata la vittoria. Ora, a testa alta, lavoriamo alla partita di domenica contro la Virtus Bologna correggendo gli errori fatti.
È sicuramente un match complicato, ma siamo nel nostro palazzetto, con la forza del nostro pubblico, daremo il massimo per portare a casa un ottimo risultato”.
Cosa intendi quando parli di intelligenza difensiva che vi è macata? È la stanchezza che nei momenti determinanti prende il sopravvento?
“Trento l’ultima quarto di gioco ha attaccato sempre con lo stesso schema, mi complimento perché sono riusciti a prendere le redini della partita. Con il termine “intelligenza difensiva” intendo che avevano uno schema preciso che hanno ripetuto per sei volte. La difesa doveva predisporsi in modo tale da bloccare sul nascere l’offensiva degli avversari“.
C’è stato un problema con il piano partita?
“Il rammarico è proprio che tra noi e Trento, offensivamente parlando, c’è stato un divario notevole, noi abbiamo mosso la palla tutto il tempo facendo giocate di squadra. Trento ha impostato diversamente la partita, preferivano gli uno contro uno. Lo staff tecnico è stato impeccabile, eravamo mentalmente pronti ma dovevamo limitarli.“

Come spieghi ai tifosi e alla stampa, che si aspettano i risultati, che il processo di crescita passa attraverso anche le sconfitte?
“Essendo una squadra completamente nuova è parte del processo subire delle sconfitte per migliorare ogni lato del nostro gioco e puntare alla perfezione.“
Cosa ti chiede esattamente Magro, qual’è il tuo ruolo in questa squadra?
“Il coach mi chiede sempre di dare il massimo sia in partita che in allenamento, cercando di migliorarmi minuto dopo minuto con impegno e dedizione.
Io sapevo di non poter giocare tanti minuti, quelli che Magro mi concede li sfrutto sempre al meglio della mia forma per cercare di meritarne altri.“
Non ti crea pressione questo ragionamento?
“Potrei dire di si, ma non voglio crearmi delle scuse. Avendo pochi minuti riesco a entrare più concentrato cercando di essere un perno importante per la squadra, per poter dimostrare di meritare maggior minutaggio“.
In questo momento ti senti al top della tua forma fisica?
“Mi sento molto bene, abbiamo un preparatore atletico e un nutrizionista che stanno facendo un lavoro impeccabile e svolgono un ruolo chiave nella nostra preparazione. Stiamo lavorando tutti insieme per essere sempre al top della forma, sono molto contento del nostro staff“.
Come ti trovi con questo nuovo modo di allenarvi, svolgete tutta la seduta nella parte centrale, stile NBA, e il nutrizionista cosa vi fa mangiare?
“Il nuovo metodo di allenamento è organizzato nel miglior modo possibile, finiamo alle 14.30 e abbiamo la possibilità di mangiare in mensa con il pranzo pronto. Il nutrizionista è arrivato da poco, ma è molto concentrato nello svolgere un lavoro importante, ha preso le misure di tutta la squadra per poi creare una dieta su misura per il gruppo“.
Come passi i tuoi pomeriggi? Ti piace la città e secondo te cosa può offrire?
“Il pomeriggio essendo libero torno a casa e recupero le forze insieme alla mia fidanzata e al mio cane, dopo essermi riposato esco a fare una passeggiata, mentre la sera o mangio a casa o esco a cenare. I ristoranti che frequento più spesso sono il BeFed perchè adoro il galletto, sushi Myo o l’Area Docks. La città è bellissima e mi è piaciuta da subitoi, sono al terzo anno e ne sono sempre più affascinato. È una città dove non ti manca nulla, il centro è spettacolare, le persone sono meravigliose. Geograficamente parlando sei in centro alla vita del nord Italia, Milano, Verona,Venezia e il Lago di Garda sono facilissime da raggiungere dunque è un posto bellissimo dove poter vivere.“
Cosa ti è successo a Trieste? Hai subito il contraccolpo della mancata conferma al Brescia dove ti stavi trovando bene e giocavi bene?
“Si, voglio essere sincero. La seconda stagione al Brescia è stato l’anno in cui ho giocato meglio, a mio parere. Ero convinto di rimanere, non dico che avevo dato per scontata la mia permanenza, ma guardando le mie prestazioni ero abbastanza sicuro. Ho subito il contraccolpo quando, per forza di cose, sono dovuto andare via. Il Covid ha influito pesantemente sulle mie prestazione mentale perché era come essere chiusi in carcere. Sono felice, tutto sommato, dell’anno a Trieste, abbiamo fatto i play-off quando l’obiettivo era la salvezza dunque posso ritenermi soddisfatto”.
Come hai vissuto quest’estate la pressione positiva del fatto di rivolerti a tutti i costi da parte di tifosi e stampa?
“Non mi era mai successo, mi ha riempito di orgoglio. Mi ha fatto capire che sono riuscito a entrare nei cuori dei tifosi bresciani, come loro sono nel mio.
Sono felice di poter lasciare dei bei ricordi alle persone che vivono questo sport, mi ha commosso il calore del nostro tifo.“
Domenica contro la Virtus Bologna ti troverai ad affrontare Teodosic, Bellinelli e Mannion, cosa vuol dire per te?
“È una squadra, insieme a Milano, che ha un organico importante dunque sono molto emozionato all’idea di affrontarli. Teodosic e Bellinelli li ho già affrontati, Mannion lo vedevo giocare in NBA e voglio capire quanto è forte affrontarlo direttamente.“
Come prosegue il tuo rapporto con Gianluca Basile, raccontaci qualche aneddoto?
“Lui guarda tutte le partite di Brescia e ci sentiamo molto spesso.
È stato a Barcellona ed è stato premiato per la vittoria della Eurolega nel 2010, insieme, ovviamente, a tutta la squadra. Come ogni anno sono andato da lui in vacanza quest’estate e siamo andati a pescare insieme, lui ama la pesca e il suo paesino a Capo D’Orlando dove si può godere la sua famiglia e rilassarsi tranquillamente”.

Non ha voglia di tornare nel basket per poter insegnare anche ai giovani?
“Lui è stato un mentore per me, mi ha insegnato tanto sia come giocatore sia come persona. Io penso che, per il momento, non abbia voglia di tornare nel Basket, ha fatto tanti sacrifici nei suoi anni da cestista dunque ora vorrà godersi la sua famiglia.”
Dal punto di vista tecnico riesce a darti qualche consiglio?
“É molto umile come persona, non si permette di darmi consigli, se sono io il primo a chiederglieli è molto disponibile, in caso contrario non vuole interferire.
Io, ovviamente, glieli chiedo, ma proprio perché lo conosco“.
Domenica che ambiente ti aspetti al Palaleonessa?
“Il pubblico ha fatto sentire il suo valore dopo le prime tre sconfitte.
Quando eravamo in casa contro il Napoli non ho sentito un fischio ma solo tanto incoraggiamento da parte loro. Ringrazio tutti nostri fan che ci sostengono in ogni momento perché sono davvero importanti”.

Niccolò Trigiani

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