MAGRO: “LA CHIAVE E’ SEGNARE E PORTARE LA VIRTUS A UN PUNTO A PUNTO FINALE”

L’allenatore della Germani alla vigilia del big match con i campioni d’Italia di Bologna: “Un onore sfidare Scariolo. Dobbiamo giocare con serietà, ma anche leggerezza. Diana non ha citato me e Ferrari nelle interviste della vigilia? Senza il patron oggi Brescia giocherebbe il derby con Lumezzane”

San Zeno. Cresce l’attesa per il big match che la Germani domani alle 16 affronterà al PalaLeonessa contro i campioni d’Italia della Segafredo Virtus Bologna. Il coach di Brescia Alessandro Magro si è sottoposto alla conferenza stampa della vigilia e, come suo costume, è andato dritto al punto di parecchi argomenti. Anche i meno leggeri.

Coach Magro, clima da grande festa per il match contro i tricolori?

“Sarà una partita molto emozionante. Giocheremo di nuovo in casa, dovrebbe esserci il palasport pieno com’è giusto per rendere il giusto tributo ai campioni d’Itallia. La Virtus Bologna quest’anno ha ricominciato vincendo la Supercoppa Italiana ed è quella che con Milano sta trainando il nostro movimento. Ha obiettivi ben precisi, punta giustamente all’Eurocup: da uomo di sport io come tanti altri facciamo il tifo perchè centri il suo obiettivo europeo e porti un’altra italiana in Eurolega. Non solo per, egoisticamente, liberare un posto in Eurocup, ma è come in Spagna quando ci sono più club importanti e tutti prendono la scia. Spesso nelle partite giocate della “domestic league “si trovano ad affrontare squadre dal valore in teoria diverso dall’Europa, ma l’augurio è che ce ne siano sempre di più alto livello perchè l’asticella va alzata anche da noi”. 

La Germani come sta?

“Siamo reduci da una sconfitta a Trento prima della quale avevamo detto che dovevamo essere cinici nei minuti finali, cercheremo di arrivare punto a punto anche con Bologna provando a sfruttare i nostri punti di forza per metterli in difficoltà. Loro sono primi per punti segnati, percentuali da 2, sono molto difficili da tenere offensivamente, ma anche noi in casa con Napoli e Fortitudo abbiamo avuto percentuali alte. Bologna è uscita sconfitta a Napoli e a Tortona, ha giocato una partita abbastanza alla pari a Pesaro: abbiamo cercato di preparare la partita enfatizzando i loro punti deboli ed esaltare i nostri di forza. Loro hanno una grande forza, ma giocare queste partite dà beneficio a tutti. Affrontare Scariolo, uno degli allenatori italiani che ha vinto di più a livello mondiale, è per tutti una bella festa, sperando che queta festa finisca con una nostra vittoria. Dovremo andare in campo con serietà, disciplina, ma anche leggerezza per giocarci al meglio questo match. Questa settimana abbiamo gestito i carichi di lavoro. Servirà un’energia importante. I giocatori sono tutti disponibili”. 

Trento vi ha messo in difficoltà bloccando Della Valle e Mitrou Long. La Segafredo che ne hanno 7-8 di quel livello come si ferma?

“Ogni squadra della nostra fascia ha un paio di creators. Con la Fortitudo abbiamo messo grande attenzione sul loro play per poi dedicarci ad Aradori. Così ha fatto Trento con noi. Anche se poi riguardando la partita siamo riusciti a gestire i possessi finali con Mitrou Long e Della Valle. Bologna ne ha tanti da provare a fermare. Enorme rispetto anche verso il giovane Pajola per la leadership che sta dimostrando sui due lati del campo. La Virtus però ha dovuto anche cambiare molto, ha avuto diversi infortuni, Mannion ad esempio non è ancora al meglio, ma è pur sempre lui. Weems è in grande fiducia. Dovremo fare una prova di squadra”. 

Ritrovare Diana che effetto ti fa?

“La sfida è tra Brescia e Bologna. Ho un enorme rispetto verso Scariolo. Per lui so che è un’emozione vera tornare qua, come per me lo sarebbe tornare a Siena. Verso Andrea ho riconoscenza perchè mi chiamò a Brescia, ma non sono queste le emozioni”.

Diana nelle interviste della vigilia ha citato e ringraziato Bragaglio e Bonetti, ma non ha avuto parole per te e il patron Ferrari. Sorpreso?

“Ognuno quando fa le interviste si prende la responsabilità di quello che dice. Io dico che se non ci fosse Mauro Ferrari oggi ci sarebbe il derby contro Lumezzane del mio amico Max Giannoni e non la partitissima contro i campioni d’Italia. Deve essere chiaro a tutti, non solo a chi rilasciato interviste. Se la pallacanestro esiste ancora a Brescia è grazie a Ferrari e io sono fiero di allenare Brescia. Se Andrea non mi ha citato non so che dire. Non sta a me commentare”.  

Il patron Ferrari ed Alessandro Magro

La Virtus Bologna sta subendo tanti punti. Anche mercoledì, con Magro in tribuna, al PalaDozza quasi 100…

“Campionato ed Eurocup sono quasi due sport diversi. Valencia ad esempio aveva un centro da 2 metri e 10, ci sono modi di arbitrare diversi. Sono d’accordo con Scariolo quando dice che il processo di crescita della Segafredo ha bisogno di tempo. Per loro passare dall’Eurocup al campionato modifica i punti di riferimento. E’ nell’aspetto difensivo, e l’ha detto lo stesso Scariolo, che devono migliorare. Mi aspetto che vengano qui con una prova difensiva migliore del solito. Noi non siamo Valencia, non abbiamo punti di riferimenti che loro avevano. Dovremo cavalcare le nostre peculiarità. La chiave sarà quella di riuscire a segnare perchè loro gli 85-90 punti li segnano sempre. Magari finirà 90-91, meglio se 91-90 così il pubblico si divertirà”. 

Ci sono giocatori che stanno ancora facendo fatica, come li vedi? In particolare Moore ed Eboua…

“Non è una questione di modo di giocare. Sono giocatori diversi. Hanno bisogno di tempo e deve capire come far esplodere la propria fisicità. Dopo gli allenamenti fatti prima della Fortitudo vi avevo detto che avevano fatto una buona settimana e hanno fatto bene in partita. Lee ci deve dare capacità di attaccare il ferro, entrando dalla panchina: ci sono partite in cui gli riesce meglio e altre no. La partita di Trento è stata ruvida ed entrambi hanno fatto un po’ di fatica. Tutti i giocatori hanno comunque sempre la possibilità di entrare, non ci sono “ne”: il giudice supremo è il campo. Se uno merita gioca, altrimenti no”. 

Ferrari, Magro e il nostro direttore Cristiano Tognoli a margine della conferenza stampa

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