SCARIOLO: “GRAZIE DELL’ACCOGLIENZA. PER NOI UN PASSO AVANTI”

Il coach bresciano della Segafredo Virtus Bologna: “Bravi a tener duro quando la Germani si è riavvicinata ed è stato espulso Teodosic. In bocca al lupo anche al Brescia del mio amico Inzaghi”

Brescia. Reduce da quattro sconfitte nelle ultime sei partite, la Segafredo Virtus Bologna di Sergio Scariolo tira un sospiro di sollievo.

Coach è soddisfatto della partita che avete giocato stasera? 

“E’ stata una buona partita in generale, mi è  piaciuto come stavolta siamo stati capaci di tener duro nei momenti difficili quando la Germani si è avvicinata o quando hanno espulso Teodosic. Abbiamo fatto un passo avanti siamo stati un pò più efficaci. Chiaro che la difesa non si misura sui punti subiti, criterio di venti anni fa che nemmeno i ragazzini applicano più, ma credo che più del 37% concesso è un dato signifacativo su cui dobbiamo costruire. Abbiamo comunque  giocato una partita intera e completa. Grazie ai tifosi di Brescia per l’accoglienza. E’ stato emozionante. Auguro alla Germani di fare bene perché hanno le armi per farlo. E auguro anche al Brescia calcio di salire . Mando un abbraccio e un in bocca al lupo a Pippo Inzaghi che è un amico”. 

Oggi abbiamo visto una Virtus con più pazienza a cercare in area l’uomo libero . Un’ impressione o un’ esigenza dettata dalla gara? 

“Siamo una squadra completa che attacca e difende. Dobbiamo avere un buon ritmo e  un nostro stile. Non si sicmmiotta l’avversario, devi avere un tuo stile. Una squadra difficile da assemblare e un obiettivo difficile da raggiungere soprattutto quando c’e poca esperienza di gioco ad un certo livello dell’organico, che va fatta sul campo. Qualche passo avanti l’ho visto da chi non era abituato. I tempi di crescita della squadra non li marca né la classifica né l’ansia in cui gli sprovveduti cadono a volte, né i giocatori e nemmeno i dirigenti e quasi nemmeno l’allenatore; i tempi li marca la pallacanestro stessa, il gioco, la natura mi verrebbe da dire. Bisogna andare avanti a fare i nostri passi ed essere consapevoli che ne avremo molti da percorre. E’ un progetto appena inziato, abbiamo l’ambizione di fare qualcosa di competitivo e dovremo crescere il più velocemente possibile”.

Altra chiave della partita può essere statala difesa di Pajola su Mitrou-Long?

“In generale abbiamo fatto passi avanti come squadra con sbavature che non spariranno mai. Senza Abass e Udoh, Pajola è il nostro leader difensivo . Quasi sempre realizza il compito che ha. Per cui bene così”.

Quali sentimenti ha provato nel tornare in quello che lei chiama ancora Eib?

“Devo avere tempo per digerire tutte le emozioni e le situazioni. Ho visto tanta gente che conoscevo, nel mio piccolo è un vissuto che ti fa sentire a casa , io sono molto orgoglioso delle mie radici e  credo che nel mio modo di essere c’è molto di questa mentalità, di non mollare, di non farsi prendere dall’ansia e non demoralizzarsi; ora mi assaporo tutto a fine partita”.

Quanti anni era che sua mamma non  la vedeva a Brescia al palazzetto? 

“A Brescia non veniva mai, veniva sempre mio padre. Questa è la prima volta quindi”.