GABRIEL, SI PUÒ DARE DI PIÙ

Medie e percentuali insoddisfacenti da parte dell’ex Panathinaikos. Le punte non possono essere solo Della Valle e Mitrou Long

Brescia. Tralasciando il pre-campionato, dove pure ci sarebbe qualcosa da dire, otto giornate sono più che sufficienti per esprimere una valutazione su un giocatore e se l’occhio di bue si accende su Kenny Gabriel non si può essere soddisfatti di quello che sta producendo questo giocatore preso per dare esperienza, qualità e leadership considerando il background.

Deludente. L’ex Panathinaikos, uomo da due scudetti in Grecia e uno in Turchia (ambienti caldi, pressione a mille), che ha assaggiato l’Eurolega, anche domenica con la Virtus Bologna non è stato quella terza punta che avrebbe dovuto essere per dare un’alternativa offensiva a Mitrou-Long e Della Valle. Questi due non possono continuare a cantare e portare la croce. Ogni tanto a loro si unisce Petrucelli, ma l’ex Ulm è stato preso prima di tutto per dare consistenza difensiva ed è quello che fa, se poi mette anche benzina nel motore d’attacco tanto meglio. Ma sono i punti di Gabriel a mancare. Contro i campioni d’Italia, Kenny era partito bene con due triple poi si è spento. Sbagliando buoni tiri, come già altre volte gli era successo.

I numeri. Il 32enne (3 luglio 1989) di Charlotte sta viaggiando a una media di 7.6 punti a partita in 28.5 minuti ad allacciata di scarpe con il 50% da 2 (11/22) e il 30.2% da 3 (13/43). Le sue medie si completano con 5 rimbalzi, 2 perse, 0.9 recuperate e 1.5 assist. Forse bisognerebbe dargli di più la palla in mano (22 tiri da 2 un americano dovrebbe farli in due partite), forse dovrebbe mettere lui più personalità per diventare un punto di riferimento in attacco. Certo non è uno che si mette nelle condizioni per non essere criticato, anche per via di certi linguaggi del corpo quantomeno discutibili. Quando nel febbraio del 1987 il trio Tozzi-Ruggeri-Morandi vinse Sanremo con “Si può dare di più”, Kenny Gabriel non era probabilmente nemmeno nei pensieri dei suoi genitori. Forse non l’avrà nemmeno mai sentita quella canzone. Gliela si può comunque sempre far ascoltare. Tradotta. Perchè questo è ciò che ora ci si aspetta da lui, se ancora non l’ha capito.

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