COBBINS: “MI AUGURO DI POTER GIOCARE PIÙ PICK AND ROLL PER ESSERE UTILE IN ATTACCO”

Il pivot della Germani a “Basket Time 2.0”: “Possiamo competere con chiunque, ma con Bologna abbiamo perso qualità nell’ultimo quarto”

Brescia. Mike Cobbins, il pivot classe 1992 della Germani Brescia, ha rilasciato una lunga intervista a “Basket Time 2.0” su VideoBrescia Sport. Lo statunitense si è soffermato sulle riflessioni relative alla sconfitta contro la Virtus Bologna, e non solo, sottolineando quali, per lui, sono stati i punti di debolezza, in partita la perdita di qualità nell’ultimo quarto, che hanno portato un risultato pesante.

Come avete rielaborato la sconfitta? Cosa è successo nell’ultimo quarto?

“La sconfitta è stata innegabilmente pesante, nell’ultimo quarto abbiamo perso il controllo della partita, non siamo riusciti a placare il loro strapotere tecnico e dal momento in cui il Bologna ha preso in mano le redini della gara non abbiamo avuto le capacità per bloccare la loro offensiva perdendo qualità”.

Oltre a questa sconfitta, le altre con Varese, Tortona e Trento, influiscono sul morale della squadra?
“Una sconfitta è una sconfitta, non è importante la squadra che affronti, siamo Brescia e dobbiamo vincere. Abbiamo le capacità, e la sagacia, per poter competere contro ogni compagine all’interno del campionato. Perdere è estenuante, ogni volta e contro chiunque soprattutto sapendo la grandezza del nostro gruppo”.

Inizialmente eri nello starting five, ora subentri dalla panchina, cosa cambia per te?
“Io gioco sempre per il bene della squadra e il mio ruolo è quello di essere pronto a ogni evenienza. Sono chiamato a portare energia dunque se entro dal quintetto iniziale o dalla panchina non è importante, voglio semplicemente aiutare a vincere”.
Come ti sembra la fisicità dei giocatori nel campionato italiano?
“Ho notato che è una lega molto fisica e completa, tutte le partite richiedono un grande sforzo sia a livello fisico che mentale. É un campionato equilibrato, come si è potuto constatare dalle ultime partite: chiunque ha la possibilità di vincere dunque la preparazione del match deve essere perfetta per poter surclassare gli avversari”.
Com’è stato l’impatto con Mouhammadou Jaiteh?
L’approccio alla partita è stato lo stesso di ogni domenica. Il coach Magro indirizza la squadra ad affrontare ogni ruolo e ogni team nelle loro peculiarità. Per quanto riguarda l’impiego, cerco di svolgere i miei minuti al meglio per aiutare la squadra, attacco il mio uomo indipendentemente da chi sia il mio avversario”.

Vista la tua enorme verticalità ti aspetti di giocare più pick-and-roll?
“Certamente, noi in ogni partita vogliamo migliorare e crescere a livello tecnico, cerchiamo sempre di creare nuovi scenari e schemi. Abbiamo le carte in regola per migliorare step-by-step”.
Pensi di poter dar qualcosa in più in attacco per non lasciare Mitrou Long e Della Valle come unici, o quasi, terminali offensivi?
“Si, sicuramente posso essere molto efficace anche in attacco specialmente quando la difesa bocca le nostre due bocche da fuoco, che sono Nazareth Mitrou-Long e Amedeo Della Valle. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo e anche io mi sento di poterlo fare”.
Come ti stai trovando con la difesa match up?
“È una difesa molto solida e si adatta al nostro stile di gioco, personalmente mi trovo bene e penso che sia assolutamente confortevole poter contare su un reparto difensivo così sicuro, sia a livello fisico che tecnico”.
Sei un uomo di poche parole ma di molti fatti, concordi?
“Si sono un uomo diretto non solito a fare molti giri di parole, potrei parlare anche molto, ma mi piace essere schietto e andare dritto al sodo”.

Abbiamo notato che sei una persona molto solare, si vede che non sei un “timido” e quando c’è la musica ti piace ballare nel pre-partita, è vero?
“Si assolutamente, siamo un gruppo affiatato e ci piace passare il tempo insieme, siamo molto legati e questo fa intendere che non è solamente un lavoro, ma anche un divertimento giocare uniti. È facile essere così gioioso ed energico quando hai un rapporto del genere con i tuoi compagni. Per quanto riguarda la musica, la vivo in maniera molto partecipativa, mi aiuta a isolarmi dal resto del mondo ed entrare nella partita. Ascolto di tutto, eccetto l’Heavy-Metal. Quando sono nel palazzetto o in macchina ascolto anche un po’ di musica italiana e mi piace”.
Stai studiando l’italiano, sappiamo che ci tieni molto. Cosa hai già imparato?
“Si ci tengo molto! Mi sto impegnando davvero tanto per poterlo imparare e capire, utilizzo l’app “Duolingo” e ascolto le persone quando si parlano per poter apprendere al meglio anche la pronuncia, ad esempio ho imparato delle parole come “grazie”, “prego”, “come stai?”.
La barba per te ha un significato, potrebbe essere un tributo ad Harden?
“Non è un tributo ad Harden ma la faccio crescere da molto tempo dunque ci tengo particolarmente”.

Niccolò Trigiani

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