MICHELE VITALI: “BRESCIA LA MIA SECONDA CASA. CON VENEZIA SIAMO IN RIPRESA”

”Ricordo ancora la tripla ignorante ad Avellino. L’estero mi ha forgiato. Bragaglio e Bonetti come dei genitori. Non dobbiamo farci sorprendere dal talento della Germani. Sto male a vedere Luca provato umanamente”

Venezia. Si avvicina Germani-Venezia (sabato ore 20), la partita che riporterà Michele Vitali a Brescia da avversario. Gara da ex ancora più speciale del solito per lui che è reduce dall’aver ricoperto il ruolo di capitano in Nazionale e che questa volta non potrà affrontare il fratello Luca, fuori rosa alla Germani.

Ciao Michele, come stai? 

“Sto bene e sto vivendo un bel momento”.

Come vivi l’esperienza di essere capitano della Nazionale? Senti un certo peso di responsabilità? Ti senti punto di riferimento del gruppo rispecchiandoti in questo ruolo da leader?

“In realtà avevo già avuto il piacere di essere capitano agli Europei e questa riconferma mi ha fatto veramente onore e mi ha dato una grande emozione. Ciò che faccio è essere sempre me stesso a prescindere, aiutare i compagni più giovani consigliandoli per dare il meglio e migliorarsi, ma soprattutto e sempre, cerco di dare l’esempio con lo spirito di sacrificio, con il lavoro, la concentrazione e la motivazione. Il mio motto è sempre stato “poche parole e tanti fatti”  e in questo mi riconosco in ogni passo che ho fatto e che sto ancora facendo”.

E’ un momento veramente topico della tua carriera, possiamo dire che sei entrato nella fase della tua maturità cestistica. Dall’exploit di Belgrado lo scorso giugno alle emozioni delle Olimpiadi, ora le qualifiche ai Mondiali 2023, il passaggio alla Reyer dopo le esperienze in Spagna ad Andorra, a Sassari nella stagione 2019-2020 e poi in Germania a Bamberg dove hai fatto una super stagione… Come vivi questo bel momento ? Percepisci che stai realizzando un  grande salto di qualità e che hai una diversa maturità ? Confermi che le esperienze all’estero servono per migliorare e crescere?

“La maturità viene col tempo e con le esperienze che si fanno. Tutti i percorsi e le esperienze che ho vissuto, nel bene e nel male, hanno contribuito a farmi diventare il giocatore e anche l’uomo che sono oggi. Certo quando va bene sembra tutto più facile e quando invece va male il rischio è quello di abbattersi e non trovare le giuste motivazioni. In realtà è proprio dai momenti meno positivi che si impara a mantenere un certo equilibrio che ti serve per rialzarti e superare gli ostacoli. L’esperienza all’estero ti forgia, ti fortifica, in quanto sei costretto ad ambientarti velocemente in contesti di mentalità ed abitudini molto diverse  di conseguenza il  percorso personale di crescita si accelera e ti insegna a mantenere una mente aperta, aumentando anche il tuo spirito di adattamento. Ed è questo che faccio quotidianamente: cerco di vivere serenamente mantenendo la mente costantemente il più aperta possibile”.

Quale è l’emozione più intensa che ti da’ la palla a spicchi? 

“Il basket per me è tante cose. E’ passione fondamentalmente, adrenalina, mille emozioni diverse, è tantissimo. E’ un maestro di vita, ti insegna a riconoscere i tuoi limiti, ad accettarli e ad accettare te stesso allo stesso tempo spronandoti a lavorarci con dedizione e pazienza per migliorarti”. 

Come ti trovi a giocare in un club di così lunga tradizione e di prestigio come la Reyer? Avete avuto un inizio sotto tono, complice un gruppo di giocatori nuovi in diversi reparti per cui avete avuto bisogno di conoscervi e capirvi. Ora invece sembra che abbiate trovato le buone sinergie per vincere? 

“E’ vero, l’inizio quest’anno è stato un po’ difficoltoso proprio perchè è stato necessario il tempo per conoscerci e trovare le giuste dinamiche e l’empatia di squadra. Ora questa fase è passata, grazie anche ad un coach come Walter De Raffaele che, prima di essere un allenatore è una persona dotata di grande umanità per cui ti mette a tuo agio e sa aspettare e coltivare il meglio di ognuno di noi. Del resto la caratura di una squadra si vede nel momento in cui si affrontano le difficoltà e da come reagisce a questi momenti. Per cui margini di miglioramento ce ne sono sempre”.

Cosa determina, a tuo avviso, una mentalità vincente?

“La capacità di resilienza nelle situazioni complicate e  più difficili, lo spirito di sacrificio, la prontezza ad accogliere e ad elaborare in meglio, la dedizione al gruppo e  la pazienza oltre che la voglia di comprensione. Non da ultimo il talento”. 

A Brescia ricordiamo ancora con grande affetto la “tripla ignorante” con cui facesti vincere la Germani ad Avellino. Nell’ultimo triennio dove ti senti più migliorato, forse in difesa? In cosa pensi ancora di poter migliorare?

“Innanzitutto vi ringrazio per avermi fatto tornare ad un momento così memorabile (ride di cuore: ndr), tra tanti è quello che ricordo sempre tra i più emozionanti. Per quanto riguarda la difesa, è vero, io ho lavorato molto da sempre su questo aspetto enfatizzandolo poiché credo che sia fondamentale in un gioco come la pallacanestro se non addirittura il più importante; si è buoni giocatori offensivi spesso se si hanno anche spiccate doti difensive poiché dalla difesa nasce sempre l’attacco più o meno efficace,  per cui nel tempo ho lavorato per migliorare sempre di più questo aspetto. Inoltre credo che, oltre alle personali capacità innate, la difesa sia lavoro, voglia e cuore soprattutto. Per quanto riguarda quello che devo ancora migliorare dico che sto lavorando molto sul ball-handling e sul giocare il pick&roll”.

Ti senti un giocatore che può competere a buoni livelli in Eurolega in un prossimo futuro, magari con le maglie di Milano o Virtus Bologna?

“Per me l’Eurolega è sicuramente un obiettivo. E’ competitiva al massimo. Per ora però penso a Venezia”.

Come sarà il tuo approccio alla gara di sabato al PalaLeonessa?

“Sarà secondo il piano di gara del coach e, a parte gli scherzi, sarà più emozionante del solito tornare in campo a Brescia di fronte ad un pubblico più che amico. Sicuramente non sarà una gara facile e scontata. Anzi si dovrà porre la massima attenzione a tutti i dettagli e non farci sorprendere dal talento della Germani. Dovremo rimanere molto concentrati a non perdere il ritmo”. 

La Germani può puntare alle Final Eight e ai play off? 

“Le sconfitte subite possono non essere lo specchio di ciò che succede giorno dopo giorno. Dovrei essere presente quotidianamente per poter valutare ciò che funziona e ciò che invece funziona meno. Tuttavia credo che la squadra abbia giocatori di talento e stia lavorando duro (come tutti) al fine di migliorarsi anche nella cura dei dettagli. Per questo penso che possa fare bene e avere buoni risultati andando avanti. Del resto è anche stata capace di tre belle vittorie consecutive”.

Pensi di poter tornare un giorno a giocare a Brescia? Era stata concreta questa possibilità quando un paio di anni fa’ si diceva che poteva esserci un tuo ritorno?

“Non si sa cosa possa succedere, in questo momento la mia realtà è Venezia, poi si vedrà. Un paio di anni fa effettivamente  c’era stato qualche contatto per tornare” 

In che rapporti sei rimasto con Mauro Ferrari, Matteo Bonetti, Graziella Bragaglio e Alessandro Magro? 

“Per me Brescia è una seconda casa, e quando posso ci ritorno molto volentieri. Ho mantenuto buonissimi rapporti con molti amici. Mia moglie, per il compleanno quest’anno, mi ha organizzato la festa a sorpresa proprio a Brescia. C’erano, come al mio matrimonio del resto, Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti, che posso definire i miei secondi genitori, ai quali mi lega un rapporto di stima, amicizia e affetto. E poi altri amici a cui tengo”.

Cosa ne pensi della vicenda che ha coinvolto Luca? Quanto sta soffrendo nel non giocare? 

“E’ una vicenda che ho vissuto come giocatore, ma anche e soprattutto come fratello per cui per me è stato brutto vederlo star male. Per lui è un momento molto difficile. Luca ha sempre amato Brescia come me del resto, ha costruito legami forti e a maggior ragione la vicenda lo sta veramente provando dal punto di vista umano”. 

Hai un messaggio per i tifosi bresciani che non ti hanno mai dimenticato ovviamente?

“Sarà bellissimo rivedere il pubblico bresciano così affezionato e gli Irriducibili soprattutto; che emozione sarà sentirli cantare la “Madonnina dai riccioli d’oro”. 

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