MAGRO: “SERVIVANO QUESTI DUE PUNTI, MA L’ULTIMO QUARTO MI HA FATTO ARRABBIARE”

”Uno scarto maggiore ci sarebbe servito in vista anche del ritorno, ma intanto abbiamo messo un +4 sulla zona retrocessione. Contento per Gabriel. A Treviso per sfruttare la scia”

Brescia. Alessandro Magro si prende i due punti che fanno classifica e morale, così come la prestazione per grande parte del match. Il coach della Germani non ha però le fette di salame sugli occhi e non manca di analizzare anche l’ultimo quarto.

Coach, soddisfatto al 100% o infastidito dal finale?

“Sapevamo dell’importanza di questa gara. Avevamo bisogno di questi due punti. Non è mai scontato vincere. Cremona, pur nelle difficoltà oggettive, ha sempre combattuto. Come stasera, ricucendo il break nel finale. Questi due punti ci devono dare fiducia. Sono contento che l’approccio sia stato positivo contro una Vanoli che ha mischiato le carte, facendo zona: siamo stati bravi a far girare la palla. Nell’ultimo quarto ci siamo spenti, ma non dobbiamo lasciare spazio all’insoddisfazione. Sono contento perché Gabriel si è sbloccato con una doppia doppia. Mettiamo le ultime quattro punti dietro e continuiamo a macinare perché sappiamo che il 27 c’è una sfida importante contro una squadra che ci ha già battuto due volte. Testa quindi già da domani a Treviso: sarebbe fondamentale per la nostra stagione vincere anche questo match. Ci tengo a fare gli auguri a tutti di buon Natale, a chi gioisce e soffre con noi. E’ importante non dimenticarci mai quanto siamo fortunati a fare questo lavoro. Faccio un augurio in particolare a chi ha perso i propri cari, dico di tenere botta e non mollare perché ne vale sempre la pena. Godiamoci la famiglia, io per primo devo tutto alla mia famiglia: non è facile stare con me quando ho il giramento di coglioni”. 

Nell’ultimo quarto l’abbiamo vista molto arrabbiata… E’ stato perchè avete sciupato un tesoretto che poteva essere utilissimo nell’ottica scontro diretto?

“Mitrou Long, che non è abituato a queste cose perché in America si vince o si perde e stop, mi ha chiesto se doveva tirare o tenere il pallone. Volevo chiamare ancora time-out per segnare altri punti, non l’ho fatto per rispetto a Galbiati. Abbiamo staccato la spina e per questo ero furibondo. Più che i tiri sbagliati mi sono arrabbiato per i sette palloni sbagliati di fila. In quel momento chiamato time-out per dire che con me non si gioca “play ground”. Abbiamo anche messo la palla dove dovevamo però se Cobbins fa 0/4 ai liberi sono due palle perse. Potevamo fare meglio, ma dobbiamo tenere lo spirito giusto. Oggi dovevamo vincere anche con un tiro da fondo campo se fosse servito, ma quanto fatto prima dell’ultimo quarto ci ha permesso di portare a casa la vittoria. Questo è un campionato dove Trieste perde di 36 con l’ultima (la Fortitudo, ndr) e oggi batte Milano. Per noi sono due punti in più senza asterischi: a noi mancavano Petrucelli ed Eboua, a loro altri giocatori, fra un po’ ricorderemo solo che abbiamo due punti e non zero. Per noi sono comunque due partite vinte nelle ultime tre dopo la pausa per i Nazionali e anche questo è importante”. 

L’avete comunque vinta in 20 minuti questa partita…

“Non voglio essere irrispettoso, Cremona si è presentata con tanti problemi. A volte però vedi che gli altri hanno assenze già durante il riscaldamento, pensi sia tutto facile, ma facile non lo è mai. Quello che è successo nell’ultimo periodo poteva succedere al rientro dagli spogliatoi e invece non è successo”.

Burns e Parrillo in quintetto, come mai?

“Perchè Chris di solito ci dà qualcosa in più quando parte dall’inizio. Sono stati comunque tutti molto bravi”.

Questione Covid: si va verso i tamponi obbligatori per accedere alle partite, sarà un problema in più per i tifosi? E cosa può succedere con gli atleti positivi che aumentano sempre più come voi sapete bene?

“Facciamo quello che ci dicono di fare. Diventa difficile lavorare e programmare a fronte di positività asintomatiche che possono decidere partite e stagione. C’è il rischio di rinunciare a giocatori che non hanno niente. Non vivo però su un altro pianeta, so quanto il Covid ha colpito il mondo e la città di Brescia. Non faccio appelli per vaccinarsi o meno, faccio quello che ci chiedono. Per il pubblico può essere un deterrente perché non tutti possono avere voglia di fare i tamponi. Per quanto ci riguarda con o senza Petrucelli ed Eboua cambia”. 

Moss ha fatto un grande lavoro, al di là dei canestri che arrivano o no…

“Il fatto che abbia deciso di accettare questa sfida dandogli un enorme responsabilità in spogliatoio è importante. Con lui c’è un legame importante: l’ho allenato a Brescia e Siena. Io sono un classe ‘82, lui un ‘83: fisicamente sta un po’ meglio di me (ride, ndr). Gioca da 3, da 4, è uno che tutti vorrebbero sempre avere in squadra. E’ un pilastro come leadership. Tiene tutti uniti e compatti sulla via della serietà, dell’onestà e del lavoro”.

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