“SONO UN “PICCOLO MAGRO”, INSEGUIAMO IL SOGNO DELLE FINAL EIGHT. SALTARE IL 2 GENNAIO PER EQUITA’ CI HA PENALIZZATI”

L’allenatore della Germani dopo il paragone di Ferrari con Messina e in vista del match con Brindisi: “Mi preoccupano i possibili infortuni dopo questa lunga sosta. Sforzo di squadra per limitare Perkins”

Brescia. Dopo 20 giorni di stop, il coach della Germani Alessandro Magro, in conferenza stampa, parla delle forti aspettative per i tre match casalinghi consecutivi che aspettano la sua squadra e in particolare i prossimi due che servono per continuare ad inseguire il pass per la Coppa Italia. Si parte domenica nel recupero con l’Happy Casa Brindisi, un match che Magro prevede come una partita agguerrita anche se non con tutti i giocatori a disposizione.

Come state dopo questa lunga pausa?

“Purtroppo, dopo la partita di grande levatura di Treviso che faceva ben sperare, ci si è visti obbligati a fermare per il Covid che ha colpito sia Brescia che la squadra brindisina e si deve fare la conta dei sopravvissuti. E’ stato un periodo particolare, perché la nostra scelta è stata quella di non fermarsi per il rispetto delle regole stabilite dalla Lega e per l’esperienza della stagione passata per dare continuità lavoro ai giocatori disponibili. Ci manca molto il 5 Vs 5 e il ritmo partita, spero di ritrovarlo perché le prossime due partite sono fondamentali per il nostro cammino a breve e a lungo termine. Continuiamo a inseguire il nostro sogno delle Final 8. Aver saltato la gara del 2 gennaio per equità ci ha forse penalizzati”.

Che avversaria troverete?

“Brindisi è una squadra dai due volti. Negli ultimi anni, guidata sapientemente da coach Vitucci e dal suo vice Morea, ha fatto bene in campionato e ha lanciato giocatori su palcoscenici di alto livello. E’ partita fortissimo vincendo sei delle prime sette partite e poi ha fatto il contrario nella seconda parte del girone di andata, per cui sicuramente proveranno a strappare una vittoria così come nel recupero che avranno con Napoli nell’infrasettimanale. E’ un momento fondamentale anche per loro per un posto nelle Final Eight. Mi aspetto una partita agguerrita e di vedere due squadre che pur nelle difficoltà, e pur non sapendo quale sarà l’effettiva tenuta fisica e atletica, si daranno battaglia perché la posta in palio è altissima. Brindisi ha una identità offensiva dichiarata e ama avere tanti possessi: è il terzo migliore attacco del campionato, sono primi per rimbalzi di attacco e questo sarà uno degli aspetti che dovremo cercare di controllare il più possibile. D’altra parte fanno del gioco interno con Nick Perkins (secondo miglior marcatore) e dell’impatto da tre punti la loro forza. Hanno un’altissima vena realizzativa e noi dovremo cercare di liberare i nostri migliori tiratori girando bene la palla come nelle ultime uscite che risalgono però ad un mese fa. Vogliamo riprendere il ritmo il prima possibile e perdere in fretta la ruggine accumulata. Ci piacerà poterlo fare davanti ai nostri tifosi, che spero, nonostante le limitazioni che sta dando il Covid, saranno in tanti”.  

Cosa la preoccupa maggiormente dopo questi venti giorni di inattività in campo nelle partite?

“Sicuramente è una questione di ritmo. La chimica ha bisogno di tempo e anche di un po’ di fortuna e di qualche vittoria. Il mese di dicembre ha spazzato via tutto l’inizio del campionato e credo che la squadra abbia trovato un suo equilibrio, delle gerarchie chiare e che abbia giocato con grande fiducia le due partite disputate con Cremona e Treviso, non solo per il gap all’intervallo ma per la continuità e la fiducia che i giocatori stavano mettendo in campo. Mi preoccupa come ripartiremo. Ci manca il ritmo partita. In allenamento è diverso, abbiamo cercato di non sovraccaricare troppo i giocatori che scenderanno in campo domenica per cui spero di non avere giocatori troppo spremuti. Sarà curioso come si riuscirà a ritornare in campo anche se mi auguro che il fatto di non esserci mai fermati ci ripaghi un po’ “.

Quanti sono i giocatori effettivamente a disposizione?

“Sui dieci casi, in sei si sono negativizzati (Magro non specifica, detto così i conti non tornano, ma probabilmente il tecnico si riferisce al gruppo squadra, ndr). Ogni giorno riusciamo a recuperare qualcuno, anche se hanno pochi minuti di allenamento. Sono preoccupato del fatto di dover recuperare tante partite nel breve periodo dopo il Covid. Ciò che mi preoccupa in generale, dopo gli stop forzati, è il rischio infortuni. E’ necessario rispettare e curare la salute degli atleti. Abbiamo i mezzi per capire come stanno i giocatori in allenamento, ma in partita i giocatori giocano e non si risparmiano. E’ necessario avere una attenzione particolare su coloro che si sono dovuti fermare”.

Pensa di adeguarsi ai ritmi di Brindisi?

“Anche a noi piace giocare in campo aperto correndo. Dovremo cercare di fare una partita di questo tipo”.

Cosa ha studiato su Nick Perkins? Preoccupa più il suo gioco interno o come passatore per liberare il campo e tirare da tre punti?

“E’ un po’ la domanda che tutti si fanno. Loro sono molto bravi a cercarlo già dalla transizione. Per farlo segnare e per fare segnare gli altri. E’ il migliore in questo nel nostro campionato. Mi aspetterò, come del resto succede quando in campo c’è un giocatore come Nick Perkins, uno sforzo di squadra per limitarlo alzando l’intensità difensiva su di lui alzando l’attenzione e limitandone le possibilità. Non possiamo permetterci di fare una partita in cui l’avversario tira quindici volte più di noi da tre come hanno fatto con Pesaro. Dovremo essere bravi a non farli segnare sulle seconde opportunità. Questa è una delle situazioni che abbiamo cercato di enfatizzare nel nostro game plan difensivo”.

La grande novità del 2022 è l’incarico di Marco de Benedetto come direttore generale. La sua sensazione?

“Sono estremamente felice di questa investitura. Già dall’inizio Marco ha lavorato sotto traccia (essendo inizialmente stato inserito nella casella del direttore dello scouting, ndr) durante questi mesi in vista di un futuro diverso. Sono felice che abbia raggiunto questo ruolo nella Germani Pallacanestro Brescia poiché se lo merita ed ha le qualità per sostenerlo sia dal punto di vista umano che professionale. Avevamo bisogno tutti di ufficializzare il suo incarico e sono fiducioso che insieme potremo dare valore a questo progetto per far gioire chi ci sostiene e i tifosi tutti ripagandoli della fiducia che ci viene data. E’ assolutamente una scelta azzeccata del club”.

Mauro Ferrari, durante la trasmissione “Basket time 2.0” della settimana scorsa l’ha definita “il piccolo Messina”. Cosa ne pensa?

“No io sono il piccolo Magro. Sono alto un metro e settantadue con le scarpe e quando mi sono sposato ho dovuto mettere i tacchi per sembrare più alto di mia moglie. Cerco di fare il meglio che posso dando tutto me stesso. Amo il mio lavoro, amo Brescia e il club. Sicuramente prendo esempio da allenatori della generazione precedente come Messina, Obradovic, Scariolo, così come da quelli della mia generazione come il mio mentore Luca Banchi che tanto mi ha insegnato o Marco Crespi: sono tutti degli ottimi punti di riferimento. Non cerco assolutamente paragoni, ma cerco di essere me stesso. Riuscire a vincere un decimo di quello che ha vinto Messina è già tanto. Cercare di essere altri si rischia di snaturarsi per questo cerco di lavorare portando avanti le mie idee e il mio modo di essere, cercando di intraprendere una strada che porti risultati per tutti. In questo momento direi che non accetto la sfida perché sarebbe difficilmente vincibile”.

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