MAGRO: “PARTITA SOLIDA, MA NON ABBIAMO FATTO NIENTE. VITTORIA DEDICATA A MAURO FERRARI”

”Quando andavamo male e tutti ci tiravano m… addosso non eravamo scarsi così oggi non siamo fenomeni. Siamo in ottima forma, ma la Coppa Italia è tra un mese. Ora pensiamo a Sassari”

Brescia. Per Alessandro Magro chiudere il girone d’andata con la sua Germani è un eccellente risultato, tra l’altro contro il suo maestro Luca Banchi che ha voluto celebrare sui social con la foto che vedete in evidenza. Nonostante questo il coach mantiene l’aplomb, tranne che nel finale di conferenza stampa quando si toglie un sassolino.

Come è stata questa partita?

“E’ stata una buona partita, solida dal punto di vista difensivo, siamo riusciti a giocare decisamente in maniera diversa rispetto anche all’ultima uscita che abbiamo fatto da un punto di vista di ritmo e di intensità riuscendo, dalla fine del terzo quarto in poi a gestire anche il minutaggio dando minuti in campo a tutti. Ci sono tanti giocatori in doppia cifra, a prescindere dai numeri. Sia in attacco che in difesa tanti giocatori sono stati coinvolti nel sistema ed è la cosa migliore che possiamo prendere da questa partita. Come quando da piccolo giocavo ai video giochi, questo è un momento in cui si può salvare la partita e a fine del girone di andata, anche se fra tre giorni ne giocheremo un’altra sicuramente importante perché per ora non abbiamo fatto an cora niente anche se, dopo un inizio difficile, abbiamo guadagnato un quinto posto in classifica a due punti dalla terza e questo è un risultato importante. Credo che sia doveroso fare una dedica ad una sola persona in questo momento che è Mauro Ferrari che ha creduto nel progetto, nella struttura che avevo in mente id costruire e in tutti noi. Non abbiamo fatto nulla, ma se il coinvolgimento e l’attaccamento che tutti hanno dimostrato stasera è questo, sinceramente credo che siamo lontani dal punto più basso della stagione che è stata la sconfitta a Reggio Emilia; da lì abbiamo completamente cambiato registro e sono felice che l’abbiamo fatto partendo dalla nostra difesa che ancora una volta ha dimostrato di essere molto solida”.

Alessandro Magro in conferenza stampa

La crescita in difesa è evidente ma un’altra cosa che va sottolineata è il fatto che ora si segna anche a difesa schierata. Ha lavorato molto su questo aspetto?

“Sì, credo che abbiamo caratteristiche individuali abbastanza chiare e spiccate e lo si è visto anche stasera. Siamo una squadra che ama correre; ci sono state partite in cui le possibilità di correre si sono ridotte avendo avuto un impatto difensivo basso e gli altri che segnavano sempre. Stasera questo lavoro l’abbiamo fatto con continuità, però questo è l’obiettivo che abbiamo sempre avuto anche se all’inizio dell’anno tante persone storcevano il naso vedendo le partite in quanto si aveva l’impressione di un gioco stagnante. Abbiamo cercato di costruire insieme e ora siamo pericolosi sui tagli sulla linea di fondo, riusciamo ad andare da lato a lato, non ci fermiamo mai, facciamo anche tre pick&roll uno dopo l’altro, ma questa è sempre stata l’idea della mia pallacanestro, ma l’idea di un coaching staff deve essere trasferita e metabolizzata ma lo fai se c’è la disponibilità di tutti a farlo. Oltre al coinvolgimento non trovo in nessuno nemmeno un briciolo di egoismo: anche i giocatori che tirano più degli altri perché lo devono fare poi si rivelano anche gli assist più produttivi della nostra squadra (Naz Mitrou-Long, Amedeo della Valle) e anche quando Chris Burns per esempio prende la palla sugli short roll non cerca sempre e solo di segnare ma la vuole rimettere anche fuori per esempio e questo è un segnale che un allenatore può fare questo tipo di lavoro se ha una squadra disposta a capire che si cerca di costruire il trio migliore. E’ un processo lungo che in questo momento sta andando bene e siamo contenti che le cose che avevamo pensato stiano anche funzionando”

Se dovessero iniziare domani le Final Eight di Coppa Italia… O quanta voglia avresti che iniziassero già domani, perché così la squadra “domani” sarebbe più di una mina vagante non trovi?
“Credo che in questo momento siamo una squadra molto in forma e che ha grande fiducia; abbiamo fatto cinque vittorie nelle ultime sei partite e lo abbiamo fatto con una squadra che aveva avuto la stessa nostra performance; se guardiamo ai 110 punti fatti oggi, li fai se dietro stai tenendo e in questo momento anche le statistiche lo dicono, siamo dietro solo a Milano in difesa e in tante voci siamo nella top three. Questo è quello che ci ha permesso di essere dove siamo. Però le Final-Eight sono tra un mese, bisogna pensare a Sassari cercando di vincere e con cui è fondamentale gestire bene i minutaggi e domani si tornerà in palestra iniziando già ad avere gli occhi su quello. L’obiettivo nostro è quello di estendere il più possibile il grande momento positivo per cercare di fare più vittorie possibili in partite estremamente difficili. Un primo check lo si farà secondo me allo stop per le Final Eight, in cui la classifica comincerà a dire quali sono le vere forze del campionato”.

Ti aspettavi di vedere la tua squadra giocare con questa autorità stasera?

“No. Oggettivamente stasera è stata una partita dove se una cosa poteva andare bene è andata davvero bene. Non era scontato vincere, si trattava di affrontare una squadra in forma”.

Per continuare a restare su questo “up” cosa devono fare i tuoi giocatori?

“Devono continuare a difendere e a passarsi la palla, aiutarsi in difesa e mai pensare di essere diventati tanto bravi. Bisogna essere molto umili. Bisogna continuare a lavorare perché non siamo dei fenomeni così come non eravamo scarsi quando perdevamo e ci tiravano m… addosso. Siamo solo consapevoli che siamo capaci di fare un gioco di squadra.”

Parli di coinvolgimento e verrebbe da aggiungere anche divertimento anche in difesa

“Sì, ci sono due aspetti che aiutano un allenatore a mettere un gruppo insieme. La prima cosa è quando suggerisci e proponi cose che poi funzionano, all’inizio del processo i giocatori iniziano a fidarsi; ci sono tante persone che si aspettano di avere il suggerimento anche quando vengono “sfanculati”. Inoltre non credo che si possa produrre questo livello di gioco in generale se non ci si divertisse. La pallacanestro è un gioco, bisogna farlo con grande disciplina, ma la gente si deve divertire. Il bello è vedere quello che fanno quelli che sono seduti in panchina (ma io non lo vedo perché sono in piedi) di risposta a quello che succede in campo, che ti fa pensare che il gruppo è molto unito, quando i compagni in campo fanno delle belle azioni difensive o offensive si partecipa si esulta, si è contenti per i compagni. Questa è una bella vittoria di staff e di progetto che non nelle statistiche, anche se ripeto, non abbiamo fatto niente ancora, abbiamo solo vinto un’altra partita”

Ricollegandoci al fatto del divertimento, si sono visti giocatori che sembrava non volessero uscire dal campo a fine partita, che andavano ancora a rimbalzo alla fine quando il match era già deciso…

“E’ il motivo per il quale, e lungi da me mancare di rispetto a nessuno figuriamoci a Luca Banchi, ma il time-out che ho chiamato a fine secondo quarto non era per mancare di rispetto. C’è un girone di ritorno e nell’eventualità di play-off e il quoziente canestri è fondamentale e bisogna giocare ogni possesso; mi sono arrabbiato con Lee Moore perché non ha fatto il fallo metà campo e con i falli da spender gli abbiamo regalato i tiri liberi. SI devono spingere i giocatori al loro limite sia che si vinca sia che si perda. E se si vince di 20 si lavora per vincere di 21…Questo è quello che mi è stato insegnato ed è quello in cui credo”

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