LA VITTORIA IN CASA DELLA REYER VENEZIA ATTENDE DAL 29 NOVEMBRE 1987

Per Brescia c’è un tabù da sfatare: Germani mai vincente in casa dei lagunari nei cinque anni di serie A, per un gioia bisogna tornare al vecchio Basket Brescia di 34 anni fa. Il ricordo di Palumbo: ”Herbert Johnson prima della partita mangiò un chilo d’uva, ma fu decisivo lo stesso”

Brescia. Sono passati 34 anni e probabilmente è arrivata l’ora di sfatare uno dei tabù più longevi. Da quando è in serie A, la Germani ha vinto almeno una volta in casa delle squadre attualmente nel campionato di serie A. Solo due eccezioni: Tortona (dove però la Centrale del latte ha vinto in A2) e Venezia. Ecco il vero tabù è quello della Reyer. La Germani ha sempre perso in casa dei lagunari, che adesso giocano al Taliercio di Mestre.

Vittoria storica. Per trovare l’ultimo successo in casa di questo club (nel frattempo fallito e ripartito, come Brescia appunto) bisogna risalire all 29 novembre 1987. Fu l’ultimo campionato in A1 del vecchio Basket Brescia, squadra senza sponsor (nella foto di Bresciaconnessa), che a fine stagione retrocesse in A2; solo il 24 giugno 2016 il Basket Brescia Leonessa riportò la città nel massimo campionato. Quel Basket Brescia ottenne proprio il 29 novembre 1987 la prima vittoria stagionale: 105-98 in casa dell’Hitachi Venezia di Pero Skansi. Il match si giocò nel mitico Arsenale di Venezia e la squadra allenata da Fabio Fossati vinse schierando praticamente solo cinque giocatori: Gilardi, Palumbo ed Herbert Johnson (alla sua prima partita in biancoazzurro) giocarono 40 minuti, Sitton 39 e Vicinelli 34. Dalla panchina si alzarono Scaranzin (1’) e Ritossa (6’). Lo starting five andò in doppia cifra: Johnson 28 punti (10/15 da 2, 2/5 da 3 e 9 rimbalzi), Vicinelli 26, Palumbo 19, Sitton 16, Gilardi 13. Un basket di un’altra era geologica. Impensabile oggi vincere una partita con una rosa così ristretta, anche se con il nuovo protocollo si potrebbe anche andare incontro a partite con soli 6 giocatori senior.

Il personaggio. Herbert Johnson, ribattezzato poi ”Herbie un maggiolino tutto matto”, si presentò alla grande nonostante si capì subito che non era quel tipo di giocatore che serviva per sostituire il pivot John Shasky, delusione dell’anno e tagliato proprio per lasciare posto a Johnson. Quest’ultimo però, pur essendo un buon rimbalzista, era un “3-4”, ruoli nei quali però c’erano già Gilardi e Sitton. Nel corso della stagione Brescia pagò la mancanza di centimetri e, nonostante altre buone prestazioni, Johnson non bastò per evitare alla squadra di essere quella materasso per tutto il campionato. Dopo quella trasferta a Venezia, Herbie chiese di poter tornare a casa guidando una Bmw di uno dei dirigenti come premio, ma l’auto non aveva il cambio automatico, come invece lui era abituato ad usare, e quella povera macchina arrivò a Brescia in condizioni non propriamente brillanti…

Drazen Dalipagic, stella di Venezia a fine anni ’80

Il ricordo. Marco Palumbo, doppio ex, ricorda così quel match nel quale fu tra i protagonisti: ”Mi ricordo bene la prestazione di Johnson, che a inizio partita stese per terra La Gazzetta dello Sport nella quale c’era un chilogrammo di uva che si mangiò prima di entrare in campo. Gli avevamo detto che dall’altra parte c’era un mostro come Dalipagic che segnava anche da casa sua. Herbert fu molto stimolato dal duello: alla fine Dalipagic realizzò 47 punti, come gli riusciva spesso, ma nel contesto del match fu molto meglio la partita di Johnson. Eravamo un po’ allo sbando. C’era il sentore che Pedrazzini avrebbe lasciato a fine stagione e così fu, anche se si comportò benissimo con noi giocatori onorando tutti gli impegni. Ricordo che in quegli anni arrivavamo alle partite con Venezia avendo sempre bisogno di punti per una svolta e per me, che avevo iniziato a Mestre, giocato nella Reyer, ma che a Brescia avevo maturato il maggior numero di presenze, era una gara doppiamente importante. Ora – continua Palumbo – mi sembra che la frittata si sia girata e Venezia è in un momento buio e deve vincere a tutti i costi mentre la Germani è la squadra più in forma. Sarà una gran bella partita”.

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