MAGRO: “UNA SEMIFINALE MERITATA. IL SEGRETO E’ CREARE E CONDIVIDERE OLTRE CHE UNA DIFESA EFFICACE”

“Con Milano la chiave sarà ancora una volta la condivisione, a questo si gioco si vince solo se si gioca insieme”

Pesaro. Alessandro Magro mette un altro scalpo in salotto. Al suo primo anno da capo allenatore porta la Germani in semifinale di Coppa Italia, un risultato che arriva sull’onda lunga del terzo posto in campionato.

Coach un commento a caldo dopo aver raggiunto la semifinale della Coppa Italia?

“Lo dico sempre, ma sapevamo che la prima partita delle Final Eight è una partita dove non è facile rompere il ghiaccio. Avevamo la sensazione che il gioco andasse nel verso giusto ma abbiamo sbagliato canestri abbastanza facili e concesso tantissimi secondi tiri, tantissimi rimbalzi d’attacco e palle perse. Una partita che è scivolata velocemente all’intervallo e, colpevoli di avere concesso un tiro da tre punti a Reynolds, in parità. Dopo avere trovato la calma adeguata loro hanno cominciato a fare cambi sistematici e la gara, come prevedevamo, è diventata molto dura e molto fisica per entrambi. Siamo stati abbastanza bravi a non fermare la palla, muovendola e alternando i protagonisti in attacca ma credo che la partita l’abbiamo vinta nella metà campo difensiva perché siamo stati molto bravi a speculare sulle poche capacità di tiri di alcuni e di essere più aggressivi su altri loro giocatori che nel primo tempo invece non siamo riusciti a fare contro Bradford e Reynolds. Una partita ben giocata dai miei ragazzi. Ora arriva l’avversaria più difficile sabato con Milano, ma ci godiamo il momento e ricarichiamo le energie. Sappiamo che ci siamo meritati la semifinale e, pur sapendo di doverla disputare contro il miglior roster e il miglior allenatore, andiamo a giocarla a cuor sereno e leggeri cercando di giocare la nostra pallacanestro”.

Dici giustamente vinta nella metà campo difensiva e in effetti 42 punti subiti nel primo tempo (di cui 26 nel secondo quarto) e poi solo 31 nel secondo tempo sono stati la svolta, anche se la vittoria poteva essere più agevole?

“Sì sicuramente abbiamo provato a complicarci un po’ la vita e Trento è stata brava a provarci fino in fondo e mi ricordo in un momento abbastanza favorevole con un recupero di Toto Forray e il fallo sul finale sul tiro da tre punti; abbiamo tentato di mettere un po’ di thrilling, anche per far divertire voi (ammicca verso i giornalisti, ndr) e il finale poteva essere gestito meglio, ma si sa che queste sono partite dove non conta se vinci di due o di dieci, l’importante è avanzare. Sono convinto che questa squadra possa fare bene e meglio di alcune situazioni del primo tempo difensivamente perché è una squadra con tanti giocatori, che ha la possibilità di esprimere fisicità e la capacità di difendere il ferro. I miei ragazzi hanno fatto un lavoro egregio che, come diceva Mauro Ferrari alla vigilia di questa Final Eight, ci ha permesso di rimanere a respirare un po’di aria di mare fino a sabato”

Trento è stata un’avversaria difficile, forse complice anche un po’ di emozione che ha preso i giocatori nel primo tempo …

“Sì forse è stata anche l’emozione, eravamo troppo frenetici, tentando di dimostrare tutto subito cosa che invece quando si giocano queste partite non si deve fare ma si deve cercare di mantenere la calma e non incaponirsi, facendo in modo che le soluzioni ti arrivino dalla partita. Abbiamo sbagliato canestri facili, dei tiri aperti, palle perse abbastanza banali anche se, si sa, Trento è una delle squadre che difensivamente sa metterci in difficoltà, ha una grande capacità di esprimere fisicità”.

(Il coach si rivolge ad Amedeo chiedendogli se fosse emozionato stasera? Amedeo sorride e risponde di no)

Lele Molin ha detto che secondo lui non è una semifinale così scontata, anche se Milano è la favorita e che Brescia, per certi versi, ha le armi per vincere questa partita. Che armi avete secondo te?

“Noi possiamo esprimere una buona pallacanestro difensiva, riuscire dalla difesa a produrre più di quello che abbiamo fatto stasera, soprattutto dalla corsa dove non abbiamo prodotto tantissimo mentre noi siamo una squadra che ama correre il campo; però era anche una prima partita in un campo nuovo, con canestri diversi. Abbiamo tempo per riabituarci a questa atmosfera. Il segreto nostro è riuscire a capire che a questo gioco si vince se si gioca insieme quindi se si ha la capacità di creare e condividere, e questa è la chiave. Come dico sempre ai miei ragazzi, si vince condividendo il gioco in attacco e l’effort difensivo”.

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