EMOZIONE GERMANI: SE LO SOGNI PUOI FARLO! E SONO UNDICI CONSECUTIVE

Battuta anche la capolista Milano in un PalaLeonessa che ha contribuito ad esaltare la magistrale prestazione di squadra. Due punti fondamentali nella corsa al terzo posto

Brescia. La Germani delle meraviglie non ha più dita per contare le vittorie consecutive, ma può dirlo a gran voce: l’undicesima vittoria, che ai più sembrerà così inaspettata perché contro la prima della classe in campionato, e una tra le squadre più forti anche di Eurolega, in realtà era nell’aria e corona il magic moment di una squadra che sta diventando sempre più gigantesca grazie ad una difesa, che potrebbe essere considerata da oggi la migliore del campionato, ma anche grazie ad un attacco che non lascia dubbi sulla crescita esponenziale dei componenti di questo gruppo che sommano insieme tutti i loro talenti per dimostrare che stiamo parlando di una realtà cestistica di tutto rispetto e che merita di continuare a sognare in grande.

Serata da rivincita per Della Valle contro la sua ex squadra

Piatto ghiotto. Non si è mai avuta la sensazione che Brescia potesse avere alcun timore reverenziale nei confronti del fortissimo roster avversario: coach Messina si è presentato con la squadra al completo. Nemmeno quando Milano, sospinta da un Chaco Rodriguez che, come sempre, non ci stava proprio a perdere e metteva in campo tutto il suo know-how cestistico servendo palloni no look ai compagni in mezzo a tante mani e segnando delle triple pungenti dando fondo a tutte le sue energie, Brescia ha fatto una piega. Anzi più l’Armani Exchange cercava di avvicinarsi e più la squadra di coach Magro raccoglieva le proprie idee mettendo a segno attacchi che lasciavano l’avversaria quasi inebetita. Del resto dalla penetrazione iniziale di Mitrou-Long e il successivo recupero difensivo di Kenny Gabriel si è capito che Brescia non avrebbe mollato un colpo. Così con un bel 60% al tiro e nonostante il 46,2% degli avversari, il primo tempo di grande qualità difensiva di Brescia si chiudeva in perfetto equilibrio (17-15). Anche se i numeri davano ragione alla Germani in tutti i reparti solo nei rimbalzi Milano superava Brescia con 20 a 17. Il secondo tempo è show-time per John Petrucelli che se la suona e se la canta: 14 punti finali con 4/7 da due e 1/2 da tre 3/4 ai liberi e 3 palle recuperate, numeri che non raccontano appieno l’intensità di questo giocatore sempre di più uno dei leader della squadra. Con Della Valle marcato a vista da Delaney e Hall, Brescia ha smazzato le carte fra tutti gli altri giocatori in campo rimbalzando i tentativi di recupero dei meneghini che, come era ovvio, hanno cercato di metterla sul fisico. E così Moore si è preso le sue triple (2/3 alla fine), Gabriel ha infiammato il pubblico con le sue giocate (11pt alla fine) e Laquintana, meno realizzativo che nelle partite precedenti, ha dato filo da torcere ai piccoli con Cobbins sempre presente a infastidire invece i lunghi biancorossi.

Mitrou Long: imprendibile per la difesa milanese

Il punto cruciale. La chiave della gara? Brescia segna 82 punti e passa il muro del punteggio imposto dalla difesa milanese che non concede di media mai più di 70 punti all’avversario. Demerito di Milano? Non crediamo proprio perché l’Olimpia non ha certo fatto i complimenti in area a Brescia. Grande merito invece della Germani che, oltre ad innescare i propri attacchi grazie ad una difesa imponente anche sui lunghi milanesi, è riuscita a tenere alte le percentuali di tiro.

La classe. I 3.120 spettatori del PalaLeonessa non lamenteranno sicuramente la mancanza di qualità in campo. Mitrou-Long ha deliziato con azioni da NBA con un bottino di 22 punti; Amedeo della Valle, in auge nel secondo tempo, si è riconfermato giocatore di classe e intelligenza raffinata: sue le triple che hanno sancito la resa di Milano con due primi quarti giocati quasi in sordina macinando punti soprattutto dalla lunetta (21 i punti finali); Petrucelli è stato a tutti gli effetti il signore della difesa bresciana dettando i ritmi delle palle sporcate e recuperate e poi “mettendo anche le dita negli occhi degli avversari” segnando dalla lunga e dalla corta. Kenny Gabriel è stato l’uomo dei break, l’artefice dei cospicui parziali della Leonessa e non di meno l’esaltatore del palazzetto. E tutti gli altri, per quanto sembrino collaterali, sono stati fondamentali nel successo della squadra che, a 8 giornate dalla fine, mantiene 6 punti di vantaggio nella corsa al terzo posto. Il sogno continua.

Lo spettacolo dei tifosi di Brescia in una PalaLeonessa ribollente di tifo