IO COMINCIO GIA’ AD ASSEGNARE I PRIMI OSCAR

Brescia. Ci sarebbero tutti i presupposti per la stesura di un bel romanzo, dal titolo The perfect enterprise ” l’impresa perfetta”, come protagonista  la pallacanestro Germani Brescia.

Che io ricordi, nella storia del Basket Brescia non si è mai arrivati a a vincere dodici partite consecutive, penso che nell’era Cidneo si sia toccato quota undici. Grandi giocatori di allora, e grandi giocatori di oggi, ma la cosa che molti non vedono è il lavoro svolto dietro alle quinte, fatto dagli addetti ai lavori che chiamiamo oggi staff tecnico. Ragazzi che coach Magro ha saputo selezionare per le loro qualità tecnico tattiche, ponendo davanti a tutto quel sentimento che è la passione, con dosi di entusiasmo e desiderio, che tradotto in latino è uguale a sofferenza. Fanno funzionare questo orologio alla perfezione, oliando quei meccanismi che a volte rallentano le lancette (vedi inizio partita a Pesaro) olio che può essere interpretato con un fallo tecnico preso da coach Magro (a mio avviso speso bene) per riportare le lancette a segnare i giusti minuti. Questi ragazzi continuano il loro lavoro anche quando le luci del palazzo si spengono, spesso rinunciando ai festeggiamenti di una vittoria, analizzando quei minimi dettagli che potevano essere espressi meglio durante la fase della partita.

Quello che si respira è la totale coesione di tutto il mondo Pallacanestro Germani, tutti hanno un ruolo ed un compito ben preciso e questa credo sia la grande forza di questo club. “Del doman non v’e’ certezza” diceva Lorenzo il Magnifico, ma vista la mentalità di un progetto impostato tre anni fa, attraversato anche da impervie situazioni, ci sono buoni auspici. Mancano sette partite alla fine della stagione, penso che le danze dei procuratori siano già iniziate, si sa che i giocatori oggi vanno e vengono, quindi la preoccupazione di perdere qualche pezzo da novanta ad ogni fine campionato c’è sempre, ma se posso tenere questo staff tecnico, lo terrei, pedine importanti per poter rigiocare una nuova partita in quella scacchiera che si chiama Basket.

Oggi senza ombra di dubbio darei un dieci pieno, anche se so che qualche ritocco andrà fatto in vista dei prossimi impegni europei, non dimenticando che la Coppa cela a volte molte insidie (lunghi viaggi e mancanza di allenamenti), quindi bisogna fare un grosso sforzo ed essere preparati su tutti i fronti, mentali, fisici e tecnici, altrimenti si fa la fine di Trento e di Treviso. Trento che fra le tante cose, Brescia incontrerà domenica al Palaleonessa. Squadra coriacea, a cui piace difendere più con le mani che con le gambe, ma che non sta attraversando un buon momento. Dopo la vittoria in coppa Italia, non in scioltezza, dovrebbe essere una partita alla portata, ma si sa, ogni gara per vincerla va giocata, sperando davanti a quel pubblico che visto i limiti di capienza imposti negli ultimi protocolli, non ha potuto seguire dal vivo i propri beniamini. Quindi domenica non essendoci più restrizioni, l’entrata a Palazzo sarà accessibile al 100%. Parlando in termini cinematografici assegnerei la statuetta per il miglior attore non protagonista, paragonabile a GaioCilnio Mecenate, a Mauro Ferrari, che con grande lungimiranza e saggezza, quando veniva puntato da molte dita, ha saputo resistere alla tentazione di cambiare la compagine nei momenti negativi di inizio campionato. Stratega!

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