MAGRO SPRONA LA GERMANI A STARE SUL PEZZO: ”ESSERE BUONI E’ LA COSA PEGGIORE SE VUOI ESSERE ECCELLENTE”

“Trento gioca un basket completamente diverso dal nostro, ma ha caratteristiche per metterci in difficoltà. Burns, Cobbins e Parrillo non si sono mai allenati, vedremo chi riuscirà ad esserci…”

San Zeno. La Germani va a caccia del tredici. Alessandro Magro punta forte, come sempre d’altra parte, sui suoi giocatori che richiama però alla massima attenzione per non accontentarsi di quanto fatto finora con il rischio di ripetere l’approccio di Pesaro. Ma anche Trento dovrà essere affrontata in formazione rimaneggiata, anzi probabilmente anche peggio di domenica scorsa.

Coach che vigilia state vivendo?

“Siamo felici di tornare a giocare con il palazzetto al 100% ed è un’ottima notizia vista la risposta che c’era stata già con Milano. Mi auguro di respirare ancora quell’atmosfera fantastica per inseguire tutti insieme la tredicesima vittoria consecutiva. Sarebbe anche un segnale di ritrovata normalità”. 

Affrontate Trento per la terza volta in stagione, cosa è cambiato nel frattempo?

“Trento ci ha già messi in difficoltà all’andata battendoci e in Coppa Italia dove invece abbiamo vinto noi. Giocano un basket diverso dal nostro, ma hanno caratteristiche per metterci in difficoltà. Sono tornati alla vittoria all’ultimo secondo con Trieste in una partita per loro molto importante. Cercheranno di alzare livello di aggressività con Forray, Flaccadori, Bradford e Conti per impedire a Della Valle e Mitrou Long di ricevere palla. Hanno nei cambi sistematici un’arma tattica, dovremo mettere non solo molta attenzione, ma anche un livello di energia che all’inizio a Pesaro non c’era. Su quella gara a freddo mi sento di correggere qualcosa che ho detto a caldo: loro sono stati molto bravi, ma quando lasci correre l’avversario a causa delle palle perse poi la partita si fa difficile. Trento è la terza miglior squadra del campionato per capacità di aggredire il ferro con tagli e rimbalzi. Hanno giocatori che non sono specialisti del tiro da fuori, ma bravi ad avvicinarsi a canestro. E’ una squadra che ha meno assist di tutti perché fa più isolamenti di tutti. Sono agli antipodi rispetto al nostro modo di giocare. Sono felice che Flaccadori stia facendo una bella stagione”. 

Come va in infermeria?

“E’ stata un’altra settimana molto complicata: Burns, Cobbins e Parrillo non hanno partecipato agli allenamenti. Vedremo se riusciremo a recuperare qualcuno in extremis, quelli che giocheranno dovranno farsi trovare pronti tecnicamente e fisicamente”. 

Cosa hai detto ai tuoi giocatori di Trento in fase di preparazione della partita?

“Stavolta preparare la partita è stato più facile avendo affrontato l’avversaria già due volte, un giocatore si ricorda di una situazione, una difesa forte subita, un canestro preso in faccia. Cambiano piuttosto le motivazioni. Prima della gara di andata dicemmo che potevamo andare a quattro vittorie consecutive, poteva essere una partita crocevia e invece perdemmo e poi iniziò il mese di novembre, grigio per noi. Credo che Trento in Coppa Italia contro di noi abbiamo fatta la sua miglior partita dell’ultimo periodo. I due punti servono più a loro che a noi stavolta, ma non dobbiamo accontentarci: essere buoni è la cosa peggiore se vuoi essere eccellente. Loro hanno bisogno dei due punti a tutti i costi, noi non così, ma non vuol dire che ci accontentiamo”. 

Nel dopo partita di Pesaro hai parlato di mancanza di rispetto verso il gioco da parte dei tuoi giocatori nel primo tempo. Ne avete parlato in settimana? Li hai trovati ricettivi sull’argomento?

“Si, abbiamo fatto vedere delle clip a giocatori che hanno capito di aver fatto nella stessa partita cose buone e altre mediocri. Se vinci contro Milano puoi avere inconsciamente la pancia piena, ma non è questo il problema quanto piuttosto che giocare a Pesaro per 15’ quella pallacanestro non è rispettoso per noi e non dà valore alla vittoria con Milano che ha invece un peso diverso dai semplici due punti se poi gli dai continuità. Dobbiamo continuare a crescere. Questo è un momento della stagione in cui i giocatori ne hanno le palle piene di sentirmi allenare, allora bisogna trovare nuovi stratagemmi. Vogliamo prenderne ogni settimana un pezzettino del nostro gioco e migliorarlo e su questo stavolta i miei assistenti non sono riusciti a contenermi. Nei giorni scorsi si è sentita un po’ meno la mia voce, ma l’intensità non è mai mancata in allenamento. Anzi, ce n’è stata anche troppa. Speravo finisse presto quello di oggi anche perché eravamo al Polivalente e sembrava di non starci nel campo dalla tanta fisicità che ci stavamo mettendo”. 

Cosa ne pensi del calendario asimmetrico?

“Non credo sia stato cambiato per dare più spettacolo semmai per favorire le squadre impegnate in Coppa. Personalmente non c’ho capito nulla, ma se approcci una gara alla volta non cambia né in meglio né in peggio”. 

Trento gioca sugli isolamenti e gli avvicinamenti a canestro, ma non dimentica il tiro da 3 punti…

“Sì e Reynolds in questo caso sarà un sorvegliato speciale, ma anche Flaccadori sta facendo bene, poi c’è da tener d’occhio Forray nei piazzati e pure Bradford e Mezzanotte sono un fattore. Con Caroline vanno spalle a canestro contro il 4, con Williams contro il 5. Con Treviso hanno attaccato spalle a canestro il play che è tra i più piccoli del campionato (Russel, ndr), con Mitrou Long farebbero più fatica. Come si dice nelle minors: intanto teniamo l’uno contro uno poi facciamo il close out e via così. Sembra un discorso semplice, ma la verità della chiave di un match non si discosta molto da questo”. 

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