MAGRO: “CON NAPOLI DURA E SPORCA. LA MAMBA MENTALITY FONDAMENTALE. MI ASPETTO CHE VITALI FACCIA UNA GRANDE PARTITA”

“Luca fa sempre molto bene contro le sue ex squadre, starà a noi provare a impedirglielo. Può essere normale che lui e Buscaglia ci mettano quel quid in più. Vediamo se Cobbins ci sarà, altrimenti abbiamo Burns, Gabriel ed Eboua”

San Zeno. Dalla sede operativa di San Zeno, la parola al coach della Germani Alessandro Magro nella consueta conferenza stampa pre-gara anticipata al giovedì proprio perché si gioca un giorno prima (palla a due alle ore 20:10 di sabato 9 Aprile).

“Sarà l’inizio di un ciclo di partite impegnativo nel quale a metà della prossima settimana, subito dopo la partita di sabato, ci sarà il recupero contro Tortona, e in cui, dopo la vittoria con Trento che chiude una serie positiva di tredici vittorie consecutive andremo ad affrontare una sorta di format europeo con due trasferte importanti e la partita del sabato di Pasqua con Reggio Emilia. Tra le tre formazioni che incontreremo ce ne sono due che stanno provando ad inseguirci per cui affronteremo questo ciclo di partite consapevoli che dobbiamo solamente pensare a noi, che dobbiamo gestire il vantaggio che meritatamente ci siamo guadagnati sul campo e soprattutto avendo come obiettivo quello di sfruttare ogni occasione possibile partendo dalla prossima partita in trasferta a Napoli per poi essere pronti per la seconda fase del campionato dove dovremo tirare le somme ed essere capaci ad essere performanti sia fisicamente che mentalmente. Si prevede una partita difficile perché da quando è arrivato coach Buscaglia la Ge-Vi la squadra, forte del due vittorie sulle ultime tre partite giocate, è tornata in fiducia, ha mantenuto i grandi scorer con Rich, Parks e McDuffie su tutti ma, e lo sottolineo perché nonostante l’arrivo di Gudaitis, è Andrea Zerini, ex di Brescia, che sta facendo molto bene e corre molto bene il campo oltre ad essere, da quando appunto è arrivato il nuovo coach, molto aggressivi difensivamente. Mi aspetto che provino a cercare di giocare sfruttando il vantaggio del campo. Saremo pronti a fronteggiare il loro alto livello di aggressività e sono convinto che sarà una sfida molto impegnativa per entrambi e noi cercheremo di portare a casa il risultato”.

Come sta Mike Cobbins? Ci sono delle novità?

“E’ stata anche questa una settimana complicata. La settimana scorsa erano in tre e questa sono in due che dobbiamo ancora recuperare. Spero di riuscire a recuperarne un altro. Mike, che sarà comunque in trasferta con noi, sta proseguendo il suo percorso di recupero e vedremo sabato mattina se sarà in grado giocare altrimenti vedremo la settimana prossima”.

In questi casi, quando dall’altra parte ci sono tanti ex, due dei quali sono particolari, secondo te, per la Germani è uno stimolo e ne avete parlato o è un episodio che passa in secondo piano?

“Non parlo di Maurizio Buscaglia perché non l’ho mai nemmeno conosciuto a Brescia, non ci ho lavorato insieme e non lo conosco se non come collega e non ci sono elementi. Per quanto riguarda i giocatori, ne abbiamo accennato nella riunione del personnel di oggi perché quando hai allenato alcuni elementi sicuramente li conosci di più che non averli visti solo in video e ne sai un po’ di più abitudini e segreti. Ma questo lo faccio normalmente con i miei giocatori quando si guardano i video delle partite chiedo di aggiungere dettagli se hanno giocato con tale o tal altro giocatore per cui ne possono conoscere le abitudini, questo è molto utile. Andrea Zerini e Luca Vitali sono stati aggiunti dettagli perché li conosciamo molto bene. Per il discorso delle motivazioni non c’è nessun motivo di farlo. Noi arriviamo con le nostre e loro hanno le loro. Si trovano nel limbo tra provare a vincere e capire se possono essere ancora in corsa per i playoff; loro non sanno se guardarsi davanti o dietro, noi sappiamo quantomeno che dobbiamo solo guardarci alle spalle perché davanti dovrebbe succedere un cataclisma. L’obiettivo è quello di fare il nostro percorso cogliendo eventuali occasioni”.

Quanto è facile o difficile (come potrai dire tu) tenere alta la concentrazione e la motivazione per una squadra che arriva da tredici vittorie consecutive che ha ormai un obiettivo fissato da tempo? C’è qualche escamotage che utilizzi per tenere alta la tensione?

“La domanda è lecita. In questo momento della stagione dove i giocatori dopo sette otto mesi non hanno più tanta voglia di sentire la mia voce e non li biasimo. L’obiettivo è cercare di arrivare mentalmente e fisicamente pronti alle partite e ai play off nel nostro caso. Per cui ultimamente cerchiamo di accorciare al minimo la durata degli allenamenti per non farli rischiare di arrivare in over coaching e farli arrivare bene alle partite che è la cosa che gli interessa. Però, e questo è il motivo per cui dopo la vittoria di 24 punti su Trento magari qualcuno ha potuto pensare che fossi pazzo dichiarando di non essere soddisfatto, il clic di una grande squadra , e ancora noi non lo siamo anche se dobbiamo fare una passo in avanti sempre, è trovare sempre la motivazione, cercando la miglior versione di noi stessi sempre, qualsiasi squadra trovi”.

Appunto quindi martedì in allenamento, quando lo hai ribadito in palestra come dicevi nelle tue dichiarazioni, i tuoi giocatori hanno capito, ti hanno reputato un folle o si sono sintonizzati sulla tua lunghezza d’onda?

“No non mi hanno ritenuto un pazzo anzi hanno convenuto con me e sono stati i primi ad ammettere di avere giocato una partita con dei picchi verso l’alto ma anche verso il basso. Credo che con la qualità della nostra difesa siamo riusciti a mettere in difficoltà una squadra come Trento. Ma non deve succedere, visto il livello di fiducia e di gioco che stiamo esprimendo ultimamente siamo passati da +18 a +7 troppo velocemente. Kenny Gabriel stesso, a fine partita, ha detto che non era così contento del livello espresso dalla squadra. E’ bastato poi rivedere le clip e non c’era nulla da spiegare. Hanno capito e ci stiamo lavorando, pur nella difficoltà di non incorrere nel rischio di average mode e questo lo fai cercando di superare i tuoi limiti”.

Cosa ha quindi un campione in più degli altri, soprattutto in questi momenti in cui le motivazioni scemano?

“Un campione ha la capacità che esulano dalle qualità tecniche e tattiche. Un campione ha altre capacità che sono lo stare all’interno di un gruppo, di averne la leadership, e questa squadra è fortunata perché ha dei giocatori che provano a portare avanti i gli altri al di là di questi momenti, hanno capacità fuori del normale e fortunatamente Mauro Ferrari ce li ha portati a Brescia”.

E’ la Mamba mentality che non guasta?

“Assolutamente, ritengo che sia l’unica percorribile se tu vuoi fare di te stesso la tua migliore versione”.

Secondo te, al di là delle dichiarazioni di rito, di finte verità che possono essere dette o scritte, in senso concreto, sabato, pensi che ci possa essere da parte di Luca Vitali o Maurizio Buscaglia quel quid in più, quella voglia di rivalsa che poi potrebbe essere anche normale sportivamente parlando, non trovi?

“Si potrebbe essere normale con la differenza che uno gioca e l’altro invece no. Quindi quella che potrebbe essere la voglia di rivalsa di Maurizio Buscaglia si potrebbe tradurre nella capacità che ha avuto di allenare la sua squadra pronta per questa sfida e non può giocare in campo, da parte di Luca mi aspetto che faccia una grande partita, come in passato è capitato anche a Brescia, ricordo la partita contro la Virtus Bologna o contro sue ex squadre. Starà a noi vedere se riusciremo ad impedirglielo”.

In assenza di Mike Cobbins, intenderai riproporre Kenny Gabriel da cinque, vista l’ottima prova fornita?

“Questo dipende dalla necessità della partita. Se ci sarà Mike il ruolo del cinque è sempre condiviso con Burns che sta facendo, sottolineo con piacere, una stagione eccellente, altrimenti quella posizione sarà di Paul Eboua e in alternativa, in caso di problemi di falli o livelli di prestazione altalenanti, non essendoci altri, utilizzerò Kenny Gabriel da cinque”.

E per quanto riguarda Paul Eboua appunto, in cosa si sta particolarmente migliorando e cosa ti aspetti da lui in questo “finale di stagione”?

“Quando un giocatore parte e sa che può stare in campo più minuti anche a prescindere dall’errore è sempre avantaggiato, non mi meraviglio del fatto che Paul abbia colto l’occasione e lo farà anche sabato a Napoli perché avrà la possibilità e l’occasione di stare in campo. Essere parte di un roster in cui hai sempre la possibilità di viaggiare in automatico a delle velocità importanti ed entrare in campo sempre a quella velocità potrebbe essere mentalmente più difficile perché sa che deve cogliere quell’occasione al volo. Paul sta crescendo, deve mettere a disposizione il suo altissimo livello di fisicità ed essere pronto a giocare con i compagni anche perché se gioca da cinque teoricamente è anche più avantaggiato perché deve stare dentro le regole difensive e poi mettersi a disposizione dei giocatori che creano e che lo imbeccano. Mi aspetto che difenda forte e prenda i rimbalzi come ha fatto bene anche con Trento. Non abbiamo mai avuto dubbi che il suo sia un percorso di crescita. Non dimentichiamoci che Eboua è un classe 2000 e non ha giocato a pallacanestro così a lungo quindi vale la pena dargli questa possibilità e aspettarlo”.

Quanto è importante l’approccio in un PalaBarbuto che si attende infuocato?

“Sarà fondamentale. La partita sarà impostata su alti livelli di intensità difensiva e di aggressività. Approcciare la partita per contenere la loro prima ondata di energia sarà fondamentale perché nel caso in cui non ci riuscissimo, rientrare in partita e recuperare in trasferta non è sempre scontato. Dobbiamo rimanere attaccati il più possibile alla partita”.

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