MAGRO: “DA REGGIO A REGGIO CI SIAMO RIPRESI LA NOSTRA IDENTITA’. LA SOCIETA’ CI HA FATTO UN REGALO E SAPREMO SFRUTTARLO”

”Con Brown possiamo tenere anche nei play off il livello che abbiamo avuto negli ultimi due mesi. Per marcare e disarmare Cinciarini non abbiamo solamente Petrucelli”

“Concludiamo questa settimana con il recupero di Casale Monferrato con Tortona e in casa con Reggio Emilia, a cui faccio i complimenti e in bocca al lupo per la finale FIBA Europe Cup, così come auguro buona fortuna alle squadre italiane impegnate negli spareggi o play off di Coppa poiché è importantissimo avere compagini italiane che partecipano e provano a portare avanti il movimento in tre coppe diverse. La partita con Reggio Emilia sarà un altro test di avvicinamento ai play off per noi, un’altra volta cercheremo di sopperire all’assenza di Mike Cobbins che farà comunque parte del roster, farà riscaldamento e a disposizione in panchina ma se non strettamente necessario non verrà impiegato fino al prossimo match con la Vanoli Cremona. Quindi, come nelle ultime uscite dovremo cercare di adattare dei quintetti. C’è volontà di far bene e tornare alla vittoria dopo la sconfitta maturate contro Tortona dove la squadra comunque ha lottato per tutti i quaranta minuti su un campo difficile. Ci ricordiamo benissimo il -19 dell’andata dello scorso 21 Novembre con Reggio: è stato il momento, credo, più buio, da cui però poi si è partiti, lavorando tutta la settimana e ritrovando una identità. Credo sia opportuno, visto che prima o poi una sconfitta doveva arrivare e così è stato, ricordare tutto quello che i miei giocatori e il mio staff hanno fatto finora. La partita di Tortona ci ha ricordato quanto non sia mai scontato vincere fuori casa, e nella striscia di quattordici vittorie, sette sono maturate lontano dal nostro palazzo che sappiamo essere un’arma in più per le nostre prestazioni. E’ importante quindi ricordare cosa ha fatto questo club in termini di risultati di classifica (che in questo momento ci da’ la possibilità di gestire anche il recupero dei giocatori con più serenità) e non solo. L’obiettivo è di arrivare a competere anche nella post season e domani con Reggio Emilia sarà l’occasione per dimostrarci questo. Coach Caja è molto bravo a modellare le proprie squadre rispetto al suo credo cestistico, sono una squadra che prova ad essere estremamente aggressiva cercando soprattutto di disarmare le situazioni di pick&roll e con grande efficacia, come hanno fatto all’andata. Cinciarini è sicuramente il perno del loro attacco, ha sulle spalle il peso della squadra che sta conducendo con grande leadership andando anche più volte in tripla doppia per punti assist e rimbalzi producendo quasi più del 40% del fatturato totale della squadra ma indubbiamente sono tanti i giocatori che riescono ad essere performanti”.

Magro e Di Paolantonio con Ferrari a margine della conferenza stampa

Nelle ultime due uscite le difese di Napoli e Tortona hanno compiuto scelte abbastanza precise soprattutto su Mitrou-Long e Della Valle mettendoli in difficoltà e magari togliendo un po’ fiducia alla squadra che però ha sempre avuto anche altre buone armi per reagire. Sarà un leit motiv da qui alla fine? Con quali armi risponderai?

“Sono mediamente d’accordo. Penso che nella partita di Tortona dal +12 con la tripla di Kenny Gabriel siamo passati al -8 con in mezzo contropiedi, un antisportivo, due tecnici, 4 palle perse… E’ ovvio che ci sono sempre anche gli avversari, ma non è che quando noi in attacco giochiamo male è perchè ci hanno trattati male. Semplicemente abbiamo sbagliato delle cose che non possiamo permetterci di sbagliare se vogliamo competere per il massimo livello. Succede anche in NBA dove si dice che si comincia a cambiare il livello nei play off. Succederà così e proveremo a farlo anche noi. L’obiettivo è chiaro, siamo partiti per la salvezza e ci siamo salvati con largo anticipo, abbiamo alzato l’asticella dicendoci di provare a blindare il terzo posto, poi la società ci ha fatto un regalo e ha preso un giocatore che ci darà la possibilità di alzare il livello o quantomeno sopperire all’eventuale mancanza di Mike Cobbins che spero non risucceda anche se temo che possa essere così. Quindi parrebbe sciocco non continuare a spingere in una stagione dove abbiamo fatto tanto. Non possiamo però lamentarci se gli altri ci vogliono mettere le mani addosso perché se vogliamo provare a competere per il massimo livello ce le metteranno sempre come noi lo vorremo fare con gli altri nei limiti del consentito. Non credo che tanti errori siano stati fatti in riguardo a contatti fisici, alcune decisioni arbitrali sono state prese su indecisioni tecniche. Non temo che ci mettano le mani addosso, noi dobbiamo essere bravi ad ovviare a queste situazioni, dobbiamo migliorare la qualità dei blocchi e delle esecuzioni e la squadra deve essere più cinica e matura nei momenti di difficoltà, si deve riuscire a capire che bisogna tornare velocemente sulla strada giusta, cercando di non subire parziali come quello di Tortona”

Nel processo di crescita della squadra in vista dei play off quanto può essere importante quello che è successo in campo contro Tortona, oltre anche alla gestione dei fattori esterni come il nervosismo che è emerso nel terzo quarto in maniera preponderante quando le cose non giravano. Quanto può servire di lezione per quello che sarà?

“Assolutamente tanto. Nelson Mandela diceva: “Io non perdo mai perché o vinco o imparo” . Se noi riusciamo ad imparare da questa partita è sicuramente una partita utile. Anzi arrivare ai play off con qualche bastonata non può fare che bene”.

Come gestire un Cinciarini così in forma e preponderante risparmiando semmai il carico di falli su John Petrucelli al quale sarà molto probabilmente affidato?

“Sicuramente Cinciarini sarà un sorvegliato speciale perché tanto parte dalle sue mani. Il nostro obiettivo sarà sempre quello di lavorare sul livello di pressione, di partecipazione perché poi succede, come nella partita di Tortona, che giochiamo benissimo difensivamente di squadra e poi ci dimentichiamo di chiudere Wright in uno contro uno, che per due o tre volte ha attaccato troppo facilmente il ferro perché eravamo impegnati a disarmare gli esterni. Con Cinciarini avremo le mani abbastanza piene, ma non abbiamo solo John per difendere: sono abbastanza soddisfatto del miglioramento di Naz Mitrou-Long, abbiamo Tommaso Laquintanta, David Moss, Sasà Parrillo, abbiamo tanti giocatori da spendere sapendo che Cinciarini sta in campo 38 minuti, i nostri no e quindi dovremo cercare di fare un po’ di staffetta”.

Può una sconfitta essere utile a te come allenatore per riprendere la squadra?

“Certamente la sconfitta è utile anche se purtroppo capita in un momento in cui non hai molto tempo per allenarti e questo piace di più ai giocatori, che amano ovviamente di più giocare, e meno a noi allenatori. Il livello di attenzione deve essere più alto e la sconfitta ti ridimensiona un po’, è uno spunto per aumentare il livello di esigenza personale, però è una sconfitta dalla quale, per quanto io odio perdere più di quanto ami vincere, viste le condizioni fisiche, visto come è maturata, ne usciamo con il bicchiere, almeno a parere mio e del mio coaching staff, mezzo pieno. L’obiettivo è quello di cercare di riscattarsi subito”.

Come sta la squadra? Come è stato l’impatto dal punto di vista fisico e mentale del passaggio da una a tre gare in una settimana visto che sarà questo il ritmo dei play off?

“Fisicamente abbiamo meno tempo di allenarci, ma ci siamo organizzati in maniera ottimale. Ovviamente questa è la situazione che i giocatori amano di più, come dicevo anche con Mauro Ferrari, perché giocano tanto e si allenano meno. Ovvio che nelle ultime settimane, proprio perché la mancanza di Mike Cobbins ci ha tolto energie nelle rotazioni, qualche giocatore è un poco più stanco, ma bisogna andare oltre e saper gestire. Il club ci ha voluto dare la possibilità, con l’arrivo di John Brown, di provare a tenere anche durante i play off il livello di efficacia e tenuta che abbiamo avuto in questi ultimi mesi; è un giocatore che ci darà la possibilità di scegliere chi fare stare fuori roster non solo in base alle esigenze tattiche.ù, ma anche quelle fisiche dei giocatori. Quando succederà, saremo pronti di giocare ogni due o tre giorni”.

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