LEE MOORE: “SONO MATURATO E VOGLIO VINCERE IL CAMPIONATO”

A “Basket Time 2.0” si è raccontato il folletto della Germani: ”Vivo il ruolo di back up di Della Valle cercando di assorbire il più possibile da lui”

Brescia. Schivo, di poche parole, ma schietto, il folletto della Germani Lee Moore ha raccontato a ”Basket Time 2.0”, la trasmissione andata in onda come ogni martedì sera su VideoBrescia Sport (canale 118 del digitale terrestre) e sulle pagine Facebook di Bresciacanestro e di Cristiano Tognoli, come sta vivendo la stagione magica della sua squadra, analizzando anche il momento in cui, con l’arrivo di John Brown III si dovrà fare turn over. “Tutti dovranno farsi trovare pronti per il massimo obiettivo” è il mantra che anche Moore ripete, come d’altra parte i suoi compagni di squadra.

Come vivi l’aumento del minutaggio in questa seconda parte di campionato?

“Mi sento bene, lavoro bene, sento che mi sto allenando bene e mi sento pronto grazie al lavoro quotidiano”.

Come hai vissuto la prima parte di stagione in cui giocavi invece di meno?

“In egual modo, considerando che il mio obiettivo è quello di migliorarmi giorno per giorno è la stessa cosa”.

Il tuo ruolo è quello di essere il cambio di Amedeo Della Valle. Non è facile fare il back up del miglior marcatore del campionato. Come ti senti?

“In realtà non è così difficile, è una situazione normale; durante l’allenamento cerco di imparare e di assorbire il più possibile da lui”.

All’inizio della stagione sei stato impiegato anche come playmaker. E’ stato solo un esperimento o già lo facevi in Polonia l’anno scorso sempre con Alessandro Magro e quindi te l’aspettavi?

“E’ qualcosa che avevo già sperimentato lo scorso anno con coach Magro, ci sto lavorando sicuramente di più, penso che non sia solo un esperimento”.

Con l’arrivo del nuovo americano, John Brown III, ci sarà il turn over. Domenica è stato il turno di Kenny Gabriel e poi arriverà anche quello degli altri. Come vivi questa situazione?

“Il nostro compito è quello di farci trovare tutti pronti. Quel che sarà sarà”.

Pensando ai play off, Brescia è al terzo posto e chiude la stagione come quattro anni fa. Cosa è cambiato rispetto ad allora, l’obiettivo è sempre lo stesso o si può fare ancora meglio?

“Sicuramente l’obiettivo è migliorarsi e di molto per andare il più lontano possibile e, perché no, vincere anche il campionato”.

Che paragoni riesci a fare tra quella squadra e quella di adesso? Trovi delle similitudini?

“Si tratta di due squadre abbastanza simili. Anche quella di quest’anno ha giocatori molto buoni e forse siamo un passo avanti rispetto a quella di quattro anni fa quindi potremo fare anche meglio”.

Ritieni quindi l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna, le due favorite allo scudetto, squadre con cui Brescia se la può giocare fino in fondo?

“Dobbiamo allenarci e prepararci al meglio possibile, però penso proprio di sì”.

Rispetto a quattro anni fa non ti vediamo così cambiato: sempre timido e di poche parole. Sei così anche nello spogliatoio e fuori dal campo?

“Fondamentalmente sono proprio così, anche se mi piace molto la vita da spogliatoio e vivere con i miei compagni anche l’extra campo”.

Una personalità molto forte e molto viva nella tua vita è quella di tua madre Coretta. Siete molto diversi: lei estroversa e tu introverso. Come vivi il tuo rapporto con lei vista questa evidente diversità nel carattere?

“Abbiamo un buonissimo rapporto anche se effettivamente siamo molto diversi come avete detto voi. Parliamo spesso. Verrà presto in Italia”.

Cosa avresti fatto se non fossi diventato un giocatore di basket?

“Non lo so. Qualsiasi altra cosa l’avrei fatta nel migliore dei modi”.

Arrivasti a Brescia da rookie, un ragazzino in prova. Ti senti cambiato?

“Mi sento cresciuto da allora”.

A quanti anni hai iniziato a giocare?

“Ho praticamente giocato da sempre. Ho iniziato quando avevo tre o quattro anni. Tutta la mia famiglia era coinvolta nel mondo del basket e mi ha spinto ad iniziare”.

Tifavi per una squadra in particolare negli States o per un giocatore?

“Praticamente ho seguito LeBron James per tutta la sua carriera”.

Un’altra persona importante nella tua carriera è sicuramente Alessandro Magro. Qual è il vostro rapporto e cosa ti sta dando?

“Mi ha sempre insegnato molto, sto imparando tanto da lui. E’ stato la prima persona che ho incontrato a Brescia e poi l’ho seguito in Polonia. E’ un processo di crescita che prosegue e mi migliora sempre più come giocatore”.

Vincendo almeno una partita delle ultime due, la Germani stabilirà un ulteriore record quest’anno: quello dei punti in serie A. Ne sei consapevole e come affronta la squadra tutto ciò?

“L’approccio che dobbiamo avere ad ogni partita è quello di provare sempre a vincere e questo faremo sicuramente anche per ultime due partite, anche se non conteranno per la classifica”.

Le frequentazioni che hai a Brescia sono le stesse di qualche anno fa? Come vivi la città?

“Sì ho mantenuto un paio di amicizie. Mi piace frequentare gli amici che avevo allora, così come vivere la città”.

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