DE BENEDETTO: ”NON ERA SCONTATO ARRIVARE FIN QUI, CON SASSARI AVREMO IL 51% DI CHANCES”

Consuntivo di fine regular season per il direttore generale della Germani, a quattro giorni dall’inizio dei play off: “I premi degli awards sono solo la ciliegina di una torta della quale vale la pena parlare. La difesa di squadra una chiave della stagione. Il carro dei vincitori adesso straborda, ma fa parte del gioco. Se prima eravamo degli underdog, in questa post season non lo siamo più. La percentuale del fattore campo si abbassa per altre situazioni dove non siamo favoriti”

Brescia. A quattro giorni dall’inizio della serie play off scudetto tra Germani Brescia e Banco di Sardegna Sassari, il direttore generale del club di Mauro Ferrari, Marco De Benedetto (fresco reduce del premio come miglior dirigente stagionale) ripercorre quanto fatto in questa stagione e quello che aspetta la Leonessa dei canestri prossimamente. 

Giorni felici e di adrenalina, aspettando il quarto di finale e dopo aver fatto incetta di premi?

“I premi sono la ciliegina sulla torta, ma qui vorrei parlare della torta. Un anno fa con Alessandro Magro avevamo pensato a un’idea di basket nella quale il proprietario avrebbe potuto identificarsi come valori e risultati. Nessuno poteva prevedere un cammino come quello che poi è stato fatto. Vorrei che non venisse dato per scontato quello che è stato fatto. Il mondo è veloce, quello sportivo ancora di più e allora tanto vale soffermarsi. L’idea, condivisa da Mauro Ferrari, fu quella di costruire le fondamenta di qualcosa di nuovo. L’obiettivo era consolidare una struttura societaria dentro a qualcosa che già esisteva. L’obiettivo non poteva essere che conservare la categoria, godendosi il cammino. Dissi che volevamo dare alla gente il piacere di tornare al palasport per regalare divertimento e svago dopo anche il periodo così difficile del Covid. I tifosi, in un panorama generale dove si fa faticare a tornare sugli spalti, ci stanno dimostrando che sono presenti e partecipativi”. 

Che dati interessanti ha sfornato questa stagione per la Germani?

“Siamo i primi in regular season per numero di palle recuperate a partita e per numero di recuperi su cento possessi. Questo significa che la difesa di squadra, che indica il grado di coinvolgimento dei giocatori, ha funzionato. Le direttive del coach sono state seguite come motivazioni e obiettivi. Già a Bormio il feeling era quello giusto, non c’erano grosse problematiche nonostante stessimo facendo un lavoro tutto nuovo”.

Eppure all’inizio è stato decisamente tutto così difficile…

“Sarebbe stato poco credibile che tutto funzionasse subito, ma la testa dei giocatori era quella giusta. In dieci classifiche speciali siamo tra le prime tre del campionato e le squadre che ci precedono, tranne Brindisi in una categoria, sono solo Virtus Bologna e Milano. A inizio stagione non sapevamo chi sarebbero state le squadre materasso, ma si sapeva che Virtus Bologna e Milano erano un gradino sopra le altre seguite da Venezia e Sassari. Che noi riuscissimo a inserirci alle loro spalle non era affatto facile. Siamo terzi ufficialmente da quasi un mese, ma siamo anche l’unica squadra che si affaccia ai play off con partite poco influenti”. 

Come avete ovviato a tutto questo?

“Abbiamo lavorato per fare uno sforzo mentale che ci permettesse di arrivare a questo momento con uno standard mentale elevato. Dopo la finestra della Nazionale di novembre abbiamo ottenuto 18 vittorie e 3 sconfitte, è una bella storia e se non lo facessimo notare sarebbe un peccato. Un anno fa a quest’ora la considerazione non era molto alta. Ora siamo qui a pensare a una coppa europea che potremo scegliere in base a quella che è per noi la più congeniale, tutto questo ce lo siamo meritato. Abbiamo fatto il 96% degli allenamenti con il massimo dei giocatori disponibili ed è merito anche dello staff medico oltre che di quello tecnico. Abbiamo avuto solo due infortuni in tutto l’anno, zero infortuni muscolari. La media di presenze dei giocatori agli allenamenti si attesta di solito all’80%. Tutto questo però da lunedì non conterà più niente perchè i play off sono una nuova bestia, dove si gioca diversamente, dove lo stress aumenta. Dare per scontato che riusciremo a rifare tutto quanto fatto finora è errato perchè il play off è tutta un’altra cosa”. 

Prima di una serie play off c’è il gioco delle percentuali sul passaggio del turno, quante ve ne date?

“Se prima eravamo underdog, come fa figo dire, ora non lo siamo più, ma se abbiamo il 60% come qualcuno sostiene a Sassari può derivare dal fattore campo, ma si abbassa subito perchè Bucchi ha più esperienza di Magro e i giocatori stessi della Dinamo hanno più esperienza dei nostri. Si giocherà sui dettagli, su come fai un pick and roll, una giocata. Hackett in una recente intervista ha parlato di “briscole” che si prendono e solo in quel momento capisci che è iniziato davvero il play off. Sassari è cambiata molto rispetto a quella che era a inizio stagione, il valore dei loro giocatori non lo scopro io. Quindi dico 51% per noi, non certo il 60%”. 

E’ un accoppiamento tosto sotto vari aspetti, la squadra come sta vivendo questa vigilia?

“Non c’è uno dei nostri giocatori che stia sottovalutando la Dinamo. E’ una squadra esperta, sa giocare, si accendono, hanno un palasport che si accende nei momenti caldi e anche logisticamente non è una serie comodissima per noi. Io non vedo l’ora che cominci, pensate un po’ i giocatori. Il Banco è una squadra più attrezzata della media delle squadre del nostro campionato”. 

Credi che qualcuno stia già pensando alla prossima stagione dato che questo è anche un momento in cui di solito si costruisce in vista della prossima annata?

“Si lavora sulle teste, si cerca di fare allenamenti un po’ più corti, di gestire la routine, ma c’è comunque la fiducia che il gruppo già finora performante possa esserlo anche nei play off”. 

La proprietà di fronte a tutti i premi che avete portato a casa nelle ultime 24 ore cosa ha detto ?

“Sarà un caso, ma Ferrari in questi giorni è via per lavoro. L’avrà fatto apposta? Scherzi a parte, ci ha comunicato la sua felicità, ma settimana dopo settimana ha visto il carro senza più pieno mentre a inizio stagione era veramente vuoto, pochissimi erano con lui. Un po’ di sicurezza in quello che ha fatto ce l’aveva e gli va riconosciuta perchè il carro adesso straborda. E’ giusto che sia così, ma chi c’è sempre stato ora è giusto che venga premiato di più”. 

Tu come hai vissuto il periodo in cui si parlava di cambio di allenatore o di stravolgere il roster?

“Quello che ha fatto la differenza sono state le riunioni in quel momento in cui eravamo concordi sul fatto che c’era fiducia in questo gruppo. E’ ovvio che non lo dicevamo a cuor leggero, ma ci sentivamo autonomi nelle nostre scelte grazie alla fiducia che sentivamo da parte della proprietà. Anche questo non era scontato, ho lavorato in società dove questo sistema non c’era. Certo poi le vittorie aiutano”. 

Anche gli arbitri sono dei dettagli che possono incidere? Messina qualche settimana fa ha detto chiaramente che il sistema dei fischietti di casa nostra è l’unico non cresciuto in una Lba dove tutto sta migliorando?

“Influiscono fino a un certo punto, ma proprio questo certo punto significa che anche loro possono migliorare. Capisco quello che disse Messina qualche settimana fa: so che gli arbitri stessi stanno lavorando per migliorare sul fatto che c’è poco ricambio, che le terne cambiano spesso, ma la disomogeneità c’è anche nei roster. Se non migliorano non è perchè non vogliono, ma perchè non riescono. Non dimentichiamoci che sono l’unica componente non ancora professionista: con tutti pro e contro che ha questo status perchè puoi fare carriera, ma anche giocatori il posto come succede a dirigenti, allenatori e giocatori”.  

Alcuni tifosi ci hanno fatto notare che gara 2 della Germani con Sassari coinciderà con gara 1 del Brescia calcio contro il Monza, se le rondinelle come tutti ci auguriamo passeranno il turno con il Perugia. Non si è potuto fare proprio nulla per evitare questo incrocio?

“Prima di tutto facciamo l’in bocca al lupo al Brescia calcio  e speriamo ce la facciano sabato con il Perugia. Non so se Mauro Ferrari e Massimo Cellino, che sono amici, si sono sentiti per ovviare, purtroppo il nostro calendario è talmente fitto che non potevamo chiedere spostamenti per evitare concomitanza con un evento che non è nemmeno certo. Forse stavolta avrebbe potuto fare qualcosa di più il calcio, magari come Lega. Certo non è il massimo logisticamente, ma cercheremo di fare il massimo possibile per agevolare tutti”. 

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