LA CROCIATA DI FERRARI, L’UOMO CHE PUO’ CAMBIARE IL BASKET ITALIANO

Dopo aver già perso nel passato proprietari importanti ora Lega e Fip devono ascoltare chi ci mette i soldi e tiene in piedi il sistema

Brescia. Le cose in realtà accadono quando finiscono di accadere.

Evidentemente Mauro Ferrari, azionista di riferimento della Pallacanestro Brescia, rilasciando una intervista alla stampa qualche settimana fa, aveva già capito tutto.

Era stato “alto”, ragionando su strategie del  “sistema basket”, sulla impossibilità di programmare a medio termine e soprattutto vedersi riconosciuto anche in termine economici il buon lavoro fatto.

Ma la ricaduta sulla “sua” Germani era dietro l’angolo, doveva solo manifestarsi. E’ successo in queste ore.

Nulla conta se alla fine arriveranno magari giocatori più forti, qui si scherza sulla concreta possibilità di autofinanziamento di un sistema che ha visto abbandonare il tavolo da gioco grandi Gruppi industriali come i Benetton, gli Scavolini, ma anche Cazzola, Toti, Seragnoli e tanti altri ancora.

Il motivo sempre lo stesso, identico. Sono passati decenni dalla introduzione della sentenza Bosman (1995) e nessun correttivo serio è stato introdotto.

Quindi l’equazione rimane sempre la stessa: garantisco al primo Della Valle di turno che ripesco in Montenegro un contratto con garanzia triennale, se gioca male gli pago fino all’ultimo euro, se gioca bene allora ciao arrivederci, un Messaggio su Instagram che non si nega nessuno e festa grande per lui e il suo procuratore. Peccato tra l’altro che non abbia potuto giocare le partite decisive…

Lasciamo perdere poi il buy out….i soldi aiutano ma rifondare la squadra quasi da zero ha un costo e soprattutto un rischio che difficilmente  si può quantificare.

Tolte quindi Milano e Virtus (anche Venezia dai..) che possono permettersi ingaggi di primissima fascia con scadenze allettanti per i giocatori e soprattutto possono anche sbagliare (vogliamo contare gli errori di scouting dell’Olimpia in questi ultimi tre anni…), per tutti gli altri il destino è molto più amaro.

Tornare sul mercato, cercare in giro per il mondo giocatori (anche questo ha un costo…) che se faranno bene se ne andranno, se faranno male avranno rappresentato un onere e basta per la società. Chiedere informazioni a Brindisi nel dubbio.

Ci vuole tanta pazienza e soprattutto coraggio per navigare questo mare. Società e sponsor rischiano, giocatori ed i loro procuratori troppo spesso festeggiano. Non c’è il giusto bilanciamento ed equità in tutto questo. 

Vogliamo parlare poi dei settori giovanili ? Temo sarebbe troppo…

Dunque, qualora Mauro Ferrari dovesse insieme ad altri “proprietari”, riuscire quanto meno ad affrontare il tema con Fip e Lega (anche con il Governo …) porterebbe un valore di livello assoluto.

Questa sarà la vera battaglia dei prossimi anni. Anche per questo tiferemo per Ferrari e gli saremo vicino anche se sarà costretto a qualche scelta in apparenza impopolare.

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