CIAO MARISA: I RICORDI DI MARELLI, MOTTA, QUARENA E BONETTI

Beppe Marelli: “Varcavamo la soglia dell’Emiliani (foto in evidenza), ragazzi di 12-13 anni negli anni 70…. Varcavamo la soglia e Marisa ti cambiava la vita per sempre. Ti innamoravi di quel mondo, la palla, gli spogliatoi, il vecchio linoleum, i canestri “che belli come alla Pejo ci sono solo all’EIB”. E Lei sempre li, quando si dice una Persona che incarna una realtà, a dare l’esempio. Competenza, passione, presenza. Faceva il referto e Presiedeva la serie A; una donna a tutto campo.

Ed ora vecchi ma ancora ragazzi scopriamo che Marisa e la sua famiglia hanno creato una seconda “famiglia” allargata, quella di noi della Pejo, che non ci stanchiamo di sorridere a quel passato.

Grazie Marisa. Da ragazzi ti davamo del Lei e ti chiamavamo “La Signora” ed in quella parola piena di giusta soggezione e rispetto non sapevamo fosse racchiusa la grandezza di chi ha creato qualcosa di importante”.

Alessandro Motta: “Marisa c’è sempre stata, ovunque nella vita cestistica di tanti di noi che dall’Emiliani sono passati a vario titolo… da bambini del Minibasket, giocatori più o meno evoluti, allenatori dal futuro luminoso ed immaginifico ad altri rimasti attaccati alla propria passione,imitando i grandi sulle panchine delle minors.

Marisa era presente quando ti consegnava la maglietta infeltrita della Pejo o il borsone consunto, quando raccoglieva la quota dalle mani di tua mamma, quando vendeva i biglietti delle partite di Serie A (si, serie A!!!), quando faceva il referto alle partire di qualunque categoria, quando ti accompagnava in trasferta, Lei c’era sempre.

Ha accompagnato generazioni di giocatori e soprattutto giocatrici bresciane e non è mai mancata, in prima persona, direttamente sul campo o in tribuna.

Tanti altri sono passati sui parquet (e sui linoleum)del basket provinciale, di tanti di loro non ci ricordiamo neppure il nome: di Lei non potremo mai dimenticarci il volto e anche la voce, perché Lei era la pallacanestro dei nostri giorni.

Da oggi ci mancherà un pezzetto della nostra vita cestistica ma il ricordo di Marisa non potrà essere cancellato, perché vero, vissuto.

Buon viaggio Marisa”

Un’inquadratura della palestra “Emiliani”

Stefano Quarena: “Ho appreso con grande tristezza della scomparsa di Marisa. Impossibile per chi come me, frequenta da oltre 40 anni il mondo del basket bresciano non avere di lei un ricordo straordinario. Nel leggere della notizia mi è balzato subito nella memoria la prima volta nella quale ci siamo incrociati. Ho un ricordo nitido, anche se molto lontano nel tempo. 19 dicembre 1979, palazzetto EIB si giocava Italia Bulgaria. All’epoca giocavo a minibasket nella Pinti, il mio istruttore il mitico Pippo Taccola. Giochiamo in anteprima alla Nazionale (EIB strapieno, figuratevi l’emozione per un bambino di 9 anni) contro la temuta Pejo di Marisa. 

Lei era in panchina come accompagnatore ma incitava i suoi ragazzi ben più di un allenatore!

Eh sì, nonostante tutti oggi la ricordino in ambito di basket femminile, non bisogna dimenticare che la sua società aveva anche un settore maschile che, poi, negli miei anni del settore giovanile e dei campionati minori poi, divennero degli avversari contro i quali giocare ad ogni stagione. Le squadre della sua società incarnavano perfettamente il suo modo di essere: determinate, schiette, concrete.

Ho avuto poi la fortuna di darle una mano recentemente come coach con la under18 dell’Azzurra Basket, la società con la quale era ripartita nel settore giovanile femminile dopo un pò di anni insieme alla figlia Elena. Marisa sempre presente al tavolo del referto, ad ogni allenamento o partita con l’energia ed il piglio che l’hanno contraddistinta negli anni. Una pagina importante del basket non solo bresciano ma nazionale se ne va. Sono vicino ad Elena e a Gabriella (che è stata anche allenatrice di mia sorella) per la perdita della mamma e conserverò sempre un ricordo di Marisa e dell’amore per il basket che portava con sé”.

Matteo Bonetti: “Ha insegnato ad amare il basket, ad allenare la vita, la disciplina e la capacità di soffrire. Il Paradiso degli eroi del basket ti attende, cara Marisa. Grazie per tutto quello che hai fatto per Brescia, i bresciani e la nostra amata pallacanestro”. 

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