NON MERCENARI, SEMPLICEMENTE PROFESSIONISTI

Diversi tifosi della Germani non hanno gradito il comportamento di Amedeo Della Valle, ma è la legge dello sport professionistico. Ora il giocatore dimostri ancora sul campo il suo lavoro e la società completi il già più che buon mercato senza vedere “fantasmi”

Brescia. Sui social in queste ore si trova di tutto, la vicenda di Amedeo Della Valle divide l’opinione pubblica. Si spazia dai romantici che ancora sperano in uno sport agonistico fatto di sentimenti e di giocatori legati indissolubilmente alla maglia (il calcio ha detto da anni che non esistono più, il basket si è adeguato, è la legge Bosman bellezza) a chi sa che quel tipo di sport non tornerà più, se mai davvero c’è stato (già dimenticati di scandali, partite truccate, doping farmaceutico e doping economico?) passando da quelli che: “Se le cose stanno così io non vado più a vedere le partite”.

Nelle ultime ore per Amedeo Della Valle sono stati scomodati paroloni come “mercenario” o “viziato”. Il giocatore e il suo entourage hanno semplicemente fatto i loro interessi, come molti prima di loro. Anche a Brescia ci sono stati casi di questo tipo: Landry, Michele Vitali e lo stesso Burns negli anni scorsi non hanno forse scelto piazze più ambiziose e remunerative dopo essere stati rilanciati dalla Germani? Inutile scandalizzarsi. Certo la situazione poteva essere gestita meglio, ma il fine macchiavellico ha portato nel roster di Alessandro Magro un giocatore che sulla carta è un top player. Certo la carta non va in campo e ripetere una stagione da Mvp non sarà semplice per Adv, ma basta che si limiti a fare il professionista e anche i musi lunghi di alcuni tifosi si trasformeranno immediatamente in applausi. A proposito di musi lunghi, non sono passate certo inosservate certe espressioni di Marco De Benedetto in una conferenza stampa dove sono state registrate (e non è la prima volta da quando c’è questo direttore generale) sgradevoli dichiarazioni contro la stampa bresciana accusata di non fare il bene della Pallacanestro Brescia scrivendo di trattative di mercato (in passato De Benedetto si era infastidito perchè era stata scritta la cifra dell’ingaggio di Brown, per altro mai smentita). Detto che non è solo la stampa bresciana a riportare indiscrezioni (ma forse è più facile attaccarla perchè spesso lascia correre e non reagisce…), detto che da che mondo è mondo si scrive di mercato e i giornalisti con deontologia ed etica professionale distinguono tra indiscrezioni e notizie (quanto agli altri ognuno si prenda le proprie responsabilità), se ci fosse maggior comunicazione e non a tratti un mutismo assoluto o la volontà di favorire alcuni tralasciando altri, ci sarebbe anche maggior chiarezza.

Il mercato condotto fino ad ora è già più che buono, il massimo che un club come Brescia può permettersi e anzi anche oltre. Marco De Benedetto può contare sul generoso budget della famiglia Mauro Ferrari e questo gli può consentire di ritrovare l’espressione dei giorni migliori per piazzare, se lui, Magro e la proprietà lo riterranno opportuno, ancora un ultimo acquisto, quell’americano o comunque quello straniero per completare il progetto del 6+6 che era stato originariamente pianificato. Senza agitazioni, mal di pancia e senza vedere fantasmi dove non ci sono. Le trattative non saltano perché la stampa fa il suo lavoro riportando indiscrezioni (che ripetiamo non sono notizie, ma appunto indiscrezioni). Altrimenti Amedeo Della Valle non avrebbe mai dovuto tornare a Brescia dato che Bresciacanestro.com fu il primo a scrivere, il Primo luglio, che tra Ferrari e il giocatore c’era stato un clamoroso riavvicinamento dopo la rescissione di giugno e che un ritorno era più che possibile.

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