ODIASE: “A BRESCIA PER VINCERE PIU’ CHE IN GERMANIA”. DE BENEDETTO: “ANIMA DIFENSIVA AMPLIFICATA”

Il nuovo pivot: “Moss è nato a 10-15 minuti da dove sono nato e cresciuto io, il mondo è piccolo…”. Il giemme: “Peschiamo nel campionato tedesco perchè lì ci sono giocatori nel pieno della maturità”

San Zeno. Dopo Cournooh, Akele, Caupain e Massinburg, la Germani Pallacanestro Brescia ha tolto il velo anche a Tai Odiase, presentato nella sede di San Zeno. Il nuovo pivot è stato introdotto da Marco De Benedetto: “Il suo acquisto – ha detto il giemme – s’inserisce nella nostra idea di un roster più competitivo rispetto allo scorso anno, considerando anche l’impegno della competizione e ciò che rappresenta l’Eurocup per forza, prestanza e atletismo sotto canestro. Quello di Odiase è stato tra i primi considerati perchè è nel pieno di un processo di miglioramento, mai bruciando le tappe, sempre dando un impronta in termine di predisposizione al lavoro e della capacità di stare in gruppo. E’ un grande atleta, un ottimo difensore, ma dato che è ancora abbastanza giovane non è detto sia solo questo quindi viene per lavorare anche in attacco e dare un altro tipo di dimensione alle nostre giocate. Tra lui, Cobbins e Burns non dobbiamo fare valutazioni si chi sarà il primo, il secondo e il terzo, ma si alterneranno per dare il meglio alla squadra”.

De Benedetto, è voluto che Odiase abbia caratteristiche molto simili a Cobbins?

“Si assomigliano per la capacità di difendere per la squadra, essendo versatili per fare ciò che serve alla squadra. Se ai due si chiede di difendere in modo più allungato sul pick and roll possono farlo entrambi. Mike ha più senso della posizione, anche per aggiustare i compagni, Tai fa invece dell’atletismo, dell’intensità e della forza nell’uno contro uno il suo marchio di fabbrica. La protezione del ferro è l’obiettivo, dobbiamo rendere difficile agli avversari riuscire a fare canestro”. 

Vi state molto concentrando sugli americani che sono passati dal campionato tedesco e cercando di abbassare l’età media dei nuovi arrivi, è così?

“Il campionato tedesco rappresenta per molti americani un passaggio per certificare un livello di fisicità e atletismo per poi approdare nei 3-4 campionati top. In Germania c’è grande attenzione per le strutture e c’è un po’ meno spazio di budget sui giocatori, devono quindi a volte fare anche delle scommesse, poi arrivano club come il nostro che vogliono e possono investire sui giocatori che sono passati da lì. Andiamo a prendere giocatori che sono nel pieno e spingono al massimo per arrivare a livelli più alti”. 

In generale avete voluto dare un’impronta ancora più difensiva alla squadra, è così?

“L’anno scorso abbiamo dimostrato un’identità difensiva importante, dettata dall’impostazione che Magro ha dato alla squadra in base anche alle caratteristiche dei giocatori. Abbiamo cercato di amplificare questa impronta. In questa squadra poi ci sono tanti link, che possono fare la differenza: avere chi già trasmette valori e significati è un linguaggio comune che è sicuramente migliore di quello che io o il coach possiamo dire ai singoli giocatori”. 

E’ stata poi la volta del giocatore, che ha rilasciato alla stampa speranze e ambizioni. 

Tai, com’è stato il tuo primo impatto con Brescia?

“Non ho ancora avuto modo di visitare la città dato che abito a Gussago, ma ho già conosciuto le persone e le ho trovate molto calorose. E’ la mia prima volta in Italia e sono curioso di scoprirla”. 

Perchè hai scelto la Germani e quali sono i tuoi obiettivi stagionali?

“Brescia mi dà l’opportunità di giocare l’Eurocup, non conosco il campionato italiano, ma ho sentito parlare molto bene degli italiani e dell’ambiente che c’è. Voglio fare ciò che serve alla squadra. Sono reduce da due stagioni non proprio brillanti in Germania e quindi ho scelto Brescia anche perchè voglio vincere di più degli ultimi due anni”. 

Chi è Tai Odiase?

“Sono originario di Chicago, ho frequentato il College di Illinois Chicago. Ho iniziato a giocare a basket seriamente solo a 14 anni. Dopo l’Università ho giocato in Spagna, in Grecia dove ho avuto un infortunio con operazione alla gamba poi sono stato in J-League e in Germania a Oldenburg. Sono un tipo semplice, anche un po’ noioso, mi piace leggere, sono concentrato sul training camp, voglio visitare la città. I miei genitori sono di origine nigeriana, ho una fidanzata che mi raggiungerà a Brescia il prossimo mese”. 

Da Chicago arriva anche il capitano David Moss, com’è stato l’impatto con lui?

“Avere un capitano così importante sarà di grande impatto per tutti. E’ nato a 10-15 minuti da dove io sono nato e cresciuto, bello ritrovarlo qui, segno che il mondo del basket è anche molto piccolo”. 

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