QUANDO ALLA FINE ARRIVA IL DOLCE

Nell’ennesima partita “punto a punto” stavolta la Germani ha la meglio ed espugna Trieste di 1 punto, dopo un supplementare

Trieste. “Non puo’ piovere sempre”. Lo diceva il povero Brandon Lee (alias Eric Draven) nel film “Il Corvo”. Sono passati 28 anni, ma lo slogan è sempre attuale quando serve descrivere in poche parole un cambio di tendenza. E così, dopo una serie di partite perse nei finali punto a punto (6 su 12), la Germani riassapora il gusto di un successo che strappa le coronarie dal petto. A Trieste gli uomini di Magro esultano all’overtime, il terzo dopo quello con Scafati in campionato e Ulm in Eurocup, ed è la prima gioia stagionale in trasferta in Lba dopo quella appunto in Germania. Prendere due punti lontano da casa non è mai semplice per nessuno quindi è giusto bere tutto d’un fiato il dolce nettare senza pensarci su. Anche perchè martedì si torna già in campo per un altro match da non fallire (al PalaLeonessa arriva Venezia per il cammino europeo) quindi ci sarà poco tempo per assaporare il gusto. Anche se di cose che ancora non funzionano ce ne sono parecchie, a cominciare da una difesa troppo altalenante: i 27 punti subiti nel secondo quarto da una squadra che lotta per non retrocedere devono far riflettere. 

Cosa sarebbe la Germani senza l’insostituibile John Petrucelli?

In linea per la Coppa. Al PalaRubini (già, a noi piace chiamarlo così) matura la quarta vittoria in otto giornate di campionato, un 50% che l’esperienza insegna essere conditio sine qua non per restare in linea di galleggiamento verso la qualificazione alle Final 8 di Coppa Italia e dato che con questo turno si è già scavallata la metà del girone d’andata, un ko avrebbe avuto riflessi pesanti nella corsa al primo obiettivo stagionale. E’ la seconda vittoria di fila in Italia, come era già successo con Varese e Scafati tra seconda e terza giornata. 

CJ Massinburg ha segnato 5 punti, ma non è ancora su uno standard accettabile

Momenti clou. Da una partita che finisce con un punto di scarto dopo un supplementare si possono estrapolare una moltitudine di episodi. Ne scegliamo quattro, che sono poi quelli decisivi: la tripla di Petrucelli per il pareggio a 14” dal 40esimo, la stoppata di Gabriel su Spencer, 13” dopo il succitato episodio, che dà ancora una speranza a Brescia, la bomba di Cournooh (nella foto in evidenza il suo urlo liberatorio) per il sorpasso nell’overtime a -6”, l’ 1 su 2 di Bartley in lunetta quando Trieste poteva trascinare la gara al secondo supplementare. Che a sbagliare sia stato l’Mvp del match fa parte di quei misteri imperscrutabili di cui è fatto questo magnifico sport. 

David Reginald Cournooh infila la tripla del sorpasso quando alla fine del supplementare mancano solo 6” e il punteggio segna 89-88 per Trieste

Sull’altalena. Con i punti di Della Valle Petrucelli e Cournooh, gli assist di Adv, la difesa di John, i rimbalzi e qualche canestro chirurgico di Gabriel e gli “untouchables” di Cobbins, la Germani si prende tutto il malloppo in una gara dove era scappata nel primo quarto 11-18 per poi stare sempre sotto (anche di 9 sul 36-27 nel secondo quarto giocato molto male) fino al nuovo vantaggio arrivato solo in apertura di ultimo quarto con il 65-67 firmato da chi non ti aspetti, quel Massinburg che poi però è tornato subito sugli standard al di sotto del suo potenziale. Il resto è stato quello che vi abbiamo già descritto. Altalena di emozioni. Il che significa belle giocate, ma anche errori puerili. Quelli che vanno cancellati in vista di martedì quando arriverà una Venezia che sanguina per essere stata sconfitta a sorpresa in casa da Trento nell’altro anticipo di giornata e che avrà motivazioni extra, oltre alla primaria che è scavare il solco in Eurocup con la Germani potendola cacciare a -4. 

Nikola Akele cerca di farsi largo sotto canestro
Per la Germani quelli di Trieste sono due punti preziosissimi
E’ festa anche per i tifosi che hanno seguito la Germani

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