MAGRO: “PETRUCELLI NON RIENTRA PRIMA DI UN MESE. CERCHIAMO GIOCATORI IMPATTANTI, MA PER ORA PUNTIAMO SU CHI ABBIAMO”

“Abbiamo risorse e alternative per distribuire su altri i minuti di John. Napoli è squadra di tanto talento, ci può stare che Buscaglia pensasse di rimanere quando invece venne data a me la panchina, ma noi allenatori in campo non ci andiamo…”

Brescia. Alessandro Magro a due giorni dalla gara con Napoli parla di tutti i temi che gravitano in questo momento attorno alla Germani: dagli infortuni al mercato, alle questioni tecniche. 

“Sarà una partita importante – dice parlando del match con la Gevi -. Giochiamo nuovamente in casa dopo un po’ di gare giocate lontano da casa. Vogliamo continuare a scalare la classifica ed è importante poterlo fare davanti al nostro pubblico. Napoli è allenata da un tecnico che avete avuto il piacere di conoscere. Hanno realizzatori puri (Howard, Johnson, che non sappiamo se c’è, Stewart), il loro perno è Jacorey Williams che fece bene già a Trento. Corrono tanto il campo. Zerini poi lo ritrovo sempre con piacere, è un’anima difensiva insieme ad Uglietti e Zanotti che partono dalla panchina. Sono una squadra che lascia libero il  talento e anche questa sarà una chiave di lettura dove dovremo contenerli”. 

Che scorie ha lasciato Venezia oltre al brutto infortunio di Petrucelli?

“Veniamo da una partita dove il punteggio non ci ha sorriso e nella quale abbiamo perso un giocatore importante che non prima di un mese potrà tornare in squadra. John si aggiunge all’infortunato Caupain. La gara con Venezia ha mille ragioni per essere finita in quel modo, ma c’è stato lo spirito giusto per dare valore a ogni possesso. Difensivamente siamo riusciti a fare tante buone cose, il loro divario è stato scavato dopo i nostri errori. Potevamo perdere di 40 e invece non è successo. Senza Petrucelli, ci mancherà un terminale importante. Nei momenti difficili si possono cercare scuse oppure opportunità, con il mio staff vogliamo esplorare la seconda via. Per diversi giocatori ci sarà adesso la possibilità di stare di più in campo anche se dovessero commettere degli errori. L’infortunio di Petrucelli è stato scioccante per tutti, come è logico quando i compagni devono portare a braccia in spogliatoio uno con la loro stessa maglia. Dopo Venezia abbiamo fatto due allenamenti tra i migliori dell’ultimo periodo, è in questo momento che escono gli uomini. Dobbiamo essere una squadra che deve meritarsi la maglia che indossa e il sostegno del pubblico che viene a Palazzo. Sono curioso di vedere la reazione che avremo, facciamo comunque un bel lavoro e dovremo dare battaglia anche per chi non può essere in campo”. 

Con la proprietà avete fatto un punto sul mercato?

“Si, la proprietà è al nostro fianco, ci ha dato l’opportunità di muoverci, ma per ora più che prendere nuovi giocatori sentiamo la necessità di supportare chi c’è. Dovremo giocare almeno altre 33-34 partite, siamo a un terzo della stagione, dobbiamo avere velocità, ma non fretta. Dovremo essere tempestivi sui giocatori disponibili, è un mercato diverso da quello estivo. Abbiamo appeal perché giochiamo anche la Coppa, ma è diverso da quest’estate. Non abbiamo la frenesia di portare a Brescia chiunque sia. Marco è sempre vigile anche quando non c’è necessità, a maggior ragione ora che c’è la necessità di prendere due giocatori, ma non prendendo giocatori qualsiasi bensì il meglio disponibili per quello che ci serve dovendo giocare due gare a settimana”.

A “Basket Time 2.0” Massinburg è apparso molto umile e anche autocritico e ha detto che non solo non si sente chiuso da Della Valle, ma anche che Amedeo è il giocatore dal quale sta imparando di più. Quanto fanno piacere a un allenatore certe parole?

“Quando si parla di Cournooh, che ci sta dando tantissimo, non dobbiamo dimenticarci cosa ha fatto per arrivare a dove è adesso. E’ un classe ‘90, Massinburg è un 97, in ogni lavoro sette anni fanno una grande differenza. Per arrivare ad essere così pronto, David ha dovuto scendere in A2, andare in squadre dove non giocava. Non dico che Massinburg deve essere difeso a spada tratta dalla critiche, può darsi che sbagli delle scelte, ma come avrete notato anche in trasmissione è uno che sgrana sempre gli occhi perchè ha voglia di imparare, tante cose non le conosce. Nel colloquio individuale che abbiamo avuto, mi ha detto che si sente nel posto migliore in cui avrebbe potuto andare, ma anche che gli stiamo chiedendo cose che nessuno gli ha mai chiesto. Se prendiamo Caupain è un giocatore non si discute, ma è ovvio fare i paragoni con Mitrou Long. A Siena quando arrivò McCalleb si pensava subito a McIntyre. Massinburg adesso che abbiamo questi infortuni rientra nel discorso fatto prima sulle opportunità. Con Tortona rifiutò dei tiri, ma lui mi disse che voleva solo far giocare di più la squadra. E’ molto umile, a volte anche troppo. Sta provando ad aggiustare il fuoco, come si fa con la telecamera. Con gli infortuni, lui avrà ancora più minuti anche perchè è una persona su cui mi sento d’investire fortemente”. 

La priorità sul mercato è un play o un’ala piccola?

“La priorità è cercare più risorse possibili che facciano al nostro caso. Se troviamo un play impattante, possiamo andare con Cournooh o Massinburg da 3, se trovi un 3 puoi mettere anche Della Valle nel play. Cerchiamo giocatori più performanti possibile”. 

Come spartirai ora i minuti da 3 di Petrucelli?

“Già in fase di costruzione della squadra pensavamo che, essendoci nel nostro gioco un 3 che può giocare i pick nd roll, Massinburg poteva fare il anche quel ruolo così come Napoli fa con Steward. C’è anche Moss ora che sta bene, non mi è dispiaciuto il quintetto con Gabriel e Akele insieme. Dipende poi anche da chi ti accoppiano gli avversari. L’idea di giocare grandi c’è. Abbiamo diverse alternative”.

Anche se non lo ammetterà mai, Buscaglia ha voglia di rivincita anche perchè in cuor suo era convinto di meritare la conferma dopo aver salvato la squadra e invece Ferrari diede a te la panchina. Pensi che questi fattori possano influire in una partita?

“Credo che Maurizio prepari il match prima di tutto perchè loro hanno bisogno di una vittoria. Anche quando hanno perso, l’hanno fatto a due-tre possessi. Cercherà di metterci in difficoltà puntando sulle nostre assenze. Sarebbe anche umano se avesse voglia di far vedere che poteva rimanere a Brescia, ma noi allenatori in campo non ci andiamo e quindi ritengo comunque relativi questi aspetti”. 

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