MAGRO ESCLUSIVO: “IL MIO 2022 DA INCORNICIARE. MI SENTO BRESCIANO, QUI HO TUTTO PER CONTINUARE A MIGLIORARE”

Il coach della Germani fa il bilancio di fine anno con Bresciacanestro.com: “Era lecito avere dei dubbi su di me dato che non avevo mai fatto il capo allenatore. Non ho rivalse, ma sono felice che tutto sia andato come ci eravamo immaginati. Anche se l’eliminazione con Sassari ha lasciato tanto amaro in bocca”

Brescia. Alessandro Magro è sicuramente tra gli allenatori più apprezzati del campionato italiano, nonostante la giovane età. Il 2022 è stato un anno d’oro per il coach toscano che, da emergente in serie A, è diventato in pochi mesi vero e proprio punto di riferimento per la nuova generazione di allenatori, e non solo. Nell’anno della consacrazione, che gli è valso il prestigioso riconoscimento di miglior allenatore della stagione, Magro è stato messo alla prova da tante prime volte: prima volta da capo allenatore alle FinalEight di Coppa Italia, ai Playoff di Serie A e in Eurocup, e, da qualche mese, allenatore della Nazionale italiana under 20, con la quale ha già disputato l’Europeo di categoria in estate. Giunti alla fine di questo indimenticabile anno solare, gli abbiamo chiesto un bilancio del suo 2022 e di quello della Germani, rivivendo i momenti più belli, ma anche quelli più difficili e il coach della Germani ha accettato di rilasciare questa intervista in esclusiva a “Bresciacanestro.com”.

“Il bilancio del 2022 è assolutamente positivo. Dopo un periodo in cui dovevamo imparare a conoscerci – dice Magro – l’anno è iniziato bene:abbiamo continuato il filotto di vittorie, che ci ha permesso di battere il record societario approdando alle Final Eight di Coppa Italia dove abbiamo giocato una partita molto convincente contro Milano, nonostante la sconfitta. Da quella gara, abbiamo poi seguito la scia con grande fiducia, raggiungendo il terzo posto in classifica al termine della stagione regolare, qualificandoci per i Playoff. Ciò è stato possibile grazie alla grande condivisione con società e staff, e grazie alla fiducia concessa dal patron Mauro Ferrari. Sono orgoglioso di aver fatto crescere il senso di appartenenza a questi colori e il brand di Brescia, prima in Italia e ora in Europa. I giocatori sono cresciuti ed è stato bello vederne alcuni, come Mitrou-Long, spiccare il volo verso palcoscenici più importanti. La cosa importante, però, è essere ripartiti, in questa stagione, avendo negli occhi il ricordo di quello che abbiamo raggiunto a maggio. Ciò ci ha permesso di partecipare a una competizione europea di primo piano, passaggio fondamentale per la crescita di un club, e di avere grande appeal su giocatori, italiani e stranieri,molto forti. Il premio che ho ricevuto personalmente dalla Lega fa piacere, ma è fine a sé stesso: la più grande soddisfazione è vedere che, alla fine, nonostante le difficoltà, le cose sono andate come ci eravamo immaginati al momento della programmazione, come un puzzle che, piano piano, si compone”.

Qual è la prima immagine che le affiora alla mente, ripensando a questo 2022?

“Il coinvolgimento di tutti i giocatori, in ogni partita, ogni volta che mi sono girato verso la panchina, a dimostrazione della voglia che questo gruppo ha di costruire qualcosa di importante, insieme. Ogni vittoria, poi, è un ricordo positivo. Se devo sceglierne una,dico la vittoria in casa con Milano davanti a un PalaLeonessa gremito, contro la squadra che si sarebbe poi laureata campione d’Italia”. Sicuramente la fine della scorsa stagione ha lasciato tutti, me compreso, con l’amaro in bocca, ma la fotografia è quella di un gruppo che ha costruito un feeling unico tra tutte le sue parti”.

C’è un orgoglio personale nell’aver fatto cambiare idea a chi era scettico del suo arrivo a Brescia?

“Il fatto che inizialmente alcuni fossero scettici è anche lecito: non avevo mai fatto il capo allenatore in A1 e, giustamente, qualcuno riteneva che io non fossi in grado di allenare una squadra come Brescia. Non sento, però, una voglia di rivalsa. Sono una persona che mette tanta passione in quello che fa e ogni giorno cerco di essere la miglior versione possibile di me stesso. Ciononostante, non mi sento arrivato: so di dover continuare a crescere e migliorare e sono consapevole di aver commesso errori nella scorsa stagione e anche in quella in corso, ma nessuno è infallibile. Non dovevo dimostrare a nessuno che si sbagliava, ma solo dimostrare a me stesso il mio valore e al patron Ferrari che aveva fatto la scelta giusta scommettendo su di me”. 

A proposito, che rapporto ha con Mauro Ferrari?

“Gli sono e gli sarò sempre grato per l’opportunità che mi ha dato. Il legame che esiste tra noi rimarrà sempre, anche se un giorno le nostre strade dovessero dividersi. Il rapporto umano resterà per sempre. Ci tengo, però, a dirti che io e la mia famiglia stiamo molto bene a Brescia, mi sento un bresciano adottato. Anche alla luce di eventuali situazioni particolari in cui io venissi cercato altrove, la mia priorità è fare il bene della città restando in questo club. Ho un contratto fino a giugno 2024, se ci saranno i presupposti per continuare a crescere, non c’è altro posto migliore di questo per me.”

Cosa si aspetta dal 2023?

“Probabilmente non sono il miglior allenatore per una partenza sprint, ma credo che la squadra sia in un discreto momento, anche se continuiamo a subire infortuni e intoppi più o meno gravi. Stiamo diventando una squadra sempre più affidabile e siamo in corsa per tutti gli obiettivi stagionali: Final Eight, passaggio del turno in Eurocup e Playoff”. 

Come sta andando l’avventura con la Nazionale italiana under 20?

“Non mi aspettavo assolutamente la chiamata, ma è una cosa che mi riempie enormemente di orgoglio. Mi sento considerato uno degli allenatori della nuova generazione che può dare effettivamente il suo apporto, anche perché, da sempre, amo lavorare con i giovani. È bello pensare di essere, insieme a Pozzecco e ad altri, la nuova leva di allenatori che potrà dare il proprio contributo per qualcosa di davvero importante come la Nazionale italiana: mi sento parte di un grande gruppo”.