MAGRO: “ABBIAMO AVUTO UN CONFRONTO E CI SIAMO ALLENATI BENISSIMO, ORA PORTIAMO TUTTO IN CAMPO”

Il coach della Germani alla vigilia della gara con Ulm in Eurocuo, racconta come la squadra è pronta a reagire: “L’errore più grosso sarebbe cercare il colpevole lontano dalle proprie scarpe. Dobbiamo difendere con tagliafuori e aiutando il compagno che viene battuto”

San Zeno. Presentazione della partita con Ulm in conferenza stampa alla presenza anche dello sponsor Geiger. 

Ad aprire la chiacchierata è stato il direttore generale Marco De Benedetto: “La politica di ticketing di Pallacanestro Brescia è concorrenziale rispetto agli altri club di Eurocup, siamo orgogliosi di far parte di questa competizione, ora vogliamo premiare i nostri tifosi anche con prestazioni migliori rispetto alle ultime”. 

E’ stata poi la volta di Alessandro Magro:  “Anche grazie agli sponsor stiamo lavorando al meglio delle nostre possibilità, vogliamo onorare chi ci sostiene partita dopo partita. La mia responsabilità è far giocare la squadra con intensità e dedizione, la stessa degli sponsor e dei tifosi. Siamo consapevoli di non essere in linea con i risultati che ci siamo prefissati, dopo la sconfitta con Treviso c’è stato un confronto all’interno della squadra come è giusto sia in questi momenti. Sento la responsabilità di guidare questa squadra per farle mettere un’abnegazione ancora superiore a quanto visto finora. All’andata con Ulm vincemmo in modo entusiasmante dopo un supplementare, che agguantammo con un’ultima rimessa, quella che invece come ben sappiamo non ci ha detto bene contro Treviso”. 

Che squadra è Ulm?

“Ha due punti più di noi, ma abbiamo vinto all’andata quindi vogliamo raggiungerli e superarli con il 2-0. Rispetto all’altra partita contro di noi, hanno inserito Paul e Caboclo che hanno portato grande impatto e maggiore versatilità. Sono la seconda miglior squadra del girone per punti segnati e tiri da 3 realizzati. Klepeisz, Paul e Christen sono tre specialisti che sanno far male dalla lunga distanza. Nunez e Zugic hanno partecipato all’ultimo europeo Under 20 dove c’ero anche io con l’Italia. Mi aspetto una partita di applicazione difensiva importante per evitare le scorribande di Yago Dos Santos e Jallow in contropiede. Ulm gioca bene di penetra e scarica per poi tirare da 3, noi abbiamo dimostrato di avere lacune sugli uno contro uno e nel proteggere l’area, stiamo lavorando su quello per migliorare, per rispetto verso i tifosi e di chi ci mette nelle condizioni per lavorare al meglio. Mi aspetto tanta energia per raggiungere e superare Ulm in classifica. Gli ultimi due allenamenti dopo il confronto sono stati tra i migliori della stagione”. 

Com’è invece il morale?

“Il morale dopo la gara con Treviso non era certo il migliore possibile in squadra e anche per me. Non esiste allenatore che ci tenga a far bene a Brescia come il sottoscritto, anche per motivi che ben sapete ovvero personali. Dovevamo portare a casa la partita, se l’avessimo vinta avremmo avuto due punti in più che non avrebbero dato peso alla prestazione come invece ora tutti abbiamo dato. Se avremo l’intelligenza giusta per capire cosa non è andato, allora il confronto avuto, come ne abbiamo avuto uno l’anno scorso, sarà stato importante. Dopo questo confrontino il morale è tornato alto. Dobbiamo portare in partita quanto fatto negli allenamenti”. 

Quali sono i reali problemi di questa squadra? La sostanza sotto i tabelloni ? La gestione degli ultimi palloni?

“Quando le cose non vanno bene è perchè ci sono più problemi, offensivi e difensivi. A volte quando fai tante vittorie, alcuni passano anche per più bravi di quello che sono, ma può accadere anche il contrario. L’errore più grande è cercare scuse, il colpevole più lontano dalle proprie scarpe. Tutti dobbiamo pensare cosa possiamo fare di meglio per aiutare la squadra. Le squadre competitive sono quelle che difendono meglio, noi l’anno scorso abbiamo costruito così le nostre vittorie. Dobbiamo fare tagliafuori, aiutare il compagno quando viene battuto. Il break con Treviso è stato fatto in contropiede dopo ottime difese. Non mi piace giocare per forza al 24”, ma se uno non ha il tiro aperto bisogna continuare a condividere il pallone per arrivare ad avere dei vantaggio. Deve tirare il giocatore che è nelle migliori condizione, a prescindere dal nome che ha sulla maglia”. 

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