MAGRO: “NOI NON ABBIAMO UN DOS SANTOS. PAGHIAMO GLI INFORTUNI, MA CERTE SCONFITTE NON SONO COMUNQUE TOLLERABILI”

Dopo la sconfitta con Ulm, il coach della Germani fa un’analisi approfondita del momento di crisi: “Ci chiediamo sempre se abbiamo sbagliato alcuni giocatori, per me no. Taylor out perchè avevo bisogno di rotazioni più corte. Dobbiamo tornare a divertirci nel giocare insieme”

Brescia. Alessandro Magro (foto Vittoria Russo) si presenta in conferenza stampa per commentare la quarta sconfitta consecutiva, la quinta nelle ultime sei partite: il coach della Germani individua la chiave della partita nei penetra e scarica della squadra tedesca e prova a spiegare l’ennesimo black-out che Brescia ha subito nel secondo tempo. 

“Dopo l’ultima partita avevamo lavorato sulla nostra difesa e ci siamo focalizzati sulla protezione dell’area e la capacità di aiutare sui giocatori battuti: nel primo tempo abbiamo fatto un buon lavoro a mio avviso, nonostante i problemi a rimbalzo difensivo su cui dobbiamo lavorare. Finora siamo stati i migliori in Eurocup ma stasera abbiamo fatto fatica. Penso che la chiave della partita sia stato Dos Santos a giocare molto aggressivamente, ad attaccare con decisione e ad armare i tiratori: sono stati bravi a crearsi dei buoni tiri, abbiamo fatto un buon lavoro in transizione difensiva ma sui loro penetra e scarica ci hanno punito. Un altro problema è stata la loro fisicità, con delle buone difese che ci hanno forzato tante palle perse: troppe, per competere a questo livello. Nell’intervallo ho detto ai ragazzi che eravamo a +12 prima di tornare in un attimo solo a +3, e che dovevamo tornare in campo con decisione e condividendo la palla. Invece sono usciti un po’ impauriti. Dobbiamo ritrovare la fiducia e ritrovare il nostro ritmo migliore”.

Ancora una volta sembra che la luce si spenga e che le facce dei giocatori cambino all’improvvisocosa succede in questi momenti? Manca fiducia?

“Quando si scende in campo ci sono anche gli avversari, di buonissimo valore: abbiamo avuto due giorni per preparare la partita e lo abbiamo fatto con degli allenamenti intensi per lavorare su alcune cose. Le cose che non sono andate benissimo finora in stagione non si sposano bene con le caratteristiche degli avversari, in teoria nemmeno con Varese. Siamo ripartiti con la capacità di proteggere l’area e i giocatori battuti in uno contro uno e lo abbiamo fatto in maniera positiva. Abbiamo tenuto bene sul loro tiro da 2punti, ma quando l’allenatore avversario ha capito che dovevano tenere giocatori in campo come Christen e Paulhanno migliorato il loro gioco: siamo riusciti a togliere dalla partita Klepeisz mentre Dos Santos ci ha messo in difficoltà, con le sue grandi capacità di uno contro uno che ti portano a coprire l’area e scoprirti sull’esterno”.

“In questi momenti in cui gli altri segnano tanto il problema è avere fiducia – prosegue Magro – quando gli avversari hanno continuità non è facile rialzarsi. E’ giusto che la gente si aspetti una reazione, capisco anche che il momento è tale per cui superare certi “fantasmi” non è semplice e non li puoi togliere in un allenamento. In un timeout si sono viste le stesse facce un po’ scoraggiate che avete visto da fuori, segno che ora dobbiamo tornare a giocare insieme, passandoci il pallone e dobbiamo tornare a divertirci”.

Salta all’occhio il numero delle palle perse, maggiori rispetto agli assist: come ti spieghi queste difficoltà in attacco?

“Riguardo le palle perse volevamo andare più in profondo con i possessi, quando abbiamo provato a ribaltare il lato loro sono stati bravi a distruggerci qualsiasi opportunità. Non abbiamo un Dos Santos che batte il suo sistematicamente in uno contro uno, non abbiamo quelle caratteristiche: quando gli avversari ti distruggono tutte le situazioni di handoff, ribaltamenti ecc diventa difficile. In queste situazioni devi prenderti dei rischi e sono arrivate delle palle perse, poi ci sono stati dei tiri (ad esempio quelli di Amedeo) che normalmente entrano e stasera non sono entrati”.

Tu e Marco De Benedetto non vi siete mai chiesti se fosse stato commesso qualche errore in estate, sulla scelta dei giocatori?

“Con questa squadra non è comunque giustificabile ottenere alcune delle sconfitte ottenute: contro Ulm al completo è chiaro che c’è un avversario complesso. Gabriel stasera non ha fatto la sua miglior partita, Nikolic fatica ancora a trovare condizione, Cournooh che con ADV finora ha retto abbastanza la baracca, stasera era in difficoltà. CJ ha dimostrato le qualità che ha, deve imparare a trovare continuità nei doppi impegni: non è vero che abbiamo sbagliato i giocatori, anche se queste domande ce le facciamo sempre”.

“Mi faccio sempre la domanda se ho sbagliato un giocatore, un cambio o varie situazioni. Le scelte all’inizio sono state pensate con giocatori da quintetto che ora non ci sono: avevamo pensato ad un play come Caupain e un giocatore da due metà campo come John. Durante la stagione ripensare questi equilibri non è facile. La scelta su Taylor, ovvero non farlo giocare, è stato perché lo avevo visto in difficoltà e stasera avevo bisogno di rotazioni più corte, con giocatori con meno minuti”.

Nel primo tempo Odiase ha dato tanto con il gioco interno, si poteva cavalcare un po’ di più nel resto della partita? 

“Ha tirato 11 volte ma soprattutto su pick and roll. Nella partita con Treviso non ha pagato, stasera in situazioni non di isolamento spalle a canestro ha trovato la capacità di segnare: ma stasera, per esempio, Moss attacca Dos Santos e invece di far sentire la differenza fisica in post tira cadendo indietro. Sono momenti in cui si fa fatica a leggere le situazioni. Queste sono cose che fanno la differenza. Odiase è un giocatore bravo quando innescato dentro l’area e stasera ha fatto bene: se vogliamo trovare un aspetto positivo è la sua prestazione”.

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