LA GERMANI SCOPRE LA PAURA

A Varese finisce sotto anche di 17, prova una disperata rimonta, ma deve inchinarsi alla quinta sconfitta consecutiva, quarta di fila in campionato. La classifica piange

Varese. Forse il tempo darà ragione a Kenny Gabriel, che chiede pazienza perchè siamo solo all’inizio del girone di ritorno. Forse l’onestà intellettuale premierà Alessandro Magro, che chiede di giudicare questa squadra quando finalmente sarà al completo, ma è preoccupante dover prendere atto – come dice lo stesso coach – che una squadra costruita per entrare nelle prime quattro a fine gennaio si deve porre come obiettivo la salvezza. Lo stesso di un anno fa all’inizio, quando il progetto era chiaramente embrionale e ci poteva stare l’obiettivo minimo.

La partita di Varese mette in evidenza ancora una volta la fragilità di una Germani che gioca un buon primo quarto e un più che buono ultimo parziale, ma in mezzo tutto il pessimo che questa squadra sa produrre. Sono quei mini parziali che fanno male, malissimo: dal 6-14 costruito con una difesa intensa al 15-16 del mini intervallo. Dal 20-27 del 13’ al 44-38 dell’intervallo lungo. Dal 60-43 (massimo svantaggio del match) al 76-70 a -2’ e 19” dalla fine per poi sfaldarsi definitivamente. Sono gli up and down di una squadra in crisi di identità, alla quinta sconfitta consecutiva (quarta di fila in Lba), sesta nelle ultime sette tra campionato ed Eurocup. Che adesso trema nel guardarsi alle spalle perchè mai avrebbe pensato di dover scacciare la parola A2 dalla propria mente. Tranne un inizio un po’ così, l’Openjobmetis vince con le armi che si sapevano ha: corsa, assist (7 in più di Brescia) e tiro da 3 punti (13-35). E vince con 8 giocatori (compresi Caruso e Giovanni De Nicolao, non proprio due fuoriclasse…). Mentre alla Germani non basta averne tesserati 14 per contrastare infortuni, doppio impegno e… alibi.