QUEL 9 GIUGNO 2016 A SCAFATI: IL RICORDO DI UN’IMPRESA CHE SI FA AUSPICIO PER DOMENICA

Brescia, allora sponsorizzata Centrale del Latte, vinse la gara 5 della semifinale play off di A2 in un clima infuocato, ma anche con 500 tifosi bresciani al seguito. Stavolta la Germani si gioca i play off scudetto mentre i campani la salvezza

Brescia. Quel giovedì 9 giugno 2016 a Scafati faceva un caldo infernale. In realtà, a ripensarci oggi, era un mix di caldo e freddo insieme perchè giocarsi l’approdo alla finale play off di A2, che avrebbe messo in palio per Brescia il ritorno (che poi si concretizzò) nel massimo campionato dopo averlo abbandonato 28 anni prima, procurava brividi gelati. Una passeggiata al mattino tra i meravigliosi scavi di Pompei aveva solo in parte contribuito ad attenuare la tensione.

Sette anni fa. La Centrale del latte Brescia aveva già visto in faccia la morte (cestistica). Aveva perso le prime due gare al PalaMangano e aveva rimesso in sesto la serie non senza fatica, tenendo il fattore campo al PalaGeorge di Montichiari anche grazie ad errori ed omissioni della Givova (Patrick Baldassare in gara 4 sciupò dalla lunetta il colpo del ko). 2-2 e tutto da decidere in quella gara 5 che sarebbe diventata iconica. Il tifo bresciano aveva risposto in modo commovente: chi in pullman (ben quattro messi a disposizione gratuitamente da società e title sponsor), chi in aereo, chi in auto, chi in treno, erano circa 500 i bresciani che si erano sobbarcati 800 km per essere presenti nella curva ospiti quando alle 21 Ciaglia, Perciavalle e Borgo diedero il via al grande match. Un esodo senza precedenti per il basket, anche e soprattutto considerando la distanza. Alla vigilia coach Andrea Diana aveva detto: “Adesso ci aspetta la sfida più importante della serie, quella che aprirebbe le porte ad una finale storica. Al termine di gara due ero convinto che la serie fosse aperta e siamo stati bravissimi a riaprirla con due vittorie sul campo amico. Ora per la quinta volta in questi playoff giocheremo una partita da dentro fuori e questo per noi sarà un vantaggio, perché sappiamo come affrontarla da un punto di vista mentale. Il calore dei tantissimi tifosi che ci seguiranno in terra campana ci darà ulteriore spinta e carica per affrontare la partita. Giocheremo in un frastuono incredibile e questo deve diventare musica per le nostre orecchie, dovremo tenere alta la concentrazione… Dovremo ‘solamente’ giocare a pallacanestro”. E così fu.

Il match. Punteggio basso, nervi testi: 15-16 dopo 10′ con l’asse Fernandez-Cittadini ad esaltarsi nei pick and roll ed Hollis a produrre punti. Crow (ex di turno insieme a Loschi) firma il primo tentativo di mini fuga (30-26), ma la Leonessa ruggisce e ancora con il duo Fernandez-Cittadini (16 punti e 8 rimbalzi a fine gara per il pivot) va all’intervallo lungo avanti 30-36. Il terzo quarto è quello in cui si ribalta l’inerzia e una Givova estremamente determinata con Portannese, Baldassare e il duo americano Simmons-Mayo va al riposo del 30′ avanti 57-54. Il PalaMangano è una bolgia, ma anche il tifo bresciano è incessante. In apertura di ultimo quarto Crow firma il massimo vantaggio interno (59-54), ma nel momento più delicato esce l’esperienza di un giocatore come Moss (15 punti al 40′), preso apposta a marzo per dare un quid in più alla squadra che con Holmes non era sufficientemente performante. Anche l’attitudine a giocare partite di questo tipo di Bruttini fa la differenza. La Centrale del latte rientra in partita e mette il naso avanti: 59-60, 61-65 a 4′ e 14″ dalla fine con Alibegovic (13 punti alla fine) e 63-69 di nuovo con Fernandez a – 1’e 58″. La torcida bresciana capisce che ce la si può davvero fare e infatti il vantaggio viene conservato fino alla fine quando il tabellone dice 69-74. Festa, gioia, tripudio. E finalissima, che sarà poi altrettanto esaltante e gioiosa con la Fortitudo Bologna.

Sei anni e undici mesi dopo, domenica alle 18 al PalaMangano andrà di nuovo in scena un decisivo match tra Scafati e Brescia. Stavolta i campani si giocano la salvezza, i bresciani i play off scudetto. Ma il fascino resta intatto. E la sfida si rinnova. Tra voglia di rivincita e bisogno di conferme.