MAURO FERRARI: “IL POSTO GIUSTO DI PETRUCELLI E’ A BRESCIA. CON GABRIEL, BURNELL E BILAN AREA BEN PRESIDIATA. DAL BASKET TROPPI SOLDI AI PROCURATORI”

Ospite a “Basket Time 2.0”, l’ad di Germani Spa ha toccato numerosi temi, contestando tra il resto il modus operandi dei personaggi che gestiscono i giocatori: “Le società faticano e falliscono, ma loro hanno sempre il 10%. Cosa fanno per meritarlo?”. E su John dice: “Dovrebbe avere un filo di riconoscenza sui tempi nei confronti con la nostra società”

Brescia. Ospite della trasmissione “Basket time 2.0” andata in onda su Well Tv, sui canali Facebook di Bresciacanestro e di Cristiano Tognoli e sulla pagina YouTube di Cristiano Tognoli, l’ad di Germani Spa Mauro Ferrari ha parlato della Germani 2023-2024 e di tanto altro.

Per quanto riguarda il roster della Germani, che novità ci sono?

“Kenny Gabriel è confermato sta al suo posto, è molto legato a Brescia, è importante per il nostro progetto, Magro lo ha appena sentito ed ha voglia di tornare e lavorare. Potrebbe essere anche il capitano, lui o ADV valuterà il coach. E’ un personaggio che dà carica e fa gruppo. Con lui, Burnell e Bilan la nostra area sarà sempre ben presidiata. Il resto della formazione della squadra dipende dalla decisione che prenderà John, se vuole far parte ancora di questo progetto, la sua scelta sposta tutti gli equilibri, dovrebbe avere un filo di riconoscenza sui tempi nei confronti della nostra società, così si potrà procedere con la costruzione della squadra. Il posto giusto di Petrucelli è Brescia”.

Nei giorni scorsi si è associato alla Germani anche il nome di J.P. Macura in uscita da Tortona. C’è una possibilità che possa venire a Brescia?

“Macura è un ottimo giocatore, non ci è mai stato offerto, ma nel suo ruolo siamo già coperti”.

Si hanno notizie sulla Supercoppa?

“Lunedì 11 Luglio, in occasione della riunione della Lega, si saprà dove si giocherà, noi abbiamo presentato tutte le carte richieste, sono confermati gli accoppiamenti Brescia contro Tortona, Milano contro Bologna, ma non ancora la sede dell’evento anche se Brescia, devo dire, ha tutte le carte in regola per poterlo essere- capitale della cultura, vincitrice della Coppa Italia…, abbiamo parlato con la sindaca Laura Castelletti che si è resa disponibile alla partecipazione della città a questo progetto”.

Quanto siete orgogliosi di aver dato questo impulso alla pallacanestro bresciana?

“Il lavoro fatto da Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti sta portando risultati alla provincia, fa bene perché il basket è uno sport sano e pulito. Bisogna anche ringraziare gli sponsor che rendono tutto questo possibile”.

Parlando di playmaker, che è il ruolo importantissimo da definire ancora nel roster di quest’anno, un play come Christon, anch’egli uscito da Tortona, potrebbe essere interessante?

“Se sbagliamo la scelta del playmaker mandiamo in fumo tutto quello fatto fino adesso; bisognerà prendere un atleta che abbia le caratteristiche adatte alla squadra, è una scelta fondamentale, non abbiamo nessuno nel mirino, ci stiamo andando cauti e senza fretta per non vanificare tutti gli sforzi fatti. Cinciarini è sul mercato, sono certo che verrebbe a Brescia volentieri, ma non so se si incastrerebbe con la squadra, comunque dipende sempre dalla scelta che farà John”.

Nel 2016 lei entra nel basket, perché questa scelta?

“La squadra a quel punto era in serie A, però c’erano troppi costi da sostenere, e Graziella Bragaglio mi chiama per sponsorizzare tramite Franco Dusina, il presidente della Centrale del latte che allora era il title sponsor della squadra e che ha fatto da filo di unione. Le comunico il budget e quello che posso offrire, e lei, nonostante ci fosse un’altra offerta superiore , accetta la mia proposta perché, mi disse, aveva visitato la mia azienda dalla quale era stata molto ben impressionata e per questo aveva proprio pensato che fosse la realtà giusta per rappresentare il club. Insieme a Graziella abbiamo deciso di portare la pallacanestro ad un certo livello. Non mi sono mai pentito di quello che ho fatto, il basket è fantastico, ma ci sono delle situazioni che vanno migliorate. Una figura che sopporto a mala pena e con cui ho poco dialogo è quella del procuratore perché guadagna sempre, ci sono società che saltano, cambia tutto il sistema, ma loro hanno sempre il 10%. Quella quota non devo pagarla io imprenditore presidente, già mi fanno tribolare da pazzi in più devo anche pagarli? La loro percentuale è una cosa folle, sarebbe sufficiente il 2,5-3%, anche perché non fanno nulla tutto l’anno, il procuratore fa zero, non segue niente e diventa pesante in una gestione perché quel denaro potrebbe essere utilizzato per i giocatori o per soffrire meno con la gestione societaria”.