CHRISTON: “SONO UN LEADER A CUI PIACE VINCERE. IN CAMPO MI PENSO COME IL SECONDO ALLENATORE”

Si autodefinisce la nuova point guard della Germani e mette subito in chiaro le ambizioni per la stagione: “Amo competere. La scelta di Brescia è stata naturale già dopo la prima chiacchierata con Magro”

San Zeno Naviglio. Nella sede operativa della Germani Pallacanestro Brescia, questo lunedì pomeriggio la conferenza di presentazione ufficiale dell’ultimo (in ordine di tempo) importante acquisto della Germani Pallacanestro Brescia: Semaj Christon, unitosi alla squadra solo giovedì scorso dopo essersi sottoposto alle visite mediche di rito. Già conosciuto in Italia, a Tortona l’anno scorso e a Pesaro otto anni fa, il playmaker di Cincinnati coglie subito l’occasione di far sapere ciò che più gli piace ovvero vincere.

“Sono arrivato da pochi giorni e quindi devo ancora ambientarmi anche se mi sto già divertendo molto; finora tutto bene sia con il coaching staff che con i miei compagni di squadra che sono già al lavoro da una decina di giorni in più rispetto a me per cui l’obiettivo è cercare di entrare in condizione in fretta per poter essere presto utile”.

Un primo piano di Semaj Christon (foto di Gianluca Checchi/Ciamillo-Castoria)

Brescia quest’anno ha similitudini con Tortona l’anno scorso: una squadra molto forte senza coppe. Cosa ne pensi?

“Con una gara alla settimana abbiamo il tempo di concentrarci e preparare la gara. Penso che faremo molto bene. Siamo un grande gruppo e pronti a giocarcela con tutti”.

Leadership, playmaking, creator, combo-guard: qual’è il termine che meglio ti identifica?

“Sono una point-guard, un leader e un vincente, cerco sempre di servire i compagni e di seguire le indicazioni del coach. Il mio obiettivo è quello di essere il “secondo allenatore”, intendo dire quello che va in campo per aiutare il coach a fare tutto bene e mettere in pratica quello su cui lavoriamo durante la settimana”.

Cosa ci puoi raccontare della tua esperienza in Spagna quando giocavi al Baskonia?

“L’esperienza è stata grandiosa, Covid a parte: ho potuto giocare e condividere il campo con compagni di squadra e avversari molto forti sia in campionato che in Eurolega. E’ stata un’esperienza importante per la mia ulteriore crescita”.

In Spagna hai potuto conoscere Achille Polonara. Ci puoi dare un tuo punto di vista su di lui?

“E’ un grande giocatore e una grande persona, indubbiamente. Lo ritroverò volentieri in campo da avversario quest’anno. Quando si gioca e si compete, io voglio vincere. Ritroverò ancora anche Toko Shenghelia, altro mio ex compagno di squadra e sarà bello competere con tutti questi campioni”.

Sei stato l’ultimo acquisto del mercato estivo. Come sei arrivato a Brescia?

“In realtà la decisione non è stata speciale nel senso che avevo già fatto una chiacchierata con coach Magro e mi è bastata per scegliere. Ho parlato anche con altri compagni che conoscevo già come Jason Burnell, mi sono confrontato anche con loro prima di decidere. Il mio arrivo a Brescia è però la conseguenza di quella prima chiacchierata con l’allenatore”.

Qual è la tua prima impressione del coaching staff e del team? Hai già visitato la città?

“La prima impressione è molto buona, ci stiamo conoscendo e stiamo lavorando molto duro. Sono molto contento per questo. Lo staff tecnico è un grande gruppo che sta lavorando sodo per farmi imparare velocemente il sistema di gioco. La città non sono ancora riuscito a vederla perché finora mi sono allenato tanto, ma troverò sicuramente il tempo di visitarla”.

Hai giocato in diversi Paesi: Israele, Francia, Turchia, Spagna e Italia. Cosa ti piace di più della pallacanestro italiana rispetto al resto d’Europa o del mondo in cui sei andato?

“Forse lo stile di gioco, che in Italia si confà al mio modo di giocare”.

Pesaro è stata la tua prima esperienza in Italia. La prima partita di campionato sarà proprio contro Pesaro. Quanto è cambiato Semaj Christon e quanto è cresciuto dall’esperienza pesarese di otto anni fa?

“Sono cresciuto molto da quel giocatore a Pesaro in cui non conoscevo bene il tipo di gioco, ho acquisito ovviamente una maggiore esperienza. Spero di vincere contro Pesaro naturalmente”.

A Pesaro avevi l’8, a Tortona e ora a Brescia lo 0: la scelta del numero ha per te un significato particolare ?

“Non c’è un motivo speciale. In realtà il numero mi è capitato quando sono arrivato appunto alla mia prima esperienza in Italia e poi l’ho cambiato, ma senza un motivo in particolare”.