MOSS ESCLUSIVO: “VI RACCONTO TUTTO DEI MIEI PRIMI 40 ANNI TRA BASKET E VITA VISSUTA”

Questo sabato compleanno speciale per l’ex capitano della Germani che ha abbandonato il gioco per entrare nello staff di Magro e si confessa a Bresciacanestro.com: “Sono eccitato dalla mia nuova avventura. Aver chiuso con la Coppa Italia a Brescia è stato il massimo. Mi mancherà l’Eurolega. Ho preso appunti da tutti gli allenatori. Ho avuto inizialmente una vita difficile poi ho incontrato il mio amore, la palla a spicchi. Mi sento fortunato per avere mio figlio e mia mamma ancora con me. Ora che non giocherò più, capirò chi mi vuole bene davvero”

Brescia. Tanti auguri, David Moss. Questo sabato 9 settembre uno dei giocatori più iconici del basket italiano, e più amati dai tifosi bresciani, compie 40 anni. E’ un compleanno speciale perchè adesso il suo ruolo è cambiato. Non più giocatore bensì componente dello staff tecnico di Alessandro Magro. Per l’occasione ha accettato di raccontarsi in esclusiva con Bresciacanestro.com e l’ha fatto per la prima volta da quando ha deciso di passare dal campo alla panchina.

Auguri David. Come vivi questo compleanno?

“Eh (sorride, ndr). C’è qualcosa di nuovo nella mia vita. E’ un qualcosa di bello, molto bello. Una nuova pagina del percorso”. 

Come ti trovi nello staff di coach Magro?

“E’ una cosa nuova, diversa. Sto cercando di capire, di imparare. Per adesso è tutto bellissimo. Ringrazio della possibilità che mi è stata data per continuare a vivere da vicino il mio grande amore ovvero il basket, l’amore della mia vita. Posso inoltre star vicino anche a ragazzi che ho conosciuto bene in questi anni e pure questo è bellissimo”. 

(David Moss di spalle segue l’allenamento pronto a dare anche lui qualche consiglio)

Quanto è stato difficile dover dire basta con il basket giocato?

“In realtà non è stato così difficile come potete pensare. Negli ultimi anni ci stavo già pensando. Certo nel mio mondo perfetto avrei giocato fino a 50 anni… Non è possibile quindi cosa posso fare? Inoltre sono americano, non ho passaporto italiano e quindi era giusto iniziare a scrivere una nuova pagina della mia vita”. 

Cosa ti sta piacendo maggiormente del tuo nuovo ruolo?

“E’ una sfida che voglio vincere. Mi piace trasmettere ai giocatori l’energia, la mentalità, il desiderio di stare in campo. E poi dare loro anche qualche consiglio sull’extra campo e il post allenamento”. 

Per arrivare fino a 40 anni come successo a te?

“Io ho avuto il piacere e la fortuna di poter giocare a lungo. Tra Siena, Milano e Brescia ho anche vinto tanto. Anche se non mi piace guardare troppo indietro, tengo tanti momenti belli nel mio cuore”. 

(Moss nel ruolo di allenatore, con il suo ormai inseparabile i-pad, insieme a Petrucelli)

C’è un trofeo più di altri che non dimenticherai mai?

“Beh, aver chiuso la mia carriera da giocatore vincendo la Coppa Italia con la Germani è stato il massimo. Anche perchè qui non era mai stato vinto nulla di così importante e resterà per sempre nella storia. Mi mancherà l’Eurolega, quello sì. Ci ho giocato per cinque anni e sono stati momenti fantastici. Il livello che c’è in quella competizione è qualcosa di unico. Ogni partita un’intensità pazzesca”. 

Ti senti fortunato per quello che ti ha dato la vita?

“Nel basket sì, anche se ho dovuto lavorare tanto per conquistare vittorie, campionati e trofei. Da bambino e ragazzino ho vissuto momenti non facili, lo sapete, ve l’avevo già raccontato in un’altra intervista. Oggi però sì, mi sento anche un uomo fortunato per avere al mio fianco Mattia, mio figlio, e avere ancora nella mia vita la mia mamma”. 

Se un giorno deciderai di diventare capo allenatore, a chi ti ispirerai?

“Ne ho avuti di bravi e meno bravi. Ora lavoro con uno staff del quale ho molto rispetto. In Italia ho preso nota un po’ da tutti. Mi piace però citare il mio allenatore del liceo negli Usa e quello al College: il primo sapeva entrare in connessione con i giocatori e da lui ho preso sicuramente ispirazione perchè è fondamentale saper creare relazioni, il secondo urlava tanto, troppo, io non urlerò mai così, ma era bravissimo sul piano tecnico-tattico”. 

Che uomo è stato David Moss nei suoi primi 40 anni?

“Ho reagito a un inizio di vita difficile, ho commesso anche io degli errori, non sono certo stato perfetto, ma ho sempre dato tutto me stesso in ogni cosa che ho fatto. Spero tra altri 40 anni di poter dire lo stesso, di sicuro voglio continuare a vivere con passione e intensità tutto quello che farò ogni giorno. Adesso penso a crescere bene mio figlio e sono molto eccitato dal nuovo ruolo che ho nel basket”. 

Ora che non giocherai più come pensi che si comporterà la gente nei tuoi confronti?

“Capirò davvero chi mi vuole bene e chi mi stava vicino solo perchè ero un giocatore famoso”. 

Moss con la Coppa Italia vinta a febbraio dalla Germani