BURNELL: “IO, GIOCATORE BIDIMENSIONALE IN UNA FAMIGLIA DI BASKETTARI. NASCE DA LI’ IL MIO ESSERE COSI’ COMPETITIVO”

L’ala della Germani si è raccontato a “Basket Time 2.0”: “Difesa o attacco per me non fa molto differenza, basta vincere. Per raggiungere gli obiettivi mi aiuta anche un mental coach, ma prima di tutto ci sono mio padre allenatore e la mia ragazza che gioca in Grecia. Non guardo i numeri che produco, ma al risultato di squadra. Ho visto tutta la partita di Napoli con Milano: hanno giocato molto bene, dovremo stare molto attenti, ma l’Olimpia non aveva energia”

Brescia. Ospite ieri sera di “Basket Time 2.0, ” la trasmissione del mercoledì sera in onda su Well Tv (canale 176 del digitale terrestre e in streaming su www.weeltv.eu) sulle pagine di Facebook di Bresciacanestro e di Cristiano Tognoli e sul canale YouTube di Cristiano Tognoli, Jason Burnell ha raccontato il suo forte legame con il basket fin da bambino, il suo rapporto con la fidanzata miglior amica e sostenitrice e ha ovviamente parlato del momento che sta vivendo la Germani.

La notizia di questi giorni che ha sconvolto il mondo del basket è il tumore che ha colpito Achille Polonara, un giocatore contro cui hai giocato contro in Supercoppa poco tempo fa, vuoi mandargli un messaggio?

“Faccio gli auguri e in bocca al lupo ad Achille, è un gran giocatore, uomo di squadra, quando succede una cosa così c’è solo da essere tristi e fa male anche ai compagni di squadra, è come un fratello perché alla fine la squadra è una seconda famiglia, gli auguro il meglio”.

Quanto è stata sorprendente, se è lo stata, questa Germani nel punteggio contro Treviso?

“Battere di 30 punti tutti sarà un’impresa, ma quando giochiamo ad un livello alto come sabato sarà difficile che ci battano, dobbiamo tenere questo livello. Abbiamo giocato anche contro ex compagni che ti conoscono e sanno come giochi e risulta un po’ più difficile prendere il largo poi di fatto non lo è stato”.

In pre-season il coach Magro non aveva quasi mai chiamato timeout per abituarvi all’autogestione, questo aumenta anche le vostre responsabilità?

“Il coach si fida di noi e ha grande fiducia nei nostri mezzi e nelle nostre capacità, se dovesse continuare a chiamare time-out vorrebbe dire che in campo c’è qualcosa che non va e non stiamo andando bene, questo è il suo scopo: darci fiducia e noi dobbiamo essere responsabili”.

Domenica arriva Napoli, buonissima squadra…

“Napoli vince contro Milano quindi è una squadra forte, ma è troppo presto per pensare che sia veramente così forte”.

Cosa pensi dei tuoi numeri in queste prime due giornate: hai avuto una valutazione di 5 con Pesaro e 18 con Treviso…

“Con i numeri non voglio avere nulla a che fare, so di aver fatto due buone prestazioni, sono abbastanza sereno, quando vinciamo per me va bene e i numeri non li guardo”.

Che tipo di giocatore ti senti: più un difensore, eccitato per una palla recuperata e/o un rimbalzo conquistato, o senti il bisogno di fare punti ?

“Sono bidimensionale, posso fare bene sia in attacco che in difesa, però mi piace vincere e quando lo facciamo io sono a posto così”.

Questa tua forza ed energia, l’essere così performante, dove ti nasce? E quando hai qualche giornata con le batterie un po’ scariche come fai?

“Mio papà era allenatore quindi ho sempre vissuto il basket da vicino, la pallacanestro era il mio pane quotidiano, senso di competizione e portare sempre questa energia in campo, senso del lavoro e applicarsi, cercare sempre di fare meglio e vincere soprattutto. Quando capisco che non è la giornata giusta lavoro molto sulla mentalità, sulla testa e sulla meditazione, cerco sempre di togliermi dalla fase negativa. E’ circa da 7 mesi che ho un mental coach, lo conoscevo già in America, ma l’ho incontrato a Brindisi. Penso che sia una figura importante per un giocatore”.

Sei riuscito a vedere qualcosa della partita tra Napoli e Milano? Che indicazioni ne hai tratto?

“Si, ho visto tutta la partita. Napoli è una squadra pericolosa al tiro, quindi dovremo stare molto attenti, Milano aveva energia a zero poi ha sbagliato molti tiri aperti rispetto a Napoli. Napoli è una squadra che gioca molto insieme, si trovano bene nelle dinamiche di gioco”.

Avevi fatto molto “male” a Brescia nelle partite di playoff con Sassari del maggio 2022, cosa ricordi di quei giorni? Rivedendo certe immagini, prendevi rimbalzi impossibili…

“Mi ricordo che Brescia ci aveva battuto due volte in campionato quindi nei playoff volevamo assolutamente vincere, personalmente nelle gare di campionato contro Brescia non ero stato al top quindi volevo riscattarmi. Per prendere dei buoni rimbalzi ci vuole voglia di andare a prenderselo, tempismo e istinto”.

Raccontaci qualcosa della tua fidanzata, che è anche una giocatrice…

“Attualmente gioca in Grecia nel ruolo di 4 e 5 , giocando a basket anche lei mi capisce, comprende i miei stati d’animo, è anche la mia migliore amica, che mi ha supportato quando ho avuto un periodo brutto a Sassari”.

In campo sei uno che incute timore, fuori che tipo di persona sei?

“L’impressione che suscito in campo è di una persona che si prende troppo sul serio, in realtà fuori sono l’opposto e mi piace molto scherzare”.

Come ti trovi qui a Brescia?

“Mi trovo molto bene, con i miei compagni siamo molto uniti, mi piace stare qui”.