IL DOPPIO EX FOSSATI: “LE MIE CHIAVI TATTICHE DI GERMANI-GEVI”. E INTANTO SI VA VERSO IL SOLD OUT

Ha giocato a Brescia e Napoli e nella città della Leonessa, dove risiede, ha anche allenato. Reduce dall’esperienza a Bologna come mental coach nello staff di Scariolo, inquadra la gara di domenica: “Evitare gli isolamenti di Owens con Bilan. Magro ha tante armi per vincere una partita che promette spettacolo”

Brescia. Più passano i giorni e più cresce l’attesa per Germani Brescia-Gevi Napoli (domenica ore 17 al PalaLeonessa A2A), il match che metterà di fronte due squadre ancora a punteggio pieno dopo due giornate e che stanno giocando anche un bel basket (i partenopei l’hanno messo in scena sia a Sassari che con Milano, Brescia più a Treviso che con Pesaro). Per inquadrare meglio questa partita che “promette” un sold out (alle 16 di questo giovedì erano disponibili ancora solo 1203 posti sui 5200 totali), il doppio ex Fabio Fossati (quattro campionati da giocatore e tre da allenatore sotto il Cidneo, una stagione in campo e una da tecnico nel femminile sotto il Vesuvio) reduce dall’esperienza come mental coach alla Segafredo Bologna nello staff di Scariolo, anticipa i temi della partita per Bresciacanestro.com con la consueta lucidità a preparazione.

Sotto canestro potrà essere un problema per Bilan avere a che fare con un lungo dinamico come Owens?

“Di certo non bisognerà lasciare che il napoletano vada in isolamento e in uno contro uno con il centro croato di Brescia. Serviranno molti aiuti da parte dei compagni di squadra, ma visto come gioca la Germani non credo mancheranno”.

Per il resto che partita può uscire?

“Napoli ha avuto un rendimento incredibile in queste prime due giornate con Sassari e Milano, due squadre che però non mi sembrano messe benissimo per una serie di motivi. Brava la Gevi ad approfittarne, domenica però è attesa a una prova del nove”.

Anche la Germani…

“Con tutto il rispetto per Napoli, Brescia non è in queste partite che deve dimostrare di poter stare nei piani alti mentre la Gevi sì. Non ha un roster sulla carta da primi posti, Brescia si. Certo se Napoli vincesse al PalaLeonessa, manderebbe un messaggio importante a tutto il campionato…”.

Squadre molto diverse tra loro?

“Quantomeno non simili. C’è grande curiosità attorno a Milicic, al debutto nel campionato italiano. Un conto è far bene in Polonia, un altro in Italia. Magro, che pur in Polonia ha allenato, è già stato miglior allenatore della Lba e ha vinto la Coppa Italia. Quel che è certo è che il basket di Milicic è molto interessante… Se perde a Brescia non è un ridimensionamento”.

Quando si capirà a cosa può davvero ambire la Germani?

“Più avanti. A Treviso ho visto una squadra perfetta. Bisogna capire quanto ci ha messo la Nutribullet, ma i meriti della Germani sono stati tanti altrimenti non vinci su un campo così di ben 29 punti. Ho visto una squadra capace di difendere bene e di trovare canestri con grande facilità. Entra Della Valle e segna. Entra Massinburg e segna. Christon ha una grande leadership e poi c’è Bilan, un centro che a Brescia aspettavamo da non so quanto. Era passato Ristic e credo non sia stato capito, ora stiamo vedendo che tipo di giocatore sia… Ma c’è un tempo per tutto e quello di Ristic alla Germani evidentemente non era il tempo giusto”.

A Napoli sta tornando l’entusiasmo per il basket…

“Io ho giocato al vecchio PalArgento, quello che conteneva 12 mila persone ed era da brividi. Nei punto a punto non perdevamo mai grazie al nostro pubblico. Anche la squadra di Milicic starà percependo l’entusiasmo che si sviluppa in città, ma Brescia ormai è terra di basket e domenica ci sarà un PalaLeonessa calorosissimo. Spero di riuscire a venire a vedere una partita che promette spettacolo”.

(Fabio Fossati quando giocava con la Pinti Inox Brescia)