RUTILANTI

Sedicesima vittoria per la Germani in venti giornate di campionato: anche Reggio Emilia viene spazzata via già dopo il primo quarto. Si rivede un Gabriel versione cecchino (20 punti, 6 triple). Confermato il primo posto in solitaria, Massinburg a riposo precauzionale, minutaggi controllati: il modo migliore per arrivare al quarto di finale di Coppa Italia in programma giovedì a Torino contro una Gevi Napoli sconfitta anche da Cremona

Brescia. Avanti un’altra. La Germani illumina il futuro e riaccende un po’ di passato, tenendo vivo il filo del racconto. Nemmeno l’Unahotels Reggio Emilia (quinta forza del campionato, è bene sottolinearlo) riesce a controllare l’ira funesta dei biancoblù, che incasellano il sedicesimo successo in venti partite e a dieci turni dalla fine della regular season, oltre a mantenere il primo posto (+ 2 su Bologna, + 4 su Venezia e Milano), ipotecano uno dei primi quattro a fine stagione, che significa fattore campo nel primo turno play off. Il + 10 sulle quinte (Napoli e appunto Reggio Emilia), con tanto di 2-0 negli scontri diretti, parla chiaro. Da qui alla fine Della Valle e soci potranno lottare per la migliore delle prime quattro posizioni. Una proiezioni golosissima. Prima però c’è Torino, ci sono le Final Eight di Coppa Italia, c’è un trofeo da difendere.

Lo scenario. La Germani arriva al PalaAlpitour nel modo migliore. Con un altro “no contest”, un nuovo allenamento agonistico, che consente di razionare le energie e di controllare i minutaggi (Akele il più impiegato con 29′, Gabriel e Bilan ovvero i più in là con gli anni sotto i 20′), Massinburg lasciato a riposo come la scorsa settimana era stato fatto con Della Valle e quella prima con Gabriel, il tutto nell’ambito di una gestione delle rotazioni che una squadra profonda può permettersi non dovendo giocare le coppe europee e in prospettiva di quello che ci si augura possa essere un fine settimana da tre partite in quattro giorni.

La partita. Un’altra serata perfetta. Un altro approccio famelico per Brescia, che azzanna ogni pallone in difesa e attacca con l’energia consequenziale: pronti via è ed 15-0 con 10 punti di Della Valle. A metà quarto siamo 22-2 (alley-oop di Cobbins) poi 26-8 e 29-10 al mini intervallo. Reggio Emilia è già in crisi di nervi: due tecnici a Priftis, che dopo soli 7′ è già negli spogliatoi. Non ce n’è nemmeno stasera. Per niente e per nessuno. Sul 39-18 del secondo quarto (e un 50% da 2, 56% da 3, 14/16 ai liberi e 17-11 a rimbalzo) c’è chi, più per scaramanzia, ricorda che anche con Pistoia due settimane prima era stato toccato l’identico punteggio e poi i toscani avevano saputo rientrare prima di essere spazzati via solo negli 5′ di partita. Stavolta no. Brescia non si guarda più indietro. Anche Bilan tocca la doppia cifra quando ancora non è suonata la seconda sirena (47-25), Akele è caldissimo e con due triple mette tutti a nanna: 53-27 al 20′. Il secondo tempo scivola via sereno: apre le marcature Christon, che in quel momento era l’unico non ancora a bersaglio (ma comunque con già 5 assist) dei nove già scesi in campo. Il divario si allarga e si va sul trentello: 64-33, 67-36 al 30′. Si (ri)scatena Gabriel con due canestri pesanti (alla fine per lui saranno 6 triple, record personale in Lba, con un totale di 20 punti) per il massimo vantaggio del 72-36. Magro dà la giusta vetrina anche ai baby Tanfoglio e Porto e finisce 86-63, in infradito.

Tutti a Torino. Il coro dei 4909 del PalaLeonessa è: “Tutti a Torino”. Azzerare, dimenticare, restare umili sono le parole chiave. La Gevi Napoli non sarà quella asfaltata in casa propria la scorsa settimana dalla Germani, nemmeno quella che oggi a perso a Cremona la terza partita di fila in Lba. La Coppa Italia è un altro cinema, un nuovo festival, un play off che si gioca in tre giorni con match da “win or go home”. I 32 punti in classifica e le cinque vittorie consecutive che la Germani si porterà nel trolley serviranno solo come carburante per la fiducia. Poi però già dalla prima palla a due sarà come stare in una bolla. Che poco o nulla c’entra con quanto accaduto fino adesso. Brescia l’ha provato, nel modo migliore, sulla sua palle. Come la brutta Leonessa di un anno fa si trasformò all’improvviso da zucca in carrozza, può capitare a chiunque altro. E Napoli non vede l’ora di travestirsi da Germani 2.0…

(Tifosi speciali al PalaLeonessa: gli ex Franko Bushati e Sandro Santoro)