IL FOCUS TATTICO: ECCO COSA E’ MANCATO ALLA GERMANI NEL MATCH CON NAPOLI

L’allenatore nazionale Paolo Valerio analizza per noi la sconfitta che ha lasciato grande delusione in tutto l’ambiente

Brescia. Purtroppo è successo: proprio nella partita più attesa qualcosa, anzi troppe cose non hanno funzionato. Vediamo di capirle una alla volta: per vincere servono vari fattori: difesa, soluzioni offensivi, contributo dei protagonisti, mosse per cambiare la partita

La Germani quest’anno ci ha abituato a grandi prestazioni, ritmo travolgente e difesa asfissiante alla base, tutto condito da fluidità in attacco e scelte bilanciate tra soluzioni perimetrali e interne, compresa una buona dose di penetrazione e attacco al ferro. Ci ha abituato a non dipendere da un singolo, ma da una sinfonia collettiva di suonatori capaci di rendere difficile arginarla.La positività del singolo contagiosa sugli altri che si rendono altrettanto protagonisti, forti di una convinzione dei propri mezzi proprio perché sostenuti anche dagli altri.

Cosa ha fatto Napoli? La difesa. La scelta: chiudere e intasare l’area, rallentare la circolazione della palla e limitare le linee di penetrazione e interne. Sfidare a tiri senza ritmo la Germani e vedere come va. E’ andata bene per loro purtroppo, questo ha tolto fiducia e lettura alla squadra che ha iniziato a smarrire certezze e convinzione. Quindi primo imputato : l’ attacco e i protagonisti 

La squadra non ha saputo spaziarsi adeguatamente e evitare la trappola napoletana fatta di densità e imboscate dal lato debole. Primo assente: Bilan, incolore e molle non ha saputo gestire la pressione perdendo palloni o facendoseli sporcare. Secondo attore negativo: Christon che anziché leggere la partita ha provato a intestardirsi per risolverla individualmente.

Cosa è mancato a quel punto Petrucelli (negativo al tiro e nelle iniziative), Della Valle che però in un simile contesto fa fatica a trovare soluzioni e che tutto sommato ci ha messo qualcosa di suo. A quel punto il nervosismo e la tensione sono dilagate e solo alcune lodevoli iniziative di Gabriel e Burnell (che però non hanno in mano il gioco) hanno riportato sotto la squadra.

Le mosse. Cosa avrebbe potuto fare Magro? Come dare una scossa ? Tre modi: i cambi non hanno funzionato, Cournooh non ha migliorato le letture e Cobbins non risolve i problemi in attacco, Massinbourg appannatissimo nemmeno. La psicologia: non è forse la sua prerogativa, se da un lato l’equilibrio è la dote di Magro non si può chiedergli di diventare Obradovic all’occorrenza.

La tattica: qui forse avere qualche soluzione diversa capace di rompere diversamente la partita magari avrebbe potuto servire. Non tanto per limitare Napoli in attacco (tutto sommato la difesa ha tenuto) ma quanto per farli uscire dalle certezze e trovare dell’affanno, magari contribuendo ad innescare qualche contropiede salutare. Anche qui però la filosofia della squadra è chiara: la zona o le miste sono quasi tabù e quindi …..

Alla fine comunque va accettata la sconfitta, non farei processi oltre alla doverosa analisi delle cause e guarderei in avanti nella speranza che la squadra e il gruppo trovino convinzione e motivazione ulteriore.

Magro resta un ottimo allenatore, non basta non essere sempre d’accordo con lui per farne un colpevole.

Paolo Valerio

(allenatore nazionale)