LETTERE AL DIRETTORE: “MILANO E BRESCIA HANNO COMMESSO ERRORI SIMILI CONTRO NAPOLI, TROPPO SCHIZOFRENICHE PER VINCERE LA PARTITA”

Gentile Direttore

E’appena finita la partita che ha consacrato Napoli regina di Coppa e, vedendo con occhio critico da ex coach e giocatore, non posso fare a meno di tornare sulle parole pubblicate da Paolo Valerio che ha analizzato le possibili ragioni della sconfitta dell’amata Germani. Sono parzialmente in sintonia con l’opinione, certamente autorevole, ma ho su tanti aspetti una visione diversa e, quanto fatto da Milano, mi ha dato l’opportunità di verificare,una volta di più,quanto visto a caldo nella partita con Brescia, poiché ha ripetuto gli stessi identici errori,pur con attori diversi.

Le 2 squadre hanno, come gemelle diverse, fatto il grande errore di confondere velocità con fretta e abusato del movimento palla con il palleggio e non con il passaggio, cadendo invischiati in un gioco schizofrenico. Quali errori?

Tentativi di tiro, senza mai aver cambiato lato e con difesa quindi ben posizionata, con 1 massimo 2 passaggi. Giocatori in attesa inutile di ribaltamento sul lato debole che venivano gestiti senza preoccupazioni dai difensori. Le poche volte che Brescia e Milano si sono decise a passarsi la palla con meno ansia e più pazienza, con finte di passaggio (poco usate) si sono aperte penetrazioni o tiri comodi sul lato debole. Il vecchio detto che ogni passaggio indebolisce la difesa è passato inosservato.

Napoli adottava delle regole semplici :

  • Palla in post basso ? Passaggio in difesa a zona 2-3
  • Dai e vai o taglio dell’attaccante ? Il difensore accompagnava il movimento e poi restava in aiuto come in difesa a zona ( e senza ribaltamento palla una pacchia…)
  • Posizionamento iniziale in difesa di una guardia su un lungo (escluso il pivot) come per esempio De Nicolao su Mirotic in modo che al primo blocco o pick and roll, effettuavano cambio sistematico trovandosi già con un accoppiamento più congruo limitando i miss match
  • Gestione dell’attacco con la classica mezza ruota sulla linea dei 3 punti ? Se era implicato in difesa Owens, molto veloce nel rientrare in area, raddoppio di marcamento ,se invece erano altri i compagni implicati, solo cambio sistematico.

Sia Brescia che Milano si sono incaponite, forse perché innervosite, nel voler forzare subito la soluzione incappando spesso in errori banali. Rivedendo con calma la partita non si può non notare che quando usato pazienza , quando non forzato l’1c1 , si creavano spazi enormi o tiri comodi perché Napoli ha tanto di buono, ma non una difesa eccellente. Sono stati bravi a mescolare le carte e far credere di averla e hanno vinto con merito.

Tornando al perché su alcune cose non sono d’accordo con Paolo Valerio dico che tutti, nessuno escluso, hanno interpretato in modo sbagliato la partita per i concetti sopra espressi. Personalmente non ho visto aree intasate e trappole sul lato debole da parte di Napoli. Secondo me hanno fatto tanto da soli e soprattutto non come squadra.

Non hanno avuto la calma dei forti, perché ancora forse non si sentono tali e l’ansia di volerlo dimostrare è una brutta bestia. Il primo posto in campionato è meritato ma sentirsi forti è una cosa diversa. Si vede che non danno peso a questo primato, sono probabilmente soddisfatti del cammino ma non hanno la percezione del potenziale. Vorrei che tutti avessero la faccia senza dubbi di Jason Burnell, sprecherebbero meno energie per capire se sono o meno forti e sarebbero più concentrati sulla forza indubbia di questo gruppo.

Il rischio di un organico così competitivo in ogni ruolo è che, se il proprio compagno non funziona, chi subentra si sente di dover sopperire a lui mentre è invece è il nuovo quintetto che deve funzionare meglio. Se è sempre la squadra al centro dei pensieri si riduce lo stress. Ho visto troppi giocatori che sembravano dover dimostrare che se il loro compagno non imbucava dovevano sostituirsi a lui affrettando il tiro alla prima opportunità , spesso forzando.

Dissento sul fatto che Magro avrebbe dovuto applicare strategie difensive diverse. Ha impostato e costruito una squadra con 10 giocatori 10,che possono mantenere un livello difensivo elevato, uomo contro uomo, e non si rinnega a questo punto della stagione, per una partita che sta andando male, un principio cardine. Sono certo che, avendo molto tempo e molti allenamenti a disposizione, doterà la squadra di opzioni e strategie per affrontare i play off nel modo migliore e offrire sorprese che avranno un peso specifico diverso che se fossero palesate ora. Ho avuto anch’io coach, veri maestri, che durante la stagione regolare non facevano nemmeno valutazioni video degli avversari, perdendo anche partite per osservare questo concetto ma con lo scopo unico di pensare solo alla propria squadra ed abituarla a reagire in campo. Si lavorava comunque settimanalmente su zona press a tutto campo, 4 a zona e 1 a uomo, zona mista, trappole difensive ad hoc su specifici giocatori e assicuro che l’effetto sorpresa, nei momenti topici del campionato, quando più contava, era enorme. Non si tratta di essere puristi e non penso che per Magro sia un tabù provare altro in futuro.

L’unica critica , dichiaratamente costruttiva, è nella gestione di Semaj Christon . Magro ha già capito (le dichiarazioni post partita sono chiare )da persona sensibile e intelligente che, lasciandolo in panchina tutto il 4 quarto, non ha perso solo una partita ma probabilmente incrinato un rapporto che ha cercato di costruire fino ad oggi. Ho apprezzato, da ex playmaker, le sue dichiarazioni sul rapporto costante e i numerosi colloqui che ha con lui, perché lo vede leader tecnico e vuole che sia il suo braccio e la sua mente in campo. Che peso avrebbe avuto una vittoria ottenuta senza avergli dato la fiducia? Forse è meglio per entrambi che si sia perso, per le fortune di questa stagione e di questa squadra.

Dan Peterson avrebbe mai rinunciato a Mike D’Antoni negli ultimi minuti? Sarebbero affondati assieme se serviva.

Mi scuso se mi sono dilungato ma, avendo giocato con questa squadra, Pinti Inox nel lontano 1977/78 nel primo campionato di A2 come giovane aggregato alla prima squadra dal grande e compianto Riccardo Sales, il mio cuore è sempre biancoblu’. Non ho certo avuto il percorso degli illustri compagni come il coetaneo Arione Costa, ma un minimo di competenza e discreta carriera anche come coach me la sono fatta per potere, con la massima umiltà e rispetto, esprimere il mio pensiero.

Forza Basket Brescia

Livio Bertoli