MARKOVIC: “DOVREMO LIMITARE BILAN E GIOCARE DI FISICO PER 40′”

Sassari. Match di particolare importanza quello che attende coach Nenad Markovic e la sua Dinamo Sassari questa domenica alle ore 18.15 al Palaserradimigni dove ospite del Banco di Sardegna sarà la Germani Brescia. Sia per riscattare un match di andata molto sottotono e d’altraparte confermarsi tra le pretendenti alla corsa scudetto. Queste le sue parole: “Noi siamo concentrati partita per partita, non guardiamo la classifica, Brescia è la più forte, sono molto fisici, hanno un grande roster e sono allenati benissimo, verranno a Sassari ancora più pronti viste le nostre due ultime gare. Lavoriamo duro per riuscire a continuare su questo livello di prestazioni e cercarci di opporci a loro in tutti i modi. È il più difficile degli ultimi tre match: affrontiamo un grande roster, una squadra allenata benissimo che è prima in classifica dall’inizio della stagione e ha vinto l’anno scorso la Coppa Italia. Sfida intrigante ma siamo in un buon momento”.

ITra gli avversari la Dinamo conosce molto bene Miro Bilan, centro che non ha eguali in campionato:
“Buonissimo giocatore, conosco bene le sue qualità perché l’ho affrontato tre volte l’anno scorso con il Peristeri ai playoff di BCL. Dobbiamo pensare in un modo diverso, dobbiamo limitare il suo apporto offensivo nella partita, a rimbalzo, può avere impatto, dobbiamo essere bravi a non fargli fare le cose che vorrebbe”.

La sfida con Brescia è la più difficile?
“Contro Bologna era diversa, loro arrivavano dalla sosta e dalla partita due giorni prima contro Valencia, prima della sosta noi eravamo un’altra squadra. Abbiamo giocato con grande fiducia a Venezia sulla scia di quello che avevamo fatto con Bologna. Brescia è la più dura non solo per il roster ma perché viste le due nostre vittorie sarà ancora più pronta per affrontarci. Sono consapevoli che abbiamo battuto la Virtus e la Reyer, vediamo quello che succede”.

Qual è stata la svolta mentale, che corde ha toccato nei giocatori?
“Il coach può fare tutto ciò che vuole, ma se i giocatori non lo seguono è impossibile vincere, se i ragazzi credono nel lavoro e credono nel sistema, mentalmente avranno una marcia in più. Adesso la stima e la fiducia reciproca che c’è tra me e i giocatori è qualcosa che può fare la differenza per essere una squadra competitiva, tutti provano a fare il massimo, a giocare il meglio possibile, in armonia, con pazienza, lavorando sui dettagli. Dovrebbe essere sempre così, ma non sempre le cose vanno in questa maniera. L’approccio al gruppo è fondamentale”.

Dopo queste due vittorie dove guardate la classifica? Verso l’alto o verso il basso?
“La più importante partita è sempre quella che giochiamo dopo, la successiva, affrontiamo una sfida alla volta senza guardare alla classifica”. 

Quella con Brescia sarà la partita della maturità per la vostra panchina?
“Il vantaggio di Brescia è avere un roster profondo e giocare molto fisico, avendo giocatori che coprono altri magari meno difensivi. L’unica ricetta è rispondere a livello fisico, giocare duro per 40 minuti: adesso chi esce dalla panchina tiene il livello del quintetto, la cosa più importante è che adesso in 9-10 giochiamo con la stessa intensità. Brescia corre, trova punti facili, vanno a rimbalzo, vogliono controllare il ritmo.”