ARMANI STILOSA, BRESCIA DIFETTOSA

Dopo un primo tempo nel quale non riesce a trovare le contromisure a una Milano straripante (61-49), nella ripresa la Germani ci mette cuore e qualità, ma la rimonta è solo sfiorata. Nonostante i 33 punti di Della Valle, gara 1 di semifinale è dei campioni d’Italia. Lunedì si replica, sempre al Forum

Milano. Ci vuole qualcosa di più per fare l’impresa. Sul parquet dei campioni d’Italia non è certo la Germani perfetta che ci si augurava. Quella di Magro è una squadra che gioca un primo tempo molliccio (andando sotto di 12) nel quale si limita a concentrarsi sull’attacco, specchiandosi nella capacità di segnare 49 punti alla miglior difesa della Lba. Ok, ma se ne subisci 61, finisci poi per compromettere il match. E infatti non basta vincere 21-16 e 19-18 i due secondi tempini. Non basta un Della Valle da 33 punti (high stagionale). Non basta limitare Mirotic e Shields a una combinata di 7 punti.

Ci vuole di più. Ci vorrà lunedì sera per rimettere in equilibrio una serie di semifinale, che parte con Milano a confermare i favori del pronostico imponendosi 95-89. Per battere l’Olimpia in casa propria, Magro ha bisogno che tutti i suoi giocatori siano al top. O quantomeno che nessuno “floppi” il match. E invece con Burnell a giocare la sua più brutta partita da quando è a Brescia, con Petrucelli a passare il tempo nel togliersi di dosso la ruggine accumulata nell’ultimo mese ai box, un Bilan normale e un Massinburg non così continuo, è già tanto se la Germani entra negli ultimi due minuti e mezzo con ancora qualche speranziella di vittoria sull’89-84.

In verità non c’è mai stata la sensazione che il match potesse “switchare” dalla parte dei biancoblù, che hanno conquistato l’ultimo vantaggio sul 19-21 per poi guardare sempre la targa agli uomini di Messina. Il secondo quarto è stato quello dell’accelerata per i meneghini (41-31, 13’) anche se il massimo vantaggio interno è stato a inizio terzo quarto (65-51). Non ha però sbracato la Germani e questo è un piccolo, ma buon segnale in vista di gara-2. Aver perso nettamente la lotta a rimbalzo (-14) ha tolto fiducia perchè con secondi e terzi tiri, l’Armani ha saputo superare i momenti difficili nei quali il canestro si era improvvisamente rimpicciolito. E se per un sera Shields e Mirotic non sono stati quella certezza in attacco, ci hanno pensato il campione del mondo Voigtmann (5-8 da 3), un Tonut da tempo non così incisivo in attacco, quella certezza di nome di Hall, l’uomo che non tradisce mai, un Flaccadori tornato protagonista e l’immancabile capitan Melli a scavare il solco diventato poi un tesoretto da conservare fino alla fine.

Milano è troppo profonda per essere presa in infilata soprattutto se Brescia non riesce ad avere il massimo da tutti i suoi effettivi. Che sono meno di quelli dell’Olimpia. E nell’insieme anche meno abituati a partite di questo spessore.