GERMANI ANCORA OSCURATA NEL CIELO DI OLIMPIA, E’ LA SINDROME DELLA COPERTA CORTA

Meglio in difesa rispetto a gara 1, ma stavolta manca l’attacco e alcuni singoli restano sottotono. Milano vince e va sul 2-0. Giovedì al PalaLeonessa per allungare la serie. Preoccupa il problema all’inguine di Christon

Milano. Non c’è molto da girarci intorno: Milano è più forte e Brescia ha la coperta corta. Se attacca bene e difende male come in gara 1, la squadra di Magro va sotto pesantemente, dà la sensazione di poter rientrare, ma s’inchina comunque nel finale (95-89). Se invece fa l’opposto come in questa gara 2, nonostante una pessima partenza (10-0 e 22-7 di massimo svantaggio nel primo quarto) e si ritrova 35-35 all’alba del secondo tempo poi cala comunque nel momento topico e perde con un margine anche superiore a quello della prima partita: 77-66. 

All’Unipol Forum non vinci mai se subisci 95 punti (61 all’intervallo lungo), ma nemmeno se ne segni 66 (29 al 20’). 

I soliti sospetti. In 80’ si sono già visti troppi errori ed omissioni (16 palle perse in questa gara 2 ed erano 13 al 30’) per pensare di allungare la serie, anche se giovedì al PalaLeonessa c’è un’ultima chance per non andare già in vacanza anticipata e si giocherà comunque di fronte a 5000 tifosi bresciani. Se basterà per spostare l’inerzia, che nemmeno questo lunedì sera è mai stata davvero dalla parte di Della Valle e compagni, lo scopriremo presto. Altrimenti ci sarà comunque da applaudire al percorso e semmai da rammaricarsi per le sconfitte a Sassari e Cremona, che sono costate il primo posto in regular season e quindi la possibilità di spezzare il duopolio Milano-Bologna. Ma ci sarà tempo e modo, eventualmente, per rianalizzare il tutto e capire perchè Brescia non è arrivata a questi playoff con potenzialmente tutte le “belle” in casa”.

(Stavolta Burnell ha giocato una buona gara, ma non è bastato)

Durezza. Gara 2, che l’EA7 ha finito con Caruso e Bortolani in campo, segnale che la partita era in ghiaccio e lo era dal 72-61 (tripla di Melli tanto per cambiare) quando mancavano ancora 3’ e 44”, come detto si era messa malissimo. Con un metro arbitrale uguale a quello di sabato sera, i biancorossi si sono adattati subito e meglio, difendendo forte, muovendo benissimo la palla in attacco, registrando un 5/8 da 3 sul 20-5 con Shields stavolta subito in partita e Hall scatenato. Brescia ci ha impiegato 6 minuti e mezzo per segnare il primo canestro su azione (Christon per il 20-7). Un paio di acuti di Massinburg nel secondo quarto non sono bastati, Milano con Mirotic, Napier e Melli ha tenuto la doppia cifra (31-21), l’ingresso della second unit ha dato alla Germani un quid in più. Burnell è tornato il leone del quarto di finale playoff in cui affossò Brescia con la maglia di Sassari, Cobbins benissimo a rimbalzo e persino nel realizzare, così complice anche un calo di Milano e nonostante un raccapricciante 4/12 da 2, con cinque punti nel finale di tempino firmati Della Valle, Brescia è arrivata fino a -2 (31-29, ritoccato da Shields per il 33-29 della pausa lunga). 

Mirotic, quello vero. Il momento migliore del match per i biancoblù è stato sul 35 pari in apertura di secondo tempo ed è stato anche il momento illusorio di Bilan, per il resto deludente e in una di quelle serate in cui non trova motivazioni per controbattere alla difesa aggressiva dei lunghi avversari. Con Bilan e Gabriel in campo, la Germani è tornata a fare fatica e Mirotic è salito in cattedra: 48-40, 50-42 e 58-49 al 30’. Il terzo quarto, dove Christon ha cominciato a zoppicare per un problema all’inguine che continua a riproporsi e che ne mette in dubbio l’utilizzo a pieno regime in gara 3, è stato quello dalla miglior produzione offensiva (20 punti), ma anche quello dove Brescia ha subito più punti (25). Ah rieccoci con la storia della coperta corta. Nel quarto quarto, la Germani non è mai riuscita ad avvicinarsi realmente. E’ stato poco più di un garbage time. 

(Troppo soft la prestazione di Miro Bilan)

Ultima chiamata. Gira e rigira i problemi sono stati ancora quelli di gara 1: Germani asfaltata a rimbalzo (42-31), incapace di andare oltre un modesto 32% da 3 (6/19) mentre delle palle perse abbiamo già detto. Francamente non vorremmo essere nei panni di Alessandro Magro, che ha provato anche a mischiare le carte con qualche zona. Cosa possa inventarsi in gara 3 è un mistero fittissimo. Se poi giocatori come Bilan, Christon e Massinburg non gli danno una mano, anche il prossimo episodio della serie rischia di diventare simile, se non uguale, ai primi due. 

(Cotelli, Magro e Ferrari nel pre-partita con il presidente di Legabasket Umberto Gandini)