Brescia fa l’impresa a Trieste e si prende il controllo della serie: grande prova difensiva e di sacrificio senza il capitano Della Valle, con un Bilan da 20 punti e 12 rimbalzi ancora in versione trascinatore. Sabato sera ci sarà un match point per la semifinale
Trieste. Brescia porta a termine la prima impresa: la squadra di Cotelli vince una gara 3 thriller dimostrando per l’ennesima volta tutto il suo cuore e tutti i suoi attributi a Trieste. I biancoblù arrivano al traguardo finale sul punteggio di 80-84, dopo aver comandato per praticamente tutto il match nonostante l’assenza di Della Valle: la serie è così sul 2-1, il fattore campo torna dalla parte della Germani che avrà due possibilità di volare in semifinale (la prima sabato sera sullo stesso parquet, la seconda eventualmente lunedì al PalaLeonessa). Quella dei biancoblù è a tutti gli effetti un’impresa corale, l’ennesima nel momento più importante: Brescia mette in campo una partita di altissimo livello difensivo, cavalca un Bilan in formato MVP in attacco e sfrutta il suo preziosissimo coltellino svizzero Rivers per togliere ritmo a Ramsey e chiudere la partita con la tripla del +6 a 15″ dal termine. Trieste lotta e si aggrappa soprattutto alle magate di Ross per rimanere a contatto nel primo tempo e ai suoi lunghi nella seconda metà di gara, ma deve arrendersi. La sfuriata finale con cui si passa dal 68-78 a 4′ dal termine fino al 77-80 a 1′ dalla fine è contenuta, con tanti brividi, dalla Germani, che riesce a non perdere ritmo in una frazione finale in cui, come nella gara 4 dell’anno scorso, un altro blackout all’impianto triestino fa fermare la partita per una decina di minuti. Brescia è brava ad approfittarne per far riposare i suoi titolari e per prendere lo slancio sul +10 a metà quarto, conducendo in porto con grande cuore la nave nel golfo triestino.
Sforzo corale. Tutti hanno portato il loro mattoncino, e non poteva essere altrimenti considerando i presupposti: l’assenza di Della Valle ha costretto Brescia a reinventarsi per l’ennesima volta nella sua stagione. E, forse, tutte le emergenze vissute in questi mesi l’hanno anche abituata e fortiticata in queste situazioni. Cournooh ha saputo dare uno strappo iniziale importante nel quintetto titolare con 2 triple per aprire il match, Burnell ha superato quota 32 minuti partendo dalla panchina, Mobio e Nunn hanno saputo inserirsi bene nei momenti della partita (anche se lo statunitense ha visto una buona parte del secondo tempo dalla panchina). Tutti si sono resi protagonisti di una prova difensiva di sacrificio, con Rivers ancora sugli scudi tenendo Ramsey a 2/9 dal campo e dando una mano in marcatura su un ispirato Colbey Ross. In attacco ci si è aggrappati alla classe e all’esperienza di Bilan che ha ripreso esattamente da dove aveva lasciato in gara 2, martellando in post basso e salendo in cattedra nel quarto quarto. La Germani è stata quasi sempre davanti, ma i brividi non sono mancati: gli ultimi 3 minuti sono trascorsi con Trieste che aveva il vento in poppa e Brescia che non poteva più schierare il centro croato e Maurice Ndour per raggiunto limite di falli. Sul -5 biancorosso gli ospiti hanno sbandato e Sissoko li ha omaggiati con una schiacciata sbagliata che è un turning point cruciale della partita: nei due minuti successivi si è rivista la Brescia cinica e spietata nei finali, che nei giri di orologio precedenti si stava smarrendo. Con i punti di Burnell e la tripla di Rivers anche gara 3 è andata in archivio, dopo altri 40 minuti di intensità spasmodica in quello che è senza dubbio il miglior quarto di finale in questi playoff.
Brescia ha dato grandi rassicurazioni sul suo stato fisico e sulla possibilità di pareggiare ancora l’intensità e la corsa di una squadra pimpante e giovane come Trieste. Oltre alle prove di sacrificio di Rivers e Ivanovic, va citato lo sforzo collettivo di tutta la rotazione che ha costretto i biancorossi ad affidarsi alle sfuriate di Ross e di Brown senza far prendere ritmo agli avversari. Ancora una volta è stata la second unit a vincere una battaglia importante e a dare uno strappo a inizio secondo quarto, con Trieste che è stata soffocata in difesa per alcuni minuti ispirando il +11 bresciano del 14′. Nella seconda parte di gara, come detto, ci si è affidati molto al ritmo basso e ai veterani, con Bilan che si è beatamente infischiato del fatto che Trieste avesse ben 3 centri da poter spendere contro di lui (Bannan, Candussi e il rientrante Sissoko). Con il solito cuore e la capacità di soffrire nel finale, Brescia mette a referto un successo cruciale e memorabile: recuperare in 48 ore dopo le fatiche di questa partita con rotazione a 8 non sarà semplice, ma questa squadra dimostra di non morire mai. E sabato avrà l’opportunità di chiudere la serie e di raggiungere Milano in semifinale.




















